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Fatalismo, allarmismo, rassegnazione al Covid?

covid allarmismoHo sempre sostenuto, e continuo in questo, che il principale nostro alleato è il buon senso, perché permette un comportamento corretto e scevro da paure fobiche. Ho smesso di sentire le notizie dei vari TG, radiogiornali, eccetera inerenti la situazione pandemica perché improntata unicamente sulla tragedia; non una parola di incoraggiamento, di visione improntata alla Speranza e alla capacità dell'uomo di poter risolvere anche questo difficile momento.

Vi ricordate il ripetuto in ogni dove "andrà tutto bene"? È sparito! Ha lasciato il posto all'allarmismo continuo, che preferisce il mantra "andrà tutto male", mettendo così nel cuore della gente più paura di quella necessaria. I mass media ti inondano di cifre, il numero dei contagiati, dei ricoverati, dei morti e, per ultimo, dei guariti – notare: per ultimo non per primo.

Dette così sono solo cifre che bisognerebbe però analizzare a fondo e poi spiegare al popolo la realtà delle cose. Esempio: quanti di quelli dichiarati morti sono realmente morti per covid e non per altre patologie polmonari o gravi patologie già in corso?

Ci martellano con la situazione delle terapie intensive che, secondo catastrofiche previsioni, si riempiranno entro dicembre; previsioni sensate o fatalismo e allarmismo? Terapia intensiva sono due termini che incutono paura, ti portano a pensare alla morte, inoltre ci si mettono anche gli anestesisti col dichiarare che non sanno se saranno in grado di far fronte alla nuova ondata.

Ditemi voi se questo non è allarmismo! Si attende con ansia spasmodica il vaccino, manco fosse il messia, ma intanto che si fa? Perché non si aggiorna e incrementa l'attività dei medici territoriali? Una delle risposte è: "perché mancano i medici", la contro-risposta è: "metteteceli" visto che li avete anche tolti con una politica assurda e penalizzante nella Sanità.

Ricordate il bombardamento contro gli anziani? Soprattutto quelli che avevano più di 75 anni? A costoro poteva capitare di incorrere in un "abbandono terapeutico", vale a dire a un accompagnamento verso la morte, come a dire: ti devi rassegnare, tocca a te.

Allora? Allora basta fatalismo, non c'è fatalità ma opera dell'uomo che ha causato questo grave accidente a cui bisogna porre rimedio con tutte le risorse che vi sono al momento disponibili, e smettere di far credere che c'è poco da fare e aspettare che passi il temporale.

Mettere da parte l'allarmismo che è controproducente perché induce paura e può portare a compiere atti insulsi e poco consoni al momento.

A meno che, consideratelo tra parentesi, non vi sia un "interesse" a creare e mantenere allarmismo, sarebbe un atto vile e da condannare severamente. Rassegnarsi? Assolutamente no! Rassegnarsi vuol dire sconfitta. Combattere e cercare rimedi che permettano di vincere questa faticosa battaglia, dove ognuno, nessuno escluso, deve fare la propria parte con l'arma del buon senso e nel rispetto della vita. Per chi poi è credente, c'è anche la potente arma della preghiera, ma questa è un'altra storia.

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