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Coronavirus: consentita la passeggiata ai bambini

  • Paola Fontana

mamma passeggia al parco con bambinaDopo essere stata chiesta a gran voce da più parti, l’apertura del Governo sulla fatidica ‘ora d’aria’ per i bambini è arrivata. Il decreto fresco di ieri, 31 marzo, recita: ‘è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all'aperto, purché in prossimità della propria abitazione’.

Il Viminale dice dunque si alla passeggiata con i figli minorenni  purché rispetti tre condizioni. La prima: che sia un solo genitore ad accompagnare il bambino. E se i bambini sono due, escono uno alla volta. In altre parole non può uscire a passeggiare tutta la famiglia. La seconda: la passeggiata è consentita solo in prossimità della propria abitazione. La terza: tutti gli spostamenti restano soggetti al divieto generale di assembramento e all'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro da ogni altra persona.

Tutti contenti dunque? Niente affatto! 

Durissima la reazione dell’assessore al welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera che scrive sulla sua pagina Facebook: ‘Non è questo il momento di abbassare la guardia. La Circolare diffusa dal Ministero dell’Interno rischia di creare un effetto psicologico devastante vanificando gli sforzi e i sacrifici compiuti finora. Il provvedimento ministeriale potrebbe essere inteso come un segnale di allentamento delle misure di contenimento assunte finora’. Opinione condivisa anche dal presidente della Campania Vincenzo De Luca che ribadisce il divieto assoluto di andare a passeggio.

E infine ci sono i social. Dopo aver letto negli scorsi giorni infinite lamentele sui bambini ‘invisibili’ e ‘dimenticati’ e le innumerevoli richieste per la loro ‘ora d’aria’, adesso il sentimento diffuso si è totalmente ribaltato. ‘E’ una follia’, ‘mamme fatevi un esame di coscienza e state a casa’, ‘meglio un figlio annoiato che un figlio intubato’. Probabilmente molti temono un abuso di questa ‘concessione’ e, di fatto, pare che, almeno all’interno dei gruppi Facebook, un grande numero di persone la ritenga un pericoloso azzardo. Una domanda tuttavia sorge spontanea: il problema è nel decreto in sé o nella presunta irresponsabilità degli italiani?

Paola Fontana

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