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Addio a Maradona, camera ardente alla Casa Rosada

  • Federica Sallustro

El Pibe de Oro è morto. Diego Armando Maradona, idolatrato calciatore argentino di fama mondiale a 60 anni appena compiuti si è spento, a causa di un attacco cardiorespiratorio nella sua casa di Tigres, zona metropolitana di Buenos Aires, in cui si era trasferito per trascorrere la convalescenza dopo un delicato intervento al cervello dovuto ad un ematoma subdurale.
Nonostante l'intervento tempestivo dei sanitari purtroppo non c'è stato nulla da fare, il malore gli è stato fatale ed è deceduto prima del suo arrivo in ospedale, proprio nell'anniversario della perdita del suo grande amico Fidel Castro.

A darne la notizia il quotidiano argentino El Clarin, al quale il campione aveva rilasciato la sua ultima intervista, dove speranzoso si augurava che la pandemia diventasse presto ricordo lontano, spendendo parole di forza per la sua adorata terra.
Un vuoto incolmabile che si trasformerà in 3 giorni di lutto nazionale.
La camera ardente verrà allestita all'interno della Casa Rosada, il palazzo della presidenza argentina a Buenos Aires e da agenzie di stampa locali si apprende che molto probabilmente sarà già accessibile dal pubblico nel pomeriggio.


diego maradona wikimedia

Una di quelle notizie che non avremmo mai voluto mai sentire. Se n'è andato in coerenza con il suo stile, quello singolare dei colpi di scena.
Un uomo che aveva portato il Napoli dal 1984 al 1991 in cima alle stelle attraverso due scudetti, una Coppa Uefa e una Coppa Italia. Uno dei più grandi, se non il più grande, giocatori di tutti i tempi.

Le dipendenze dalle droghe, gli eccessi...Genio e sregolatezza. Acclamato, detestato, criticato, amato.
Padre di 5 figli avuti da 4 differenti relazioni, per anni si è reso protagonista anche di turbolenti e intricate vicende famigliari. Una vita a 360 gradi, sfrontata e di corsa, proprio come in campo. 

Dopo essere stata resa pubblica dal giornale argentino, la sua morte ha fatto in tempi record il giro del mondo. 
La Nazionale Argentina, con la quale aveva vinto un mondiale segnando un gol memorabile contro l'Inghilterra durante i Mondiali dell'86 lo saluta con il cuore spezzato: " Hasta siempre Diego. Sarai eterno in tutti i cuori del mondo del calcio."

Nel 1976 Maradona muove i primi passi appena sedicenne nell'Argentinos Juniors e da lì si avvia ad una brillante carriera in ascesa che lo porta 5 anni dopo alla sua squadra del cuore, il Boca Juniors, per militare l'anno successivo nel Barcellona, dove rimane fino al 1984. Nel luglio dello stesso anno approda al Napoli, dove regala con la maestria che lo contraddistingue, momenti indimenticabili anche a chi il calcio non se l'è mai filato di striscio.

Perché lui era così, volente o nolente catturava la scena e spiazzava il momento. 
Oggi, proprio come allora, l'attenzione si riflette su di lui, un pianeta intero ne percepisce il vuoto: la sua perdita spiazza, l'ultimo vero colpo da maestro.
Proprio come in quel lontano'86 "La mano de Dios" ha colpito ancora.

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