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Coronavirus, Regione Lombardia: il Governo deve fare di più: chiudere tutto

misure lombardia 1Il presidente Fontana crede che il Governo non stia facendo abbastanza per togliere ossigeno al Coronavirus, e torna a chiedere nuove misure più drastiche e chiusura totale.

Non le manda certo a dire Attilio Fontana ed ecco come definisce le misure contenute nel decreto ‘Cura Italia’ varato dal governo, "sono pannicelli caldi perché non prevedono la possibilità di una ripartenza economica e non prevedono il fatto che presto, purtroppo, e spero di essere smentito, c’è il rischio che" l’epidemia "parta anche in altre Regioni". 

Il Presidente lombardo critica anche la cifra stanziata dal governo a sostegno dell'economia: "25 miliardi sono niente, in questo momento si sta cercando di risolvere la malattia con i pannicelli caldi, che aiutano, per carità, ma non si risolve niente."

E poi torna alla carica "O si ha il coraggio di dire 'facciamo misure drastiche per la sanità, per l’economia, se non abbiamo i soldi fa niente’ ma quando uno è in guerra è in guerra.  

attilio fontana regione lombardia

La visione del governatore della Lombardia è assai diversa da quella del Presidente del Consiglio Conte ma non per questo, dice, è mai mancata la collaborazione, anche se ribadisce che probabilmente chi sta a Roma e non sul territorio lombardo, abbia difficoltà a capire la reale situazione degli ospedali lombardi.

"A Roma - osserva Attilio Fontana - faticano a rendersi conto della situazione. Se fosse stata fatta una comunicazione diversa… non si deve spaventare la gente ma la si deve allertare. Se si continua a mandare in tv gente che dice 'è solo un'influenza, state tranquilli' le persone poi si chiedono 'perché devo restare in casa?'".

Per il governatore “il vero grosso problema è che le restrizioni che potrebbero avere un significato non vengono rispettate. Ci sono ancora troppe persone che girano e che prendono sotto gamba le limitazioni che sono state imposte e fanno la vita di sempre".  

Quanto agli spostamenti dei cittadini lombardi tracciati attraverso il monitoraggio delle celle telefoniche "non c’è un Grande fratello pubblico, si notano solo i grandi flussi ma non c’è nessuna individuazione e nessuna volontà a farlo, volevamo solo cercare di capire quanto si muovessero sul territorio le macchine". 

Fontana parla anche delle polemiche sugli ospedali. "L'ospedale da campo del San Raffaele è organizzato da privati, con medici privati, e meno male che lo hanno fatto - dice - Il tentativo di fare polemica da parte di qualcuno è davvero fuori luogo. Il privato sta dando una mano e cercare di mettere veleno su queste cose è infondato e fuori luogo". 

Per l'ospedale dedicato ai malati Covid-19 che verrà realizzato in Fiera Milano "ci saranno dei contributi enormi da parte di imprenditori - sottolinea - ma l'ospedale è rigorosamente pubblico. A Bergamo non diciamo no, assolutamente. Il problema è una questione di medici che non ci sono. L'ospedale da campo che gli alpini hanno messo a disposizione lo possiamo montare ma se non ci sono medici…". 

"Ora - annuncia il governatore Fontana - siamo in contatto con la Croce Rossa cinese che dovrebbe mandare un centinaio di medici con una specializzazione particolare. Appena arriveranno non li manderemo a gestire l'ospedale da campo ma li distribuiremo sul territorio, recuperando medici italiani da indirizzare al nuovo ospedale". 

"Le rianimazioni sono piene, i nostri medici e infermieri stanno facendo un lavoro eccezionale ma sono allo stremo - rimarca - Sono preoccupato del fatto che prima o poi anche loro possano cedere fisicamente oltre che psicologicamente. Se dovessero cedere loro sarebbe veramente un disastro”. 

"Sono state fatte tante rianimazioni in più - sottolinea - Dall'inizio della crisi siamo riusciti a mettere sul campo più di 350 nuovi letti di rianimazione, un piccolo miracolo se si tiene conto che all'inizio ce ne erano 750. E' stato fatto uno sforzo immenso ma ora sta finendo anche questa ulteriore donazione. Stiamo chiedendo nuovi ventilatori e respiratori. Qualcosina sta arrivando". 

Il presidente della Regione Lombardia torna anche sulla polemica scoppiata nei giorni scorsi in merito alle mascherine fornite dalla Protezione civile e definite 'fogli di carta igienica'. "Sulle mascherine lasciamo stare, non è arrivato molto - dice ai microfoni di 'Circo Massimo' - Quando ci fu la polemica la Protezione civile disse 'vi abbiamo dato 380.000 mascherine' ma noi ne consumiamo 300.000 al giorno. Non c’è la sensazione di quello che sta davvero succedendo". 

Il governatore si lancia l'ennesimo appello ai lombardi: "Abbiamo bisogno di invertire i numeri. E’ un appello che faccio: state a casa, non uscite se non è necessario, solo per qualcosa di eccezionale. E quando uscite state da soli, non avvicinatevi agli altri”. 

E rinnova il suo appello anche ai medici: "Ci servite! Pensavo ci fosse più risposta tra pensionati e specializzandi ma non c’è. Abbiamo carenza di medici perché quelli che ci sono, oltre a stare cedendo fisicamente, sono pochi. 18.000 persone si sono infettate in questi giorni e dobbiamo curarle". 

fonte adnkronos

Per chi ha necessità inderogabili a spostarsi vi invitiamo a compilare l'Autocertificazione degli spostamenti predisposta dal Ministero dell'Interno e a rispettare il DPCM sugli Spostamenti Coronavirus: cosa è possibile e cosa no.

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