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TARI Milano 2026: quando si paga, scadenze e dichiarazione

La TARI è la tassa comunale che finanzia la raccolta, il trasporto e il trattamento dei rifiuti urbani. A Milano deve essere pagata da chi occupa o detiene un appartamento, un negozio, un ufficio, un box o un altro immobile capace di produrre rifiuti.

Uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che la TARI venga attivata automaticamente con il cambio di residenza. Non è così: la dichiarazione anagrafica e quella relativa alla tassa rifiuti sono due pratiche distinte.

TARI Milano


Chi entra in una nuova casa deve normalmente dichiarare l’occupazione entro 90 giorni. Chi lascia un immobile deve invece comunicare la cessazione entro il bimestre in cui termina l’utilizzo, altrimenti continuerà a ricevere gli avvisi di pagamento.

Vediamo chi deve pagare la TARI a Milano, come presentare la dichiarazione, quali sono le scadenze del 2026, come utilizzare PagoPA, cosa fare in caso di ritardo e quali bonus o riduzioni sono disponibili.

Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2026. Scadenze, tariffe e agevolazioni possono cambiare: prima di effettuare un pagamento o presentare una pratica verifica sempre l’avviso ricevuto e le indicazioni aggiornate del Comune di Milano.

TARI Milano 2026: l’acconto aveva scadenza il 10 luglio 2026. Il saldo verrà inviato tra fine ottobre e novembre, con pagamento previsto a dicembre. Chi non ha pagato l’acconto deve controllare immediatamente se l’avviso PagoPA risulta ancora utilizzabile oppure accedere al servizio comunale per la regolarizzazione.

Che cos’è la TARI

La TARI è la tassa destinata a finanziare i costi del servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani, comprendente raccolta, trasporto, trattamento, recupero e smaltimento.

È dovuta da chi possiede o detiene, a qualsiasi titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Non conta quindi soltanto chi è proprietario dell’immobile: può essere obbligato al pagamento anche l’inquilino, il comodatario o chi utilizza gratuitamente l’abitazione.

Per le utenze domestiche l’importo dipende principalmente da:

  • superficie calpestabile dell’immobile;
  • numero degli occupanti;
  • durata dell’occupazione durante l’anno;
  • presenza di cantine, solai, box o altre unità soggette al tributo;
  • riduzioni o agevolazioni riconosciute;
  • tariffe approvate annualmente dal Comune.

All’importo comunale si aggiungono inoltre il tributo ambientale destinato alla Città metropolitana di Milano e le componenti perequative previste a livello nazionale.

Chi deve pagare la TARI

La tassa è dovuta dall’occupante effettivo dell’immobile, indipendentemente dal fatto che sia proprietario, affittuario, comodatario o ospite con un valido titolo di utilizzo.

Può quindi essere tenuto al pagamento:

  • il proprietario che vive nella propria abitazione;
  • l’inquilino con un contratto di locazione di durata superiore a sei mesi;
  • la persona che occupa gratuitamente l’immobile in comodato;
  • chi utilizza stabilmente una casa senza esserne proprietario;
  • l’impresa o il professionista che occupa un ufficio, un negozio o un laboratorio;
  • chi detiene un box o altro locale tassabile anche separatamente dall’abitazione.

Quando più persone utilizzano insieme lo stesso immobile, esiste un vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra le persone che condividono i locali.

Questo significa che l’intestazione dell’avviso a una sola persona non esclude completamente la responsabilità degli altri occupanti nei confronti del Comune.

TARI in affitto: paga il proprietario o l’inquilino?

Per i contratti di locazione di durata superiore a sei mesi, la TARI è normalmente a carico dell’inquilino che occupa l’abitazione.

Se l’utilizzo dell’immobile non supera sei mesi nel corso dello stesso anno, il tributo resta invece generalmente a carico del proprietario.

