Ritenuta d'acconto 2026: cos'è, come funziona, ricevuta e fac-simile
Se anni fa emettere una ritenuta d'acconto era piuttosto raro, oggi — complice la difficoltà a trovare un lavoro stabile — capita spesso di attivare collaborazioni occasionali senza partita IVA. Ecco come funziona, cosa deve contenere la ricevuta, quando applicare la marca da bollo e quando invece conviene aprire la partita IVA.

Come funziona la ritenuta d'acconto
Senza partita IVA si possono attivare collaborazioni che, nell'arco dell'anno, restano complessivamente entro i 5.000 € di compensi lordi (soglia rilevante ai fini contributivi INPS) con la formula del lavoro autonomo occasionale, emettendo una ricevuta con ritenuta d'acconto.
Il collaboratore svolge un'attività non abituale per un committente e, a fine prestazione, emette una ricevuta per farsi pagare. La ricevuta contiene gli importi lordo, ritenuta (20%) e netto.
- Ritenuta (20%): è trattenuta dal committente a titolo d'acconto IRPEF del collaboratore.
- Versamento: il committente versa la ritenuta allo Stato (F24) entro il 15 del mese successivo alla data della ricevuta.
- Pagamento al collaboratore: viene corrisposto il netto (lordo − 20%).
- Dichiarazione redditi: il collaboratore indica i compensi e le ritenute subite nel proprio 730 o Redditi PF l'anno successivo.
Cosa deve contenere la ricevuta
Elementi indispensabili:
- Dati del collaboratore: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale.
- Dati del committente: denominazione, sede, P.IVA/C.F.
- Descrizione sintetica della prestazione svolta e data.
- Importi: compenso lordo, ritenuta d'acconto 20%, netto da incassare.
- Marca da bollo da 2 € se l'importo lordo supera 77,47 € (indicare numero seriale e data).
- Firma del collaboratore.

Esempio rapido di calcolo
Compenso lordo: 300,00 €
Ritenuta 20%: 60,00 € (versata dal committente allo Stato)
Netto da corrispondere al collaboratore: 240,00 €
Marca da bollo: 2,00 € (dovuta — può essere riaddebitata in ricevuta)
Obblighi del committente
- Versa la ritenuta con F24 entro il 15 del mese successivo alla ricevuta (codice tributo 1040).
- Entro il 16 marzo dell'anno successivo invia al collaboratore la Certificazione Unica (CU) con compensi e ritenute operate.
- Trasmette la CU all'Agenzia delle Entrate entro la stessa scadenza.
Soglie e contributi INPS
Se, nell'anno solare, i compensi per lavoro autonomo occasionale superano i 5.000 € complessivi (considerando tutti i committenti), sulla parte eccedente sono dovuti i contributi alla Gestione Separata INPS. Il collaboratore deve:
- Informare tempestivamente il committente del superamento della soglia.
- Iscriversi alla Gestione Separata INPS (se non già iscritto).
I contributi INPS sulla parte eccedente sono ripartiti: 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore (trattenuto in busta paga/ricevuta).
Non residenti
Per collaboratori non residenti che svolgono la prestazione in Italia si applica, in via ordinaria, una ritenuta del 30% a titolo d'imposta sull'ammontare corrisposto, salvo diverse disposizioni delle convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall'Italia con il paese di residenza del collaboratore.
Fac-simile di ricevuta con ritenuta d'acconto
RICEVUTA PER PRESTAZIONE OCCASIONALE (art. 67 TUIR) Collaboratore: Nome Cognome – CF: ABCXYZ00A00A000A Indirizzo: Via Esempio 1, 20100 Milano Committente: Società Alfa S.r.l. – P.IVA 01234560999 Sede: Via Roma 10, 20100 Milano Oggetto: Prestazione occasionale di ____________________________ Data prestazione: __/__/____ Compenso lordo ................................................ € ______,__ Ritenuta d'acconto 20% ........................................ € ______,__ (a carico del committente) Netto a me dovuto ............................................. € ______,__ Marca da bollo da € 2,00 (se dovuta) – n. ______ del __/__/____ (riaddebitata al committente) Luogo e data: _____________________________ Firma del collaboratore: ____________________
Quando aprire la partita IVA invece della ritenuta d'acconto
La ritenuta d'acconto (lavoro autonomo occasionale) è pensata per attività sporadiche e non abituali. È opportuno valutare l'apertura della partita IVA in questi casi:
- Compensi annui superiori a 5.000 € — oltre questa soglia scattano i contributi INPS sulla parte eccedente; da quel punto il regime forfettario (flat tax) potrebbe essere più conveniente.
