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Caos e ordine. Riflessioni dell'artista e scrittore Roberto Bombassei

albero di ciliegio


I due concetti di caos e di ordine descrivono, a prima vista, due situazioni opposte.
In realtà i due aspetti coesistono: esiste dell’ordine nel caos e del disordine nell’ordine.
Il termine “caos”, a livello etimologico, è legato a “casualità”.

L'ordine, invece, dall'organizzazione che dà forma, nello spazio tempo, creando organizzazione.

Caos e ordine coesistono insieme, si amano e si rispettano.
Una delle storie che mi piace raccontare per descrivere caos e ordine arriva direttamente dal Giappone e da quei meravigliosi luoghi chiamati giardini zen.
I giardini Zen, fortemente legati alla cultura e filosofia Zen Giapponese, sono "oasi" che uniscono l'arte del giardinaggio con la meditazione ed il ritrovamento della pace interiore.
Il nome giapponese con il quale sono indicati i giardini Zen è Karesansui, che significa “giardini di pietra”.
Le origini sono antichissime, risalgo ai tempi dello Shintoismo Giapponese, nonostante abbiano risentito dell’influenza della filosofia Cinese del Buddhismo e dell’Induismo, importati nel 552 d.C.
 
Un maestro zen chiese ad un discepolo di pulire il giardino del monastero.
Il discepolo pulì il giardino e lo lasciò in uno stato impeccabile.
Il maestro non rimase soddisfatto.
Lo rispedì a pulire una seconda volta, e poi una terza.
Scoraggiato, il povero discepolo si lamentò:
“Maestro, non c’è più nulla da mettere in ordine, più nulla da pulire in questo giardino! È già tutto a posto!”
“Tranne una cosa”, rispose il maestro.
Scosse un albero e si staccarono delle foglie, che andarono a cadere per terra.
“Ora il giardino è perfetto”, concluse.

 

Nel caos , il giardino ha trovato il suo ordine, per vivere.

Caos e ordine li possiamo trovare tutti i giorni nella nostra vita e nella vita degli altri. Basta solo avere rispetto e amore verso se stessi e verso gli altri.

Una semplice regola è la seguente: " se una cosa va bene a me non necessariamente deve andare bene a te".

Ho parlato di amore ma anche di rispetto.

Rispetto ? Ma esiste ancora ?
Ai posteri ardua sentenza.

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