Milan: su Elliot Raiola ha ragione
Non mi piacciono i procuratori a prescindere. Preferivo quando i giocatori firmavano i contratti con l'assistenza, al massimo, dell'avvocato e del commercialista. Ma tant'è. I tempi sono cambiati (dando ragione, ancora una volta, al grande Alessandro Manzoni, il quale scriveva che "non sempre ciò che viene dopo è progresso").
E fra i mediatori (come venivano chiamati lustri fa nei mercati lombardi del bestiame), Raiola è quello che mi piace meno. Però ci sa fare e i suoi assistiti - Ibra lo considera un po' mafioso - lo venerano.
Nei giorni scorsi, parlando del rinnovo del contratto di Donnarumma, ha affermato che probabilmente l'asso del Milan lascerà la società di via Aldo Rossi perché il progetto, o meglio il non progetto che i Singer hanno sul Milan, non gli garba.
Come dargli torto. Prima incrociano le sciabole con l'Uefa sull'orrido fpf; poi si arrendono senza combattere ai ricatti dei parrucconi svizzeri, rinunciando alla "coppa di consolazione".
Pensando di aver a che fare coi vitelli, impongono a Maldini e Boban di acquistare solo giovani; e poi, quando vedono che ciò si rivela un fallimento, consentono eccezioni, che diventeranno - state sicuri - regola.
Sul nuovo Stadio a Milano, dopo grida di guerra (comprensibili dal loro punto di vista) contro il comune di Milano, accondiscendono a pagare le quote di urbanizzazione su un progetto ancora in nuce; un po' come succede a taluni acquirenti di appartamenti, che scuciono i soldi ancora prima che le ruspe scavino le fondamenta, col rischio, nient'affatto remoto di perderci un sacco di euro.
Arnault, smentendo voci accreditate ( evidentemente imprudenti), ha ribadito che il Milan non gli interessa, al di là del nuovo stadio. E allora? Allora i Singer cerchino un altro valido compratore altrimenti il loro investimento calcistico si rivelerà un colabrodo, peggio dei bond argentini.
Lo ripeterò sino alla noia: una squadra come il Milan non può navigare a metà classifica, pena l'oblio permanente e una perdita secca di valore, incalcolabile.
E cedendo Donnarumma - l'unico fuoriclasse in rosa (Ibra è un buon giocatore, magari carismatico, ma non sicuramente un campione ) - il capitale diminuirà ancora.
Perciò Raiola ha ragione. Il progetto Singer sul Milan è fallimentare.
Gaetano Tirloni