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Ok Allerta ma il Coronavirus non è la peste bubbonica

  • Bernadette Hanna

coronavirusll Coronavirus non avrà gli stessi effetti devastanti della peste bubbonica che, a partire dalla prima metà del XIV secolo, destò panico e seminò terrore in tutta l'Europa, riproponendosi poi a distanza di tre secoli dopo e suscitando le più svariate reazioni nelle persone.

Non li avrà per il semplice fatto che è ancor meno letale del virus Ebola, e che - nonostante quanto segue possa suscitare sdegno - solo due persone su cento sviluppano la polmonite, quando sono contagiate.

QUELLA IN CORSO NON E' UNA PANDEMIA

coronavirus pixGli ultimi aggiornamenti hanno visto salire a 130 i contagiati nella nostra penisola, a cui si è aggiunto un individuo nella Bergamasca, senza contare i primi due italiani, rispettivamente due anziani di 77 e 78 anni, deceduti nel giro di poche ore. L'allarme, insomma, sta salendo a dismisura, e i media parlano soprattutto del rilascio di un decreto legge "speciale" risalente a questa mattina, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, allo scopo di contenere la diffusione del contagio e stabilire norme a cui tutti sono rigidamente tenuti, almeno per i prossimi 7 giorni.

Lo stesso sindaco Sala si è rifatto al Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, per avere l'ultima parola sulla chiusura di asili, scuole primarie e secondarie, atenei e ogni altro evento in forma di riunione in un luogo pubblico.

Tuttavia, il panico che si è destato in ogni cittadino in seguito a tali misure cautelari sta oscurando dati importantissimi che fino ad oggi non sono mai stati presi in seria considerazione; la prima a parlarne esplicitamente è stata la Direttrice responsabile del laboratorio di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell'Ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo.

La dottoressa Gismondo, in un post volutamente "arrabbiato" pubblicato sul suo profilo Facebook, ha esordito dicendo che quella in corso non è una pandemia: «durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno!!!».  Oltre a credere che, attualmente,"qualcosa non funzioni" nella Comunicazione, sostiene anche che "si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così».

A rivelarsi estremamente perplesso c'è anche il Direttore dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale Paolo Magri, che sta realizzando con il supporto di un team una serie di video-aggiornamenti per raccontare gli effetti politici ed economici del nostro nuovo antagonista. 

In una di queste video-spiegazioni Magri racconta un aneddoto curioso, niente meno che la sua partecipazione a una conferenza in Monaco di Baviera dove, a lui come a tutti gli altri ospiti, è stata consegnata una boccetta di disinfettante, anziché la normale chiavetta USB o la penna in omaggio. "Questa boccetta - come riporta - è il simbolo tangibile che il virus ci 'tocca', tocca tutti noi, in Cina e fuori; tocca anche un istituto di politica internazionale come l'Ispi".

il coronavirus potra' rinnovare il senso di urgenza nella cooperazione tra stati?

Fu proprio l'epidemia del Colera di fine Ottocento a stabilire i presupposti di quella che oggi chiamiamo l'Organizzazione Mondiale dell Sanità, nata con lo scopo di realizzare impegni collettivi e coordinati tra tutti gli stati del mondo. La caccia all'untore, che ricade soprattutto sulla Cina, indebolirà gli esercizi multilaterali che già l'attuale scenario politico stenta a creare o mantenere, per questo bisogna ridimensionare ogni allarme per affrontare più razionalmente le sfide globali che ci minacciano tutti.

Cominciamo con il ricordare a noi stessi che il decorso degli infettati è positivo, benché le uniche persone quasi del tutto immuni dal virus siano i bambini. In Italia, poi, l'aggravamento dei sintomi, come ha detto il Direttore Sanitario dell'Ospedale Galeazzi di Milano Fabrizio Pregliasco, è derivato dai pregressi casi di influenza stagionale che già provocano un alto numero di decessi.

Nel mondo, per giunta, il numero dei guariti è aumentato parecchio in questo fine settimana, basti pensare che, da 18 mila 674 che erano, sono diventati 21 mila 259.

L'OMS ha dichiarato che l'80% dei malati guarisce in pochi giorni, e "solo" il 20% si ammala in modo grave. Il che avrebbe dovuto limitare la psicosi che ha fatto il tutto esaurito di mascherine e boccette di Amuchina 80 g, come hanno dimostrato gli acquisti in farmacia e su Amazon.

Lo stesso vale per i viaggi annullati in massa: i dati Norsat dicono infatti che più di 1 milione 830 mila ha cancellato voli in programma nei prossimi tre mesi, e nel 19,7% dei casi la destinazione era un paese asiatico. Il 62,9% ha giustificato la scelta additando il corona virus come causa principale, con un picco registrato nella fascia d'età tra i 25 e i 34 anni.

Una nota positiva, infine, è stata data dalla banca elvetica: gli analisti prevedono ricadute non eccessive sul primo trimestre del 2020, ma anzi potrebbe verificarsi un rimbalzo positivo tra il secondo e il quarto trimestre, nell'economia cinese e, si spera, anche in quella globale.

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