• NEWS
  • Libertà di parola. Riflessioni dell’artista e scrittore Roberto Bombassei

Libertà di parola. Riflessioni dell’artista e scrittore Roberto Bombassei

libertà di parola
Secondo il diritto internazionale le limitazioni alla libertà di parola devono rispettare tre condizioni: devono essere specificate dalla legge, devono perseguire uno scopo riconosciuto come legittimo ed essere necessarie al raggiungimento di quello scopo.
 
L'origine del concetto e della pratica della libertà di parola risale all'antica Grecia, in particolare nelle polis con regime democratico, dove veniva chiamata col termine parresia (dovere morale di dire la verità), la facoltà che i cittadini (di condizione libera) avevano di esprimere liberamente la loro opinione durante le assemblee pubbliche che si svolgevano nell'agorà.

Il termine compare per la prima volta nel tragediografo greco Euripide nel V secolo a.C. e ricorre in tutto il mondo letterario greco fin nei testi patristici del V secolo d.C. e, per l'ultima volta, nel Dottore della Chiesa Giovanni Crisostomo. Gli antichi greci avevano stabilito che per dire la verità  occorreva "dire tutto" ciò che si aveva in mente.

Il filosofo greco Platone distingue due forme di parresia: una parresia falsa da un lato, dall'altro una parresia veritiera, sapiente e costruttiva.

La libertà di espressione va esercita con responsabilità? Secondo la costituzione italiana la libertà di parola è garantita dal primo periodo dell’articolo 21. Vi si dice che ciò che contraddistingue una democrazia in cui è garantita la libertà di espressione dei Cittadini affinché, condividendo le proprie idee con ogni mezzo disponibile, possano formare una propria libera opinione su qualunque tema.

Ovviamente, le idee fatte circolare devono risultare veritiere e devono essere diffuse autonomamente da singoli Cittadini desiderosi di partecipare attivamente al dibattito su qualsivoglia tema e non all’ interno di piani di comunicazione programmati al fine di condizionare l’opinione pubblica.

Alcuni governi UE non stanno rispettando la libertà di parola. Alcuni di loro esercitano pressioni sui media affinché riportino le notizie in un modo sbilanciato a favore di questo o quel governo.

Alcuni di loro condizionano la stampa, sia quella su carta, che quella trasmessa in televisione che quella on line.
Cosa bisogna fare? Bisogna che istituzioni UE e i governi nazionali introducano nuove misure per contribuire a creare un ambiente in cui la libertà di parola e la libertà di stampa possano crescere.
 
E arriviamo alla notizia di questi giorni.
Elon Musk ha preso il controllo di uno dei social network più influenti del pianeta con un progetto tutto da decifrare e per questo anche inquietante.
Dice che vuole difendere la «libertà di espressione, che è il fondamento di una democrazia funzionante e Twitter è la piazza cittadina digitale in cui si dibattono questioni vitali per il futuro dell’umanità».
 
Nel piano di Musk, il social network lascerà la Borsa procederà al delisting.
A quel punto Twitter Inc, cronicamente in perdita, sarà al riparo dalle pressioni degli investitori desiderosi di dividendi.
Ma allo stesso tempo non sarà tenuta alla trasparenza, non solo contabile, richiesta ad ogni società quotata.
 
Nel frattempo Musk introdurrà alcune delle modifiche che gli sono venute in mente in questi anni di assiduo operatore di Twitter.
Vuole rendere “aperto” l’algoritmo in base al quale ogni utente vede i tweet nella sua pagina, introdurre il “tasto edit”, cioè la possibilità di modificare i tweet una volta pubblicati.
Progetta l’autenticazione di tutti gli utenti umani, così da ridurre l’influenza dei “bot”, gli utenti gestiti da sistemi automatici: una modifica certamente positiva, per quanto tecnicamente complicata.
 
Giusto ? Sbagliato?
 
Secondo l'ex presidente degli stati uniti d America Barak Obama “I governi e le società tecnologiche dovrebbero essere disposti a introdurre cambiamenti volti a migliorare il discorso civile online e ridurre la quantità di disinformazione su Internet”.

Credo abbia ragione. Molti mass media si sono dimostrati da tempo tutt’altro che liberi e democratici, attuando a tappeto censure, blocchi e segnalazioni di tutti gli utenti contrari alla politica social.

Se prima a venire eliminati dal web erano atti riprovevoli come immagini violente e pornografia, oggi è il pensiero contrario ad essere sotto attacco.

Comunque, la frase detta da Obama mi fa pensare, come mi fa pensare l'acquisto di Musk.
Ascoltare un ex Presidente parlare di democrazia, quando è la libertà di espressione e di parola ad essere minacciata, rende bene l’idea della decadenza dei nostri tempi.

E, proprio sulla decadenza dei nostri tempi, ritorno ai concetti espressi in altri miei scritti, tra cui "Maiali da tastiera".

Copyright © 2006 - 2021 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT11086080964