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Spesa online ai tempi del Coronavirus: la soluzione del Comune di Milano

spesa onlineOrmai è passato più di un mese da quando è scattata l’emergenza Coronavirus in Italia e fare la spesa è diventata una vera impresa.

Code chilometriche all'entrata di molti supermercati e difficoltà nel reperire alcuni generi alimentari o d’igiene come farina, lievito, gel igienizzante, alcol e candeggina. Inoltre, una volta giunti finalmente dentro lo store, presi dall'ansia di voler fare il tutto il più velocemente possibile, ci si dimentica qualcosa di fondamentale. E tocca ricominciare daccapo.

Ad ovviare a questa mission impossible c’è lei: la spesa online.

Però, da qualche settimana a questa parte, i siti dei grandi colossi della spesa come Esselunga, Carrefour, Conad, Amazon etc.. sono stati presi d’assalto. Spesso occorre aspettare fino a mezzanotte per potersi prenotare, di frequente non ci sono abbastanza scorte di un determinato alimento e i tempi di consegna si sono notevolmente allungati. Delle volte bisogna attendere circa due settimane affinché la spesa arrivi presso il proprio domicilio.

Ma ecco la soluzione.

Scorrendo sui vari siti Internet o sui social network, si scopre che molti bar, ristoranti, pasticcerie, enoteche, che in questo periodo sono chiusi al pubblico in seguito al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, hanno deciso di effettuare consegne a domicilio.

Il Comune di Milano ha raccolto tutte le attività che svolgono questo servizio, mappandole sul sito del Comune, in modo che tutti i cittadini possano consultarlo a questo link.

Cliccando su ogni icona si possono vedere i dettagli di ogni esercizio commerciale: la tipologia di negozio (macelleria, ortofrutta, pasticceria, panetteria…), l’indirizzo, il numero di telefono, la mail,  i giorni e gli orari di prenotazione e consegna, il costo del delivery e il metodo di pagamento accettato.

In questo modo si evitano interminabili code ai supermercati ma anche attese che durano giorni per ricevere la merce a casa. Al tempo stesso, si supportano le piccole aziende, quelle più in difficoltà in questo periodo di chiusura forzata.

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