Marketing B2B sui social: strategie per acquisire clienti qualificati
Il marketing B2B sui social riguarda tutte quelle attività con cui un'azienda comunica online per entrare in contatto con altre aziende. Non si parla quindi di vendere direttamente a un consumatore qualsiasi, ma di raggiungere professionisti, manager, responsabili acquisti, imprenditori e figure che partecipano alle decisioni aziendali. Proprio per questo, il percorso è spesso più lungo e richiede maggiore attenzione.
Nel B2B una persona difficilmente sceglie un prodotto o un servizio dopo aver visto un solo post. Di solito cerca informazioni, confronta soluzioni, valuta l'affidabilità del fornitore e coinvolge altri colleghi prima di decidere. I social, quindi, non servono soltanto a farsi vedere. Possono aiutare un'azienda a spiegare cosa fa, a mostrare competenza e a costruire fiducia nel tempo.
Una strategia efficace si può costruire partendo da alcune domande: chi si vuole raggiungere? Quale problema si può risolvere? Che tipo di contenuti possono essere utili a quel pubblico? Senza queste risposte, il rischio consiste nel pubblicare messaggi generici, poco collegati agli obiettivi commerciali. Il punto che le aziende devono considerare, infatti, non è parlare a tutti, ma parlare alle persone che possono davvero diventare clienti.
Le campagne LinkedIn per trovare un pubblico professionale
Tra gli strumenti più usati nel marketing B2B ci sono le campagne LinkedIn. Questo avviene perché permettono di raggiungere un pubblico legato strettamente al lavoro. A differenza di altri social, LinkedIn raccoglie molte informazioni professionali: ruolo, settore, area geografica, dimensione dell'azienda, competenze e interessi lavorativi. Così si possono costruire messaggi più mirati.
Per esempio, un'azienda che vende software per la gestione delle risorse umane potrebbe rivolgersi a HR manager e responsabili del personale. Un'impresa che offre soluzioni per la sicurezza informatica potrebbe invece cercare direttori IT, responsabili tecnici o amministratori di aziende medio-grandi. In questo modo il budget viene usato per raggiungere persone più vicine al cliente ideale.
Prima di lanciare una campagna, però, bisogna definire bene il target. Serve capire quali aziende cercare, con quali bisogni e con quali problemi. Anche il messaggio deve cambiare in base al pubblico. Un amministratore delegato sarà più interessato ai vantaggi economici e strategici. Un tecnico guarderà con maggiore attenzione alle funzioni, all'affidabilità e alla compatibilità con altri sistemi.
Un altro aspetto importante è il formato del contenuto. In molti casi funziona meglio offrire una guida, un report, un webinar o un caso studio, invece di proporre subito una vendita. Chi lavora in azienda vuole capire se una soluzione è utile, prima di lasciare i propri dati o chiedere un contatto commerciale.
I contenuti devono spiegare prima di vendere
Nel marketing B2B sui social, vendere subito è spesso poco efficace. Le aziende hanno bisogno di informazioni chiare, esempi concreti e segnali di affidabilità. Per questo i contenuti migliori sono quelli che aiutano il pubblico a capire un problema o a valutare una possibile soluzione.
Un buon piano editoriale può contenere articoli brevi, post di approfondimento, video, infografiche, interviste e casi pratici. La cosa importante è che ogni contenuto abbia uno scopo preciso. Alcuni contenuti possono servire a far conoscere il brand, altri possono spiegare un servizio oppure possono convincere un potenziale cliente che l'azienda ha esperienza nel settore.
La lead generation deve seguire un percorso chiaro
Acquisire clienti qualificati, comunque, non vuol dire raccogliere il maggior numero possibile di contatti. Una lead è davvero utile quando appartiene al pubblico giusto, mostra interesse per l'argomento e può trasformarsi in una vera opportunità commerciale. Per questo la lead generation deve essere costruita con attenzione.
Il percorso di solito parte da un contenuto pubblicato sui social. L'utente vede un post o un annuncio, trova il tema interessante e clicca per saperne di più. A quel punto arriva su una pagina dedicata, chiamata landing page, dove può compiere un'azione: scaricare un documento, iscriversi a un webinar, chiedere una consulenza, prenotare una demo o ricevere maggiori informazioni.
La landing page deve essere semplice e perfettamente coerente con il messaggio di partenza. Se l'annuncio promette una guida pratica, la pagina deve spiegare bene che cosa contiene quella guida e perché può essere utile.
Dopo il primo contatto, non sempre conviene chiamare subito il potenziale cliente con una proposta commerciale. Spesso è meglio procedere gradualmente: inviare il materiale richiesto, proporre un contenuto di approfondimento, invitare a un incontro online e solo dopo valutare un contatto diretto da parte del reparto vendite.
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