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Lizzano - Sommossa nazional-popolare per l'amore diverso, arriva la svolta

marina lizzanoUn caso eclatante che, ormai, ha assunto importanza di livello nazionale. L'omotransfobia e una comunità religiosa lizzanese celati dietro una messa liturgica con altri fini, ma il popolo non è sceso a compromessi e ha deciso di manifestare per i diritti dell'amore diverso. Ma ecco che, a distanza di pochi giorni, potrebbe giungere l'ambita svolta

Coadiuvare l'amore in tutte le sue forme è il fondamento principale di ogni cuore e, come tale, dovrebbe essere concepito anche sui canoni ecclesiastici e religiosi. Purtroppo, non sempre questo principio (alla base della vita) viene accettato tant'è che, in molteplici occasioni, abbiamo assistito e ascoltato a episodi di violenza perpetrati nei confronti di "soggetti più deboli".

Nello specifico, non facciamo solo riferimento alla violenza fisica che si tramuta, il più delle volte, in veri e propri omicidi; bensì, anche di violenza morale e psicologica che si traduce in problemi non indifferenti. Questo è quanto deve, necessariamente, essere compreso poiché, in un'epoca che si spero possa essere all'avanguardia e razionalmente avanzata, taluni comportamenti non possono essere assolutamente ammessi.

Logicamente anche in tempi non lontani, quanto dianzi menzionato, non doveva essere ammesso né concesso, in quanto ogni danno prodotto su una persona fisica potrebbe comportare lacune e delle difficoltà da affrontare non di poco conto (sia con gli altri che con se stessi).

A tal proposito, ci appare doveroso soffermarci e prendere in esame l'insolita vicenda avvenuta in un piccolo comune della provincia ionica e, più precisamente, a Lizzano. Sostanzialmente, quanto accaduto ha dell'inverosimile, sebbene i risvolti siano stati più che altri pacifisti e ragionevoli. Un'intera comunità schierata dalla parte di chi, con orgoglio, dichiara il suo amore, un amore che, ancora per poche persone, appare "strano", "diverso", ma che, in realtà, non cela nulla se non la nobiltà di provare un sentimento puro e libero. L'espressione di tale amore non è di certo plateale, a differenza della rivendicazione dei propri diritti, quelli di cui gode ogni essere umano.

D'altronde, l'amore è il modo più bello e dolce per poter dire all'altra persona:"Io tengo a te più di ogni altra cosa al mondo". È una sensazione meravigliosa che, talvolta, ti lascia senza fiato, ti dona sempre nuove emozioni, ti fa sentire vivo, ti fa vedere il mondo con occhi nuovi, ti permette di superare le tue paure, ti rende più forte, sicuro e, soprattutto, ti rende unico agli occhi della persona che corrisponde il tuo stesso sentimento. Sì, perché l'amore non è tale se è unilaterale e sentire scoppiare il proprio cuore di felicità ogni volta che si vede la stessa persona che ti regala tutto questo, non ha eguali. Ciò, poi, si tramuta eternamente, con consapevolezza e dedizione.

Il quadro presentato è, di sicuro, ammaliante ma cosa c'entra con il fatto lizzanese? Ebbene, c'entra perché anche chi ama una persona del suo stesso sesso ha diritto a provare tutto questo e a coronare ciò che, quando si è innamorati, si desidera.

Difatti, il duro colpo inferto da chi fa le veci del Signore Gesù ha ferito nel profondo l'intera comunità lizzanese. Galeotta fu la pagina ufficiale della parrocchia in questione che, con un messaggio di pace e solidarietà, è servita a fare da tramite con il popolo mistificando una post-liturgia come un momento di raduno dei fedeli che, in verità, si traduceva come una sorta di rosario contro la legge sulla transomofobia. Tante posizioni in un'unica diatriba sfociata in una inaspettata manifestazione che ha colorato il piazzale antistante la chiesa con i colori delle bandiere della pace. E tra i colori dell'arcobaleno e la scritta "pace", emergeva qualcosa di molto più intenso che, in tutto questo scenario, brillava di luce propria: gli occhi di chi era lì e rivendicava il diritto all'amore e, soprattutto, ad amare! Nonostante vi siano state delle incomprensioni culminate con l'arrivo della squadra mobile dei carabinieri del loco, il tutto ha avuto un risvolto quieto, basato sulle parole e sull'unico concetto chiave che ha unito tutti all'unisono: "l'amore conosce solo amore, senza differenza alcuna".

Non parliamo in prosa né con figure retoriche, poiché, in codesto contesto, ciò che conta veramente è giungere a un punto in cui, le mentalità e i pensieri retrogradi, hanno perso valore con il passare del tempo.

