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Coronavirus, la situazione in Puglia aggiornata al 23 marzo

  • Elena Bianchi

coronavirus pixLe ultime novità sul coronavirus e il bollettino epidemiologico di oggi in Puglia.

Oggi 23 marzo 2020 in Puglia sono stati effettuati 601 test per l'infezione Covid19 coronavirus e sono risultati positivi 120 casi, così suddivisi:

  • 37 nella Provincia di Bari;
  • 10 nella Provincia Bat;
  • 2 nella Provincia di Brindisi;
  • 14 nella Provincia di Foggia;
  • 29 nella Provincia di Lecce;
  • 5 nella Provincia di TARANTO;
  • 2 attribuiti a residenti fuori regione;
  • 21 per i quali è in corso l'attribuzione della relativa provincia.

Sono stati registrati 6 decessi: 1 nella provincia di Brindisi, 4 nella provincia di Foggia, 1 nella provincia di Lecce.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 6761 test.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 906, così divisi:

268 nella Provincia di Bari;

59 nella Provincia di Bat;

102 nella Provincia di Brindisi;

226 nella Provincia di Foggia;

149 nella Provincia di Lecce;

46 nella Provincia di TARANTO;

15 attribuiti a residenti fuori regione;

41 per i quali è in corso l'attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Su "Il Messaggero" è apparso un articolo dove si evidenzia che il coronavirus infetterebbe direttamente il sistema nervoso centrale.

Questo è quanto viene evidenziato:

ll team guidato da Yan-Chao Li dell'Università di Jilin, in Cina, ha analizzato campioni prelevati nei primi anni 2000 su vittime di Sars-CoV-1, coronavirus cugino di quello attuale. Questi campioni, spiegano gli autori, «hanno mostrato la presenza di particelle del virus nel cervello, trovate quasi esclusivamente nei neuroni». Altri studi, condotti su topi transgenici, modificati per essere sensibili ai coronavirus che colpiscono l'uomo, hanno mostrato che il Sars-CoV-1 o il Mers-CoV (virus responsabile di un'epidemia che colpito il Medio Oriente nel 2012) «possono penetrare nel cervello, probabilmente attraverso i nervi olfattivi, e propagarsi rapidamente ad alcune zone specifiche del cervello, in particolare talamo e corteccia cerebrale».

«L'articolo del team cinese è molto interessante perché si basa su osservazioni cliniche, interpretate usando una sintesi di ciò che sappiamo sui coronavirus», ha spiegato la biologa Christine Prat, del consorzio europeo Virus Archive Global. «Tuttavia, resta ancora molto da capire sull'impatto che alcuni virus possono avere sul sistema nervoso centrale, che è un'area molto particolare: il sistema immunitario infatti non può lavorare lì come nel resto dell'organismo perché deve combattere contro l'infezione evitando di distruggere le cellule neuronali, che non si rinnovano da sole o lo fanno molto poco».

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