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L'italiano e il complesso d'inferiorità

italia bandiera foto milanofreeLo stimolo a scrivere quest'articolo mi è venuto quando mi sono stancato di sentir dire, più o meno esplicitamente, che il popolo Italiano è soggetto a un complesso di inferiorità. È proprio vero?

In parte debbo riconoscere che abbiamo un po' troppo l'abitudine di chinare la testa e peccare di buonismo a buon mercato, attribuendoci e addossandoci responsabilità storiche che non ci spettano, e di questo gli altri ne approfittano, tuttavia sono anche convinto che il popolo Italiano è anche dotato, e la storia lo ha dimostrato, e lo dimostra ancora, di ingegno e capacità in ogni settore, basta per tutti citare il genio di Leonardo da Vinci.

Posso capire che questo possa suscitare invidia e gelosia, ma in questo caso il problema è di chi ne soffre e non certo nostro. Voglio adesso riportare una parte del discorso tenuto da Enrico Mattei il 4 Dicembre 1961 a San Donato Milanese. Lo estrapolo dalla rivista il Timone n. 193, e ditemi se non è più che attuale.

"Noi ci siamo trovati, sedici anni fa, in una situazione tragica. Sapevamo che c'era qualcosa da fare, ma non avevamo le esperienze tecniche, e gli altri ne approfittavano. Quando NOI ci siamo messi al lavoro siamo stati derisi, perché dicevano che noi italiani non avevamo le capacità ne le qualità per conseguire il successo. Eravamo quasi disposti a crederlo. Io però vorrei che gli uomini responsabili della cultura e dell'insegnamento ricordassero che noi italiani dobbiamo toglierci di dosso questo complesso di inferiorità che ci avevano insegnato, che gli italiano sono bravi letterati, bravi poeti, bravi cantanti, bravi suonatori di chitarra, brava gente, ma non hanno le capacità della grande organizzazione industriale. TUTTO CIO' E' FALSO. Dovete aver fiducia in voi stessi, nelle vostre possibilità; dovete formarvelo da soli questo vostro domani. Ma per fare questo è necessario studiare, imparare, conoscere i problemi. False erano e sono le conoscenze che avevano diffuso sugli italiani: su questa razza pigra che non è pigra, che ama il dolce far niente, e che ancora oggi ce le sentiamo ripetere come verità.

Io vorrei che gli uomini della cultura e dell'insegnamento ricordassero che noi italiani dobbiamo toglierci questo complesso di inferiorità".

Questo discorso è stato fatto 59 anni fa, mi pare tuttavia che contenga delle verità. Dobbiamo uscire da questo stato di inferiorità che ci portiamo addosso e che ci vogliono lasciare appiccicato. Facciamo valere le nostre capacità e pretendiamone il rispetto. Difendiamo la nostra identità con convinzione, perché se vi rinunciamo saremo fagocitati, col rischio di divenire i giullari di padroni più astuti e privi di scrupoli.

Concludo riportando ancora una volta la frase già citata sopra, con una piccola aggiunta:

"Io vorrei che gli uomini della cultura e dell'insegnamento, e io aggiungo di ogni estrazione sociale, ricordassero che noi italiani dobbiamo toglierci di dosso questo complesso di inferiorità".

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