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Coronavirus: aggiornamento situazione ospedali lombardi 11 marzo

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso della conferenza stampa convocata per fare il punto sulla situazione Coronavirus, ha fatto il punto sulla situazione.

Per fare fonte alla rapida trasmissione del virus e aumentare conseguentemente i numeri dei posti letto negli ospedali e in terapia intensiva, con il suo staff e la Protezione Civile sta per studiare qualsiasi tipo di soluzione.

“A ieri la quota di persone positmisure lombardia 1ive è salita a 4.427, ma, avverte la Regione, manca l’esito di diversi test. Oggi abbiamo 644 posti nelle nostre terapie intensive disponibili per pazienti affetti da Coronavirus. Ai 723 che erano all’inizio ne abbiamo aggiunti 223, arrivando a 946. E nei prossimi giorni ne apriremo altri 150/200”.

 

I territori di Bergamo e Brescia sono quelli che a oggi contano il maggior numero di positivi e la zona bresciana sta fortemente crescendo, diventando un altro punto critico della situazione. Nell’ottica della delibera regionale approvata lunedì 9 marzo dalla giunta Fontana, che, per far fronte all’emergenza, prevede il reperimento di posti letto in tutte le strutture pubbliche e private. Confermata l'ipotesi di creare un reparto di terapia intensiva all'interno di un padiglione della Fiera di Milano di Rho con la creazione di 250 posti letto. Attivato l'Ospedale di Cuasso al Monte, sul lago Ceresio, in provincia di Varese, sul cui destino ci si interroga da anni, ma che adesso diventa fondamentale nella lotta contro il Coronavirus. Si tratta di una struttura realizzata nel 1918, nel verde di un parco secolare in collina, come “istituto climatico sanatoriale”, per curare i malati di tbc, malattie polmonari ed infettive accogliendo fino a 400 pazienti in passato.

Cuasso al Monte, con la sua posizione rappresenta così una struttura ideale, per gli spazi e la collocazione geografica, a distanza di sicurezza dai centri urbani. La sua funzione sarebbe integrativa rispetto all’Ospedale di Varese (che per ora presenta pochi casi di infezione), inserito da Regione Lombardia negli hub cui spetta il ruolo di gestione, accoglienza, cura e smistamento degli acuti. Il presidente della commissione Sanità lombarda, Emanuele Monti ha così spiegato la scelta: “Una volta usciti dalla terapia intensiva, i pazienti affetti da Coronavirus, quindi bisognosi di degenza, ma in fase di guarigione, potranno trovare proprio in Valceresio una preziosa tappa intermedia prima del ritorno a casa. Parliamo di 134 posti letto, una dote, certamente non indifferente vista l’assoluta esigenza di spazi, ribadita dalla delibera di giunta”. I primi trenta dovrebbero già arrivare nei prossimi giorni.

Per la zona dell'alto milanese l’ASST Milano Ovest, ha invece dichiarato impossibile riaprire, almeno in tempi brevi il vecchio ospedale di Legnano, dismesso dopo il 2010). La sua apertura anche solo parziale, di una delle palazzine esterne al monoblocco, non viene presa in considerazione perchè oltre alle considerazioni di tipo tecnico, è necessario evidenziare come il fattore tempo risulti decisivo per la grave emergenza sanitaria in corso e le soluzioni da mettere in atto debbano di conseguenza essere operative in tempo breve.

Va avanti invece la ricognizione su strutture tipo quella di Bollate per la subintensiva, ampliando così al massimo la nostra capacità di ricezione.

Regione Lombardia punta anche sul vecchio ospedale di Seriate, in provincia di Bergamo. Si sta già cercando di rimettere in funzione la struttura come punto di riferimento per terapie intensive dedicate a pazienti affetti da Coronavirus. Proprio nei giorni scorsi nel territorio bergamasco della Val Seriana, si è registrato una crescita notevole di persone colpite dal virus. L'ASST di Bergamo ha già pubblicato nei giorni scorsi, un avviso di manifestazione d'interesse per formare una lista di profili disponibili a prestare assistenza nella strutture.

Altro ospedale pronto a diventare centro di accoglienza per i colpiti da Coronavirus è il “Morelli” di Sondalo, in provincia di Sondrio, in Valtellina; territorio che fino ad ora ha fatto registrare in tutto 12 contagiati. Quattro piani sono già pronti per accogliere i malati di Coronavirus, spiegato l'assessore Gallera: “Il problema per questa struttura è la mancanza di personale. Quando reperiremo medici ed infermieri saremo in grado di aprire a pieno regime l'ospedale di Sondalo per i malati di Coronavirus. Vista la struttura saremmo anche in grado di raddoppiare i posti in terapia intensiva”. Per favorire l'arrivo di medici, infermieri e personale specializzato, diversi imprenditori valtellinesi, hanno già messo a disposizione gratuitamente vari alloggi.

Considerato che il territorio di Brescia sta fortemente crescendo, per numero di colpiti dal virus, sono a oggi 1.200 con i 34 morti di ieri sale a 91 il bilancio dei decessi, nel territorio.

Il Civile di Brescia è ormai prossimo alla saturazione, l’80 per cento dei posti in Terapia intensiva è occupato da persone con Covid-19, ha spiegato il direttore generale dell’Asst Spedali Civili, Trivelli.

Negli ospedali veronesi sono in arrivo pazienti dal bresciano e dalla regione Lombardia in generale, per liberare posti letto nella zona più colpita dall'epidemia. Operazione seguita dal Dipartimento di protezione civile, in diretto contatto con le Regioni, e dal prefetto di Verona, Donato Cafagna.

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