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Regione Lombardia, la Lega vuole chiedere i danni alla Cina: 20 miliardi di risarcimento

La Regione Lombardia chiederà risarcimento danni alla Cina?
Da giorni si parla dell'intenzione di alcuni esponenti della Lega di chiedere un indennizzo alla Cina: ad appoggiare pubblicamente la proposta si è aggiunto Matteo Salvini, mentre il governatore Attilio Fontana ha spiegato che ne parleranno già alla prossima seduta del Consiglio regionale.

La Regione Lombardia chiede i danni alla Cina?

Alcuni giorni fa era stato Paolo Grimoldi - deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda Salvini Premier - a lanciare la proposta di una richiesta danni per il coronavirus a Pechino. 
Grimoldi era stato piuttosto spedito e frettoloso annunciandola: "La Regione Lombardia chiederà, e in tempi brevissimi, il conto dei danni alla Repubblica Popolare Cinese: siamo pronti a mandare all'ambasciatore cinese un acconto di richiesta danni da 20 miliardi".
Bisogna però dire che nulla è stato ancora deciso, la Lega infatti deve presentare il provvedimento al Consiglio regionale che dovrà valutarlo. 
Il deputato Grimoldi, per completare le sue argomentazioni, aveva espresso la volontà di allinearsi con i Paesi occidentali facendo l'esempio di alcuni Stati americani già partiti con la denuncia e la richiesta di ingenti riparazioni alla Cina, ribadendo con assoluta certezza che "la Regione Lombardia, dopo un passaggio in Consiglio Regionale, sarà la prima a chiedere a Pechino il risarcimento per i danni subiti".

Il Governatore Attilio Fontana

Anche il governatore Fontana si è espresso in merito alla questione, un po' più cautamente ma appoggiandone comunque il principio. "Valuteremo" è la risposta sulla fattibilità, sul contenuto ha detto che vuole che se ne discuta: "per cercare di far capire che d'ora in poi bisognerà essere molto più accorti: se si verificano situazioni di una gravità come questa, non si possono più tenere coperte dal segreto e nasconderle al resto del mondo."

Matteo Salvini & i tweet

I messaggi sul profilo Twitter di Matteo Salvini - inerenti questo argomento - appoggiano pienamente l'idea del risarcimento, a cui anzi viene aggiunto altro: ossia da ieri a oggi i toni si sono persino aggravati, passando dall'espressione di un dubbio circa le intenzioni di Pechino alla forte necessità di una pronta difesa dalle mire asiatiche.
Andiamo con ordine. Ieri questo era il tono del tweet di Salvini che riportava quanto detto durante "Live - Non è la d'Urso", trasmissione condotta da Barbara D'Urso: parlando della Cina, "non vorrei che chi prima ha contagiato il mondo, spererei accidentalmente, ma senza avvisare, ora venisse in Italia a comprare aziende, alberghi, monumenti, negozi e spiagge. UE dovrebbe richiedere un grande risarcimento danni."
Il tweet di oggi ormai è ben più vigoroso: "La Cina. Prima contagia mezzo mondo, poi si prepara a comprare aziende, alberghi (e libertà) dei Paesi in crisi, Italia in primis. No, non possiamo permetterlo. Risarciscano i danni enormi causati all'Italia e al mondo. Punto."

La risposta della Cina alle accuse degli Stati Uniti

Mike Pompeo (segretario di Stato americano) ha accusato la Cina di aver creato il coronavirus in laboratorio e ha annunciato di averne le prove
La Cina ha replicato ciò che già aveva affermato in passato: il DNA del virus trattato nel laboratorio di Wuhan non è uguale al DNA del virus che si è diffuso nel mondo. "Non importa quante volte una bugia venga ripetuta, o quanto accuratamente venga fabbricata. Resta ciò che è" si legge sul "Quotidiano del popolo" cinese che rincara la dose spiegando che si tratta della volontà della Casa Bianca di distogliere l'attenzione sui propri errori nella gestione dell'emergenza sanitaria.
Fra accuse e strategie, fra bugie e verità, intanto più di 3,5 milioni di persone sono positive e 250 mila sono le persone morte. E questi sono solo i dati ufficiali.
 
 
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