Calunnie a Berlusconi. Ci risiamo

Ci risiamo. Sembra la triste riedizione di un film già visto nel 1994, ma purtroppo è cronaca politica di questi mesi. Dopo che la coalizione guidata da Silvio Berlusconi ha vinto nettamente le ultime elezioni democratiche, i poteri forti a lui avversi si organizzano iniziando una campagna diffamatoria e calunniosa che non ha eguali nella vita delle principali democrazie occidentali.

Organi di stampa spiano dal buco della serratura la vita privata del premier, pubblicando scoop di provenienza perlomeno sospetta, rilasciando foto riprese da chilometri di distanza della dimora sarda del Cavaliere, non avendo nessun riguardo per il diritto alla riservatezza che ogni cittadino ha, anche un personaggio pubblico come Silvio Berlusconi. A quale persona non darebbe fastidio che conversazioni private venissero registrate e successivamente divulgate?

Chi non si sentirebbe violentato nella propria intimità se venisse ripreso nel giardino della propria abitazione mentre prende la tintarella o si fa una doccia?

Se a questo atteggiamento già di per se non conforme alla legge si aggiunge una continua denigrazione nei confronti del premier, attraverso finte domande, palesemente offensive, che hanno come unico risultato quello di mettere alla berlina l’immagine del nostro Paese all’estero, non ci si può non attendere una reazione. Ed ecco che quando il premier querela due giornali per i contenuti offensivi dei loro articoli, immediatamente scatta l’allarme sulla libertà di stampa in Italia. Forse i signori della sinistra, che hanno sollevato centinaia di querele nel corso degli anni contro vari giornali e giornalisti, dovrebbero andare in vacanza a Cuba, ultimo paese comunista, ad imparare cosa sia l’assoluta mancanza di libertà!

Domandare è lecito, rispondere è cortesia, recita il detto.

Silvio Berlusconi non aveva tempo di rispondere alla stupide domande di Repubblica, perché impegnato ad organizzare con successo la raccolta delle tonnellate di rifiuti dimenticate per le vie di Napoli dal precedente governo di sinistra, mentre il governatore della Campania Bassolino non trovava neppure il coraggio di doverose dimissioni, visto lo scempio che si era creato durante il suo lungo e inoperoso mandato.

Silvio Berlusconi non aveva tempo di rispondere alle domande, perché era in Abruzzo a visitare i paesi distrutti dal terremoto e ad organizzare la ricostruzione, con la consegna delle prima abitazioni in tempi record.

Silvio Berlusconi non aveva tempo di rispondere, perché era impegnato al vertice del G8 all’Aquila, giudicato da tutti i capi di stato presenti come uno dei meglio organizzati degli ultimi anni.

Silvio Berlusconi non aveva tempo di rispondere, perché assieme al governo che presiede ha dovuto affrontare una dura recessione economica mondiale, la peggiore dal 1929.

Silvio Berlusconi non aveva tempo di rispondere, perché impegnato in Libia nel concludere accordi che limitano l’immigrazione clandestina, e a raggiungere importanti accordi economici per le imprese italiane.

E mentre Berlusconi era impegnato nell’interesse degli italiani, i signori della sinistra cosa stavano combinando? Si viene a scoprire che il governatore dimissionario del Lazio, andava con l’auto della regione in via Gradoli a Roma a trovare dei suoi amici transessuali, pattuendo prestazioni sessuali a pagamento. Mentre il suo collega di partito e portavoce del precedente governo, si limitava ad abbassare il finestrino dell’auto chiedendo “indicazioni stradali” ad altri transessuali. Complimenti!

Alla campagna diffamatoria capeggiata da Repubblica, non poteva non aggiungersi l’offensiva delle toghe rosse. Con una modica richiesta di 750 milioni di euro che il gruppo Fininvest dovrebbe risarcire a Cir per il lodo Mondadori. Che tempismo! Come mai dopo 20 anni, proprio ora questa richiesta?

Perché in Italia Silvio Berlusconi, che gode della fiducia della maggior parte degli italiani, che ha vinto libere elezioni democratiche, non può governare serenamente?

Perché dobbiamo assistere a queste continue aggressioni ai suoi danni da parte di forze politiche, potentati economici e magistrati politicizzati che tentano in tutti i modi di ribaltare il risultato elettorale?

Se costoro hanno dei programmi, delle idee migliori per il Paese, si presentino alle prossime votazioni tra quattro anni, ed il popolo italiano sarà bel lieto di scegliere le persone e le idee più valide.

Ma fino ad allora, si lasci lavorare questo governo, e non si cerchino scorciatoie od intrighi che tentino di sovvertire in maniera fraudolenta il risultato elettorale.
 

Alessandro Oldani

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