Bentornata primavera

... E VAI DI “RADIANT ORCHID”, A TUTTO TONDO

Bentornata primavera!
Ma poi te ne sei mai andata? Mi sa tanto che stavolta hai superato l’inverno in velocità, mandandolo fuori strada. In ogni caso ora tocca ufficialmente a te presiedere i prossimi mesi dell’anno.

Finalmente un po’ di freschezza, nei colori, e di rinascita, nei suoni. I germogli verdissimi sugli alberi, le magnolie e le forsizie in fiore, il cinguettio degli uccellini, lo schiamazzo dei bambini all’uscita da scuola che finalmente possono giocare all’aperto. E poi le primule nelle aiuole, i tagliaerba in funzione, il rumore della strada che invade gli uffici e le case perché si iniziano ad aprire le finestre alla vita. E i colori a scalzare via il grigiore, anche quello interiore. Si ritrova la voglia di muoversi, correre al parco, cambiare taglio di capelli, tirare fuori dall’armadio i vestiti più leggeri e riporre i cappotti e le scarpe pesanti.

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E vai di “Radiant Orchid”, il colore dell’anno 2014, un mix di fucsia, viola e rosa. Lo dice Pantone Color Institute (società americana che si occupa della catalogazione dei colori pantone.com), che ogni anno analizza le tendenze di moda, design, cosmetica e cinema per delineare la tonalità cromatica più rappresentativa. Praticamente il colore individuato si trasforma in una sorta di musa ispiratrice per la creatività, l’immaginazione, l’originalità.

Non casuale la scelta: un tocco di sano ottimismo dopo gli anni bui dell’inverno e della crisi – visto che si continua a vociferare di una lenta ma positiva ripresa. E fosse anche solo un chiacchiericcio, vero è che contribuisce comunque a migliorare l’umore. E sappiamo di quanto ne abbiamo bisogno. La speranza lascia sempre aperto uno spiraglio di luce, che per quanto poco è sufficiente per non sbattere la testa.

Ecco, la primavera irradia anche serenità e allegria, le tensioni invernali si allentano, le barriere issate per ripararsi dal freddo – e dal mondo – si sciolgono e si è pronti per camminare a testa alta, guardando gli altri negli occhi, propensi alla socializzazione. Nei fine settimana i prati fioriscono di pratoline e di allegre famigliole intente a consumare il loro sano picnic. Comitive organizzano gite in bicicletta fuoriporta e non mancano le orde di bambini che affollano i parchi giochi, sempre troppo piccoli per contenerli tutti.

Ho quasi l’impressione che la gente diventi più paziente e cordiale, attenta al prossimo e a ciò che le succede attorno. Forse che l’etica sta nuovamente ritornando ad un posto centrale della convivenza umana?

Proporrei di non frenare questo influsso positivo che pervade l’aria primaverile, ma di assecondarlo anche nei toni – pacati, nei gesti – posati, nella riflessione – attenta, nell’ascolto – paziente. Insomma, per dirla alla Oscar Niemeyer (architetto) “preferire alla linea retta, simbolo duro e inflessibile del razionalismo consumistico, la linea curva, metafora libera e sensuale della leggerezza non arrendevole, delle buone maniere coltivate con intelligenza e generosità”.


Bentornata primavera.

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