SituazioneChi paga normalmente
Proprietario che vive nella casa Proprietario
Affitto superiore a sei mesi Inquilino
Affitto o utilizzo fino a sei mesi Proprietario
Comodato gratuito Persona che utilizza effettivamente l’immobile
Casa vuota ma arredata e con utenze attive Proprietario o detentore
Casa non occupata, priva di arredi e utenze Possibile esenzione su richiesta

Gli accordi inseriti nel contratto possono disciplinare i rapporti economici tra proprietario e inquilino, ma è comunque necessario verificare che la posizione comunicata al Comune sia corretta.

Quando presentare la dichiarazione TARI

La dichiarazione di nuova occupazione deve essere presentata entro 90 giorni dalla data in cui inizia il possesso o l’utilizzo dell’immobile.

La scadenza riguarda anche chi:

  • acquista una casa e vi entra ad abitare;
  • firma un contratto d’affitto e riceve le chiavi;
  • occupa un immobile in comodato;
  • entra come intestatario in un’abitazione già utilizzata da altre persone;
  • acquista o affitta un box, una cantina o un altro locale separato;
  • avvia un’attività in un negozio, ufficio o laboratorio.

La data da indicare non è necessariamente quella del cambio di residenza, ma quella in cui è iniziata l’effettiva disponibilità o occupazione dell’immobile.

Attenzione: il cambio di residenza non sostituisce la dichiarazione TARI. Anche quando il Comune conosce il nuovo indirizzo anagrafico, l’occupazione dell’immobile deve essere dichiarata attraverso il servizio tributario.

Come presentare la dichiarazione online

La modalità più semplice è utilizzare il servizio online del Comune di Milano, accedendo con:

  • SPID;
  • Carta d’Identità Elettronica;
  • altre credenziali ammesse dalla piattaforma comunale.

Dichiarazione di occupazione TARI – Comune di Milano

Procedura indicativa

  1. Accedi al servizio con SPID o CIE.
  2. Seleziona la dichiarazione di nuova occupazione.
  3. Inserisci i dati dell’intestatario.
  4. Indica l’indirizzo completo dell’immobile.
  5. Inserisci superficie, destinazione d’uso e dati catastali.
  6. Aggiungi box, cantine, solai e altre pertinenze.
  7. Indica la data di inizio dell’occupazione.
  8. Inserisci le informazioni sugli altri occupanti, quando richieste.
  9. Allega la documentazione disponibile.
  10. Controlla il riepilogo e invia la dichiarazione.

Al termine conserva la ricevuta e il numero di protocollo. Una schermata di conferma senza invio definitivo non prova che la dichiarazione sia stata acquisita.

Modalità alternative

La documentazione può essere trasmessa anche attraverso i canali indicati dal Comune, tra cui:

  • e-mail o PEC;
  • raccomandata con avviso di ricevimento;
  • consegna agli uffici di Protocollo;
  • sportelli comunali, quando previsto.

In caso di spedizione postale, la dichiarazione viene considerata presentata nella data di invio.

Dati e documenti necessari

Prima di iniziare la procedura prepara:

  • documento d’identità;
  • codice fiscale;
  • indirizzo completo, scala, piano e interno;
  • data di inizio dell’occupazione;
  • superficie calpestabile;
  • destinazione d’uso dei locali;
  • dati catastali dell’abitazione;
  • dati catastali di box, cantine, solai e posti auto coperti;
  • contratto d’affitto, atto di proprietà o altro titolo di occupazione;
  • dati delle persone che utilizzano l’immobile;
  • eventuale nominativo del precedente occupante.

Dove trovare i dati catastali

I dati possono essere ricavati da:

  • atto di compravendita;
  • contratto di locazione;
  • visura catastale;
  • documentazione consegnata dal proprietario;
  • precedenti dichiarazioni o avvisi relativi all’immobile.

È importante non confondere la superficie catastale con quella calpestabile utilizzata per il tributo. Se non conosci il dato corretto, chiedilo al proprietario, all’amministratore o a un tecnico.

L’omessa indicazione dei dati catastali può comportare una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro.

Come viene calcolata la TARI a Milano

Per le abitazioni la tariffa è formata da due componenti.

Quota fissa

È collegata principalmente alla superficie dell’abitazione e ai costi generali del servizio.

Quota variabile

Dipende soprattutto dal numero degli occupanti e dalla quantità teorica di rifiuti attribuita al nucleo familiare.

All’importo ottenuto vengono aggiunti:

  • TEFA: tributo destinato alla Città metropolitana di Milano, pari al 5% della TARI;
  • componenti perequative ARERA: quote nazionali che valgono complessivamente circa 7,6 euro per utenza e finanziano il bonus sociale rifiuti, la gestione dei rifiuti in caso di calamità naturali e il recupero dei rifiuti in mare.

Il calcolo non si basa quindi esclusivamente sui metri quadrati. Due appartamenti della stessa superficie possono ricevere avvisi differenti se cambia il numero delle persone che li occupano.

Tariffe 2026

L’acconto è calcolato applicando il 60% delle tariffe vigenti nel 2025; il saldo utilizza invece le tariffe approvate per il 2026, con il conguaglio rispetto a quanto già versato.

Le tariffe 2026 sono state ridotte di un ulteriore 3% rispetto all’anno precedente. Secondo il Comune, la progressiva riduzione ha portato nel quinquennio a una diminuzione complessiva del 16,5% per le famiglie milanesi, anche se l’importo effettivo varia in base a superficie e occupanti.

Come viene stabilito il numero degli occupanti

Persone residenti

Per i nuclei residenti, le variazioni anagrafiche vengono normalmente rilevate d’ufficio. Se nasce un figlio, una persona cambia residenza o lascia il nucleo, non dovrebbe essere necessario presentare una dichiarazione TARI separata per il solo numero degli occupanti.

È comunque consigliabile controllare l’avviso successivo: un ritardo nell’allineamento delle banche dati può determinare un calcolo non corretto.

Persone non residenti

Quando nell’abitazione vivono persone che non risultano residenti a quell’indirizzo, le variazioni devono essere comunicate all’Ufficio Tributi.

La dichiarazione deve indicare:

  • nuovo numero degli occupanti;
  • nome e cognome;
  • codice fiscale delle persone interessate;
  • data dalla quale cambia l’occupazione.

Questo caso può riguardare, per esempio, studenti fuori sede, lavoratori domiciliati, coinquilini o persone ospitate stabilmente.

Box, cantine, solai e altre pertinenze

Nella dichiarazione devono essere inserite anche le unità immobiliari accessorie utilizzate insieme all’abitazione.

Cantine e solai

La superficie della cantina o del solaio pertinenziale viene generalmente sommata a quella dell’abitazione.

Quando l’unità è accatastata separatamente, il Comune verifica l’effettivo vincolo di pertinenza, tenendo conto anche dell’indirizzo e del rapporto con l’abitazione principale.

Box e autorimesse

Anche il box deve essere dichiarato. Il calcolo cambia a seconda che sia riconosciuto come pertinenza dell’abitazione oppure come unità autonoma.

Se possiedi più box, non dare per scontato che tutti vengano considerati automaticamente pertinenziali. È opportuno indicare chiaramente il rapporto di ciascuna unità con l’abitazione.

Posti auto scoperti

Le aree scoperte pertinenziali di abitazioni possono seguire regole diverse rispetto ai locali chiusi. Inserisci comunque i dati richiesti dal modulo e verifica la classificazione applicata dal Comune.

Scadenze TARI Milano 2026

AdempimentoScadenza
Dichiarazione di nuova occupazione Entro 90 giorni dall’inizio dell’utilizzo
Acconto TARI 2026 10 luglio 2026
Saldo TARI 2026 Dicembre 2026, nella data indicata nell’avviso
