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Si ferma la produzione alimentare, chi ha aderito

  • Elena Bianchi

In un periodo complicato come questo, Codacons minaccia di denunciare gli autotrasportatori, mentre la filiera alimentare decide di bloccare la produzione.distributore benzina pexels emre can acer 2413892

Prosegue imperterrito il blocco dei camionisti in tutta Italia che, con il trascorrere delle ore, aumenta da Nord a Sud.

I punti nevralgici della nazione vedono lunghe file di trasportatori che hanno deciso di protestare contro il caro carburante, divenuto ormai insostenibile e inaccettabile. La richiesta avanzata dagli stessi evidenzia uno stato di bisogno comune in cui stanno riversando tutti i cittadini che si apprestano a fare i conti con i rincari della spesa, delle bollette, del gas e, come dianzi menzionato, del carburante.

Pressioni che soffocano le famiglie italiane che devono dividersi e riflettere su come poter utilizzare al meglio il denaro a disposizione per poter arrivare fino alla fine del mese.

Non bastavano gli obblighi del Governo, la perdita del lavoro, le chiusure di centinaia e centinaia di attività su tutto il territorio nazionale, a dare la mazzata finale ci hanno pensato anche i rincari di cui vi parlavamo.

Un intero Paese si blocca e sono sempre di più i camionisti che aderiscono a questa protesta, i quali chiedono a gran voce un aiuto al Governo per poter sopperire i costi di trasporto.

Considerando il fatto che gli autotrasportatori rappresentano l’80% della merce che giunge nei vari negozi e supermercati di tutta Italia, questo “stop” potrebbe radicalmente cambiare le sorti di tutti.

La speranza risiede nelle mosse che i suddetti si attendono da parte dello Stato, affinché riescano a trovare davvero una soluzione a questa ingente problematica.

Oltre il danno la beffa, nonostante il rincaro dei 2 Euro a litro, il Codacons si è detto pronto a denunciare gli autotrasportatori per le ripercussioni della protesta anche sui consumatori.

Le proteste si allargano, ecco chi ha deciso di fermare le produzioni

Quella dei camionisti è di certo una protesta alquanto condivisa e la conferma arriva anche da tutti coloro che si stringono attorno alla scelta presa dagli stessi. Nonostante le problematiche che ne possano derivare e, nonostante molti automobilisti abbiano fatto la corsa all’approvvigionamento del carburante, giunge un’altra notizia che non lascia ben sperare.

In un clima di tensione dove lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale potrebbe essere realmente alle porte, creare maggiori divisioni non è, certamente, l’immagine migliore che dovremmo attenderci.

L’auspicio migliore è quello di vedere un’Italia unita e compatta che è in grado di risollevarsi dalle ceneri e da una crisi che, da troppo tempo, sta riducendo il Belpaese al lastrico.

A dare il proprio contributo in questa “lotta” appena iniziata ci sarebbero anche delle aziende alimentari che hanno deciso di bloccare le attività di produzione alimentare.

Tra queste annoveriamo il pastificio La Molisana che ha riferito: “La produzione sarà sospesa perché La Molisana affianca lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburante”. La stessa azienda ha, inoltre, sottolineato di non aver ancora stabilito una data per la ripresa della produzione.

Infine, sempre tenendo conto di quanto sta accadendo, Italmopa è intervenuta in merito al fermo dei trasportatori asserendo che, tutto questo, determina un blocco produttivo di numerosi impianti molitori che operano, in particolar modo, nelle regioni in cui è attiva la protesta. Regioni, come afferma lo stesso Emilio Ferrari (presidente di Italmopa), particolarmente significative a livello nazionale nella produzione di frumento e semole.

Dunque, parliamo di una situazione delicata non solo per il settore olitorio, ma per l’intera economia italiana. Come andrà a finire?

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