Certo è che la ricerca del confronto è sempre cosa gradita, segno di maturità e propensione a voler tendere la mano l'uno con l'altro, un po' come il dipinto di Michelangelo "La Creazione di Adamo".

Utile in particolar modo dopo quello che, successivamente, è emerso, ovvero lo sfogo e i commenti delle persone che, dopo aver appreso la notizia, hanno dato adito ai loro pensieri tralasciandoli in calce sui vari post. Ma, d'altronde, al fine di placare gli animi, taluni sono stati eliminati, poiché alcuni atteggiamenti non rispecchiano del tutto i comportamenti consoni che ogni cittadino dovrebbe limitarsi ad adottare.

D'altro canto, ci sono anche coloro che hanno raccontato quanto a cui assistito, poiché presenti in prima persona. Quello che illustrano rispecchia il desiderio e la volontà di ragazzi (e non) che desiderano solo che la dicitura LGBT non sia un'etichetta di vita, nemmeno un modo per emarginare queste persone, bensì solo una speranza che questo scenario d'amore venga accolto, compreso e non più giudicato come "diverso".

La posizione della CEI e il pensiero del teologo Maggi

La Conferenza episcopale italiana è, chiaramente, contro la nuova legge e, a tal proposito, ribadisce che "esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio - inoltre, sempre per la Cei, tutto questo potrebbe "portare a guardare con preoccupazione alle proposte di legge perché un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide". Questa la dura posizione che, forse visto quanto accaduto a Lizzano, potrebbe mutare aspetto.

Sebbene tutto questo precluda prospettive rosee, per il teologo Maggi non sussiste quanto ideato nel paesino del tarantino, anzi, il medesimo proferisce in merito alla possibilità di mirare e volgersi all'altra faccia della Chiesa, quella dedita all'accoglienza! 

Presto una svolta sul "caso lizzanese"?

Mons. Santoro si augura che possa esserci un confronto almeno tra il primo cittadino e il parroco e, per questo motivo, esplica quanto segue.

«Esprimo vivo rammarico per i fatti recentemente verificatisi nella Parrocchia di S. Nicola in Lizzano e che hanno avuto una grande eco mediatica.

Un momento di preghiera, che per natura, è, e dovrebbe essere un momento aggregativo, che riunisce la Comunità Cristiana, è diventato, purtroppo, un motivo di divisione, e di contrapposizione.

La Chiesa è Madre di tutti i suoi figli, e come tale accoglie e ama tutti senza distinzione alcuna.

Nella scia del luminoso insegnamento di Papa Francesco, ribadisco come Padre e Pastore della Chiesa di Taranto che il mio desidero è quello di aiutare e accompagnare tutti a sostenere la fede del nostro popolo costruendo un clima di solidarietà, di rispetto reciproco e di collaborazione per il bene comune.

Desidero che cresca una Chiesa che sia capace di gettare “ponti” per allacciare rapporti, per costruire opportunità più che ergere muri di separazione.

Le persone vanno “guardate” nelle nostre comunità con gli occhi di Dio, nel pieno diritto, cioè, di ricevere, sentire e vivere da figli di Dio in un’unica famiglia dove ciascuno è simile, ma diverso, e dove la diversità di ognuno è un dono per la ricchezza della comunità, e dove si vive la fatica quotidiana verso la pienezza che il Vangelo ci indica e che illumina tutti gli aspetti della vita familiare e sociale. Così come non si brandisce l’arma della fede al contempo non si può brandire quella di qualsiasi ideologia. Per tale ragione condividiamo la nota del 10 giugno del Card. Bassetti, presidente della CEI, che sostiene che non è necessaria una nuova legge perché «esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprime ogni comportamento violento o persecutorio». Insieme alla CEI, facciamo nostra l’affermazione di papa Francesco: «Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde». Il Papa mette “fuori gioco” «ogni tipo di razzismo o di esclusione come pure ogni reazione violenta destinata a rivelarsi a sua volta autodistruttiva».

Auspico, pertanto, un confronto dialogico, franco e costruttivo fra le varie parti per lavorare in un clima di pace e serenità, costruttivo e propositivo per tutta la bella comunità lizzanese. Ho fiducia nella comunità lizzanese perché si ristabilisca la serenità e il dialogo franco. Mi faccio io stesso promotore di un incontro fra il parroco e il sindaco perché Piazza e Chiesa a Lizzano continuino ad essere faro di accoglienza, di incontro e di crescita civile».

L'Amore non pone quesiti, crea solo conferme nei cuori di tutti e, come tale, anche la benevolenza coadiuverà il raggiungimento di tale concetto. Ama il prossimo tuo come te stesso, ma quando "quel prossimo tuo" ti fa metaforicamente scoppiare il cuore, non potrai mai domandarti:"È giusto che sia o non sia del mio stesso sesso?". Questo è brevemente il concetto principale.

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