La Drogheria Egidi a Sesto San Giovanni

drogheria egidi 1In via Dante, nel cuore del centro storico di Sesto San Giovanni, ci sono due vetrine che fanno parte integrante della lunga storia della città del secondo Novecento, hanno attraversato gli anni di piombo, gli scioperi, i cortei e hanno visto grandi aziende come Breda, Falck e Campari.

Sono le vetrine della drogheria-enoteca Egidi, inaugurata 85 anni fa e gestita oggi da Domenico, detto l’Egidi, chiamato come suo nonno da cui ha ereditato il mitico grembiule nero, ultimo di una grande famiglia che a Sesto si è fatta un nome.

Aperta nel 1932 da Domenico Egidi e da Irene Sberna, la Drogheria Egidi oggi è sempre il luogo dove si trovano tanti prodotti di alta qualità, assortimento che l’ha resa uno dei negozi fondamentali per i buongustai del Milanese.

La famiglia Egidi, ora alla terza generazione, da sempre propone prodotti e servizi di qualità ai suoi clienti, senza mai lasciare la sua tradizione e identità, al punto di avere ancora adesso la qualità e prezzi tipici della drogheria di una volta.

Nel 1980 Antonio e Domenico Egidi fondano La Cantinetta, oggi una delle enoteche più fornite e frequentate della regione, grazie ai suoi prodotti, all’ottimo rapporto qualità prezzo e a una pregiata selezione di liquori.

L’antica Drogheria Egidi e l’enoteca La Cantinetta, hanno avuto, nel novembre 2003, il riconoscimento di Simbolo storico del commercio sestese dalla provincia di Milano.

Un tempo in via Dante, c’erano solo una lunga fila di case basse con il tetto in tegole e fu nel 1960 che il sindaco Abramo Oldrini propose ad Antonio Egidi,  succeduto al padre Domenico, “di costruire una casa alta come quelle di Milano” sopra le vetrine della drogheria.

Da allora Sesto è cambiata, ma la tradizione degli Egidi è rimasta, come dimostrano la soda, la lisciva e il vero sapone di Marsiglia, ma anche la loro cantina con i migliori vini.

In questa bottega sono passati tanti personaggi importanti, tra cui Davide Campari, con cui Domenico Egidi aveva condiviso il militare e la Prima guerra mondiale. Era nata un’amicizia che spesso portava il grande industriale, con la scusa di comprare qualcosa, a passare in negozio per salutare il commilitone.

La drogheria custodisce tanti ricordi: negli anni Settanta apriva all’alba e gli operai arrivano per comprare il grigioverde, un liquorino che con i suoi 40 gradi alzava il morale e la temperatura.

Davanti alle sue vetrine sono passati anche polizia e carabinieri all’inseguimento dei brigatisti, come quando fu arrestato Walter Alasia poco prima della tragedia del dicembre 1976 quando in un conflitto a fuoco morirono, con lui, il maresciallo Sergio Bazzega e il vice questore Vittorio Padovani.

Ma ci sono anche i ricordi di quando in negozio c’era il figlio di un magazziniere, Gianandrea Noseda, diventato uno dei più grandi direttori d’orchestra del mondo, o di Giorgio Falck che passava alla mattina, a piedi o in bicicletta, prima di iniziare la giornata in azienda, tra i banchi colorati di caramelle, cioccolate e spezie introvabili, per prendere un caffè con Antonio Egidi.

“Era lo stile dei grandi industriali di una volta. Ma, per fortuna, non tutto è cambiato” dice Domenico Egidi “I miei clienti sono quasi tutti amici, mia sorella Irene è sempre al mio fianco in negozio e ora anche mia nipote Letizia, esperta enologa, si è appassionata al lavoro. La mia soddisfazione? Corre un detto qui a Sesto San Giovanni: se non ce l’ha l’Egidi non esiste più”. 

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