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Ritenuta d’acconto: cos’è, come funziona e come compilare la ricevuta

  • Redazione MilanoFree.it

Se anni fa emettere una ritenuta d’acconto era piuttosto raro, oggi – complice la difficoltà a trovare un lavoro stabile – capita spesso di attivare collaborazioni occasionali senza partita IVA. Ecco come funziona, cosa deve contenere la ricevuta e quando applicare la marca da bollo.

Esempio di ricevuta per ritenuta d’acconto

Senza partita IVA si possono attivare collaborazioni che, nell’arco dell’anno, restano complessivamente entro i 5.000 € di compensi lordi (soglia rilevante ai fini contributivi INPS) con la formula del lavoro autonomo occasionale, emettendo una ricevuta con ritenuta d’acconto.

Come funziona la ritenuta d’acconto

Il collaboratore svolge un’attività non abituale per un committente e, a fine prestazione, emette una ricevuta (spesso su fac-simile fornito dal committente) per farsi pagare. La ricevuta conterrà gli importi lordo, ritenuta (20%) e netto.

  • Ritenuta (20%): è trattenuta dal committente a titolo d’acconto IRPEF del collaboratore.
  • Versamento: il committente versa la ritenuta allo Stato (F24) entro il 15 del mese successivo alla data della ricevuta.
  • Pagamento al collaboratore: viene corrisposto il netto (lordo − 20%).
  • Dichiarazione redditi: il collaboratore indicherà i compensi percepiti (e le ritenute subite) nel proprio 730 o Redditi PF l’anno successivo.

Cosa deve contenere la ricevuta

Elementi indispensabili:

  • Dati del collaboratore: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale.
  • Dati del committente: denominazione, sede, P.IVA/C.F.
  • Descrizione sintetica della prestazione svolta e data.
  • Importi: compenso lordo, ritenuta d’acconto 20%, netto da incassare.
  • Marca da bollo da 2 € se l’importo lordo supera 77,47 € (indicare numero e data).
  • Firma del collaboratore.
Marca da bollo da 2 euro da applicare sulle ricevute senza IVA sopra 77,47 €
Marca da bollo sulle ricevute senza IVA > 77,47 €

Esempio rapido di calcolo

Compenso lordo: 300,00 €
Ritenuta 20%: 60,00 € (versata dal committente allo Stato)
Netto da corrispondere: 240,00 €
Marca da bollo: 2,00 € (se dovuta; può essere riaddebitata in ricevuta)

Certificazione e obblighi del committente

  • Versa la ritenuta entro il 15 del mese successivo alla ricevuta.
  • Entro il 28 febbraio dell’anno successivo invia al collaboratore la Certificazione Unica (CU) con compensi e ritenute.

Soglie e contributi INPS

Se, nell’anno solare, i compensi per lavoro autonomo occasionale superano i 5.000 € complessivi, sulla parte eccedente sono dovuti i contributi alla Gestione Separata INPS. Il collaboratore deve informare tempestivamente il committente e provvedere all’iscrizione.

Non residenti

Per collaboratori non residenti che svolgono la prestazione in Italia si applica, in via ordinaria, una ritenuta del 30% a titolo d’imposta sull’ammontare corrisposto (salvo convenzioni contro le doppie imposizioni).

Fac-simile di ricevuta con ritenuta d’acconto

RICEVUTA PER PRESTAZIONE OCCASIONALE (art. 67 TUIR)

Collaboratore: Nome Cognome – CF: ABCXYZ00A00A000A
Indirizzo: Via Esempio 1, 20100 Milano

Committente: Società Alfa S.r.l. – P.IVA 01234560999
Sede: Via Roma 10, 20100 Milano

Oggetto: Prestazione occasionale di ____________________________
Data prestazione: __/__/____

Compenso lordo ........................................ € ______,__
Ritenuta d’acconto 20% ................................. € ______,__ (a carico del committente)
Netto a me dovuto ..................................... € ______,__ 

Marca da bollo da € 2,00 (se dovuta) – n. ______ del __/__/____
(riaddebitata al committente)

Luogo e data: _____________________________

Firma del collaboratore: ____________________
    

Nota: informazioni a carattere generale e non esaustive. Norme e adempimenti possono cambiare: verifica sempre con un commercialista o il tuo consulente fiscale prima di emettere documenti.

  • Ultimo aggiornamento il .