- Attività ripetuta nel tempo con lo stesso o più committenti — se la prestazione diventa "abituale", l'Agenzia delle Entrate può contestare l'assenza di partita IVA.
- Più committenti in un anno — la soglia dei 5.000 € va calcolata sommando tutti i compensi occasionali dell'anno, da chiunque provengano.
Con la partita IVA in regime forfettario (limite 85.000 €/anno) l'imposta sostitutiva è al 15% (5% per le startup nei primi 5 anni) senza ritenuta d'acconto. Un commercialista può aiutarti a scegliere il regime più conveniente per la tua situazione.
FAQ
Cos'è la ritenuta d'acconto e chi la paga?
La ritenuta d'acconto è una trattenuta del 20% che il committente (chi paga) effettua sul compenso lordo e versa allo Stato come anticipo IRPEF per conto del collaboratore. Il collaboratore riceve il netto (80%) e recupera le ritenute in dichiarazione dei redditi.
La ritenuta è del 20% per tutti?
La ritenuta del 20% si applica ai lavoratori autonomi occasionali (art. 67 TUIR) e ai liberi professionisti con partita IVA (art. 53 TUIR). Per i non residenti la ritenuta sale al 30% a titolo d'imposta (salvo convenzioni bilaterali). Agenti, provvigioni e altri casi specifici possono avere aliquote diverse.
Quando va applicata la marca da bollo?
La marca da bollo da 2 € è obbligatoria sulle ricevute non soggette a IVA quando l'importo lordo supera 77,47 €. Va applicata sulla copia del committente. Può essere riaddebitata come voce separata nella ricevuta stessa.
Cosa succede se supero i 5.000 € nell'anno?
Sulla parte eccedente i 5.000 € annui scatta l'obbligo contributivo INPS (Gestione Separata). Devi iscriverti all'INPS (se non già iscritto) e comunicarlo al committente che tratterrà la quota a tuo carico (1/3) e verserà anche la propria parte (2/3). La soglia si calcola su tutti i compensi occasionali dell'anno, non solo quelli con un singolo committente.
Posso emettere più ricevute allo stesso committente?
Sì, non c'è limite al numero di ricevute per lo stesso committente nell'anno. Tuttavia, se i compensi complessivi diventano ricorrenti e superano le soglie (5.000 € INPS; e soprattutto se l'attività diventa "abituale"), l'apertura della partita IVA diventa necessaria sia fiscalmente sia per evitare contestazioni sull'assenza di un rapporto di lavoro subordinato.
Il committente è obbligato ad applicare la ritenuta?
Sì, se è un sostituto d'imposta (aziende, professionisti, enti). I privati che non esercitano attività d'impresa o professionale (es. una famiglia che paga una babysitter occasionale) non sono sostituti d'imposta e non applicano la ritenuta. In quel caso il collaboratore deve dichiarare comunque il reddito, versando le imposte direttamente.
Come recupero le ritenute subite?
Inserendo i compensi e le ritenute nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF). Le ritenute vengono scalate dall'IRPEF dovuta. Se le ritenute subite superano l'imposta calcolata, puoi ricevere un rimborso. La Certificazione Unica (CU) rilasciata dal committente entro il 16 marzo riepiloga tutti i compensi e le ritenute dell'anno.
Devo dichiarare i compensi occasionali anche se sotto i 5.000 €?
Sì. La soglia dei 5.000 € riguarda i contributi INPS, non l'obbligo fiscale. I compensi da lavoro autonomo occasionale vanno sempre dichiarati nel modello 730 o Redditi PF, indipendentemente dall'importo. Su di essi si calcolerà l'IRPEF, al netto delle ritenute già subite.
Nota: informazioni a carattere generale e non esaustive. Norme, aliquote e adempimenti possono cambiare: verifica sempre con un commercialista o un consulente fiscale per la tua situazione specifica.
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