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Milano: rapporto giornaliero sulla qualità dell’aria

  • Paola Fontana

veduta di milano con smogA Milano è possibile conoscere quotidianamente i dati sulla qualità dell’aria, gratuitamente e con un semplice click.

È un servizio offerto dal Comune di Milano tramite il suo partner tecnico Amat, che probabilmente in pochi conoscono. Vogliamo vedere come è stata la situazione di ieri? Un click sul sito dell'Amat e si avranno a disposizione tutti i dati inerenti agli agenti inquinanti misurati in differenti zone di Milano.

Nel rapporto, disponibile sia in una versione sintetica e stampabile che in una versione online interattiva, è possibile trovare i dati della qualità dell’aria relativi alle 24 ore precedenti con la specifica delle quantità di Biossido di Zolfo, Polveri sottili, Biossido di Azoto, Monossido di carbonio, Ozono e Benzene con la messa in evidenza della conformità/non conformità alla normativa italiana ed europea. Il tutto è corredato dalla presenza di parametri di riferimento che permettono di avere una chiara visione della situazione.

Scaricando la versione Pdf del bollettino si hanno informazioni aggiuntive. In questo senso, è possibile visionare l’analisi delle concentrazioni degli ultimi 10 giorni, un dato utile per verificare, ad esempio, se le giornate di blocco del traffico apportano cambiamenti riguardo la qualità dell’aria. Presente anche la descrizione delle condizioni atmosferiche favorevoli all'accumulo piuttosto che alla dispersione degli inquinanti per le 72 ore successive, nonché la sintesi della situazione delle concentrazioni medie mensili, medie annuali parziali dell'ultimo anno per le concentrazioni di PM10 e PM2.5, anche in confronto con le concentrazioni degli anni precedenti e i Valori Limite previsti dall'Unione Europea. rapporto qualità aria sul sito Amat

Le polveri sottili

Il particolato atmosferico, meglio conosciuto con il nome di ‘polveri sottili’ è composto da particelle sospese presenti nell'aria e rappresenta uno degli agenti inquinanti più pericolosi. La sigla PM deriva dalle iniziali delle due parole inglesi Particulate Matter (tradotte in italiano con il vocabolo materiale particolato), mentre i numeri che di solito la accompagnano si riferiscono al diametro: il Pm10 indica dunque che la grandezza del diametro della particella può variare fino a 10 micron, mentre Pm2,5 si riferisce a particelle ancora più piccole con diametro inferiore a 2,5 micron. Sono proprio le loro microscopiche dimensioni a renderle altamente pericolose per la salute umana: il Pm10 è in grado di raggiungere gola e trachea, mentre il Pm25 può arrivare ancora più in profondità fino a penetrare nei polmoni.

Dati allarmanti

Dati del ministero della Salute affermano che l’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno in Italia di circa 30mila decessi solo per il particolato fine (PM 2.5), pari al 7 per cento di tutte le morti (esclusi gli incidenti). In termini di mesi di vita persi, questo significa che l’inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi: 14 per chi vive al Nord, 6,6 per gli abitanti del Centro e 5,7 al Sud e isole.

Paola Fontana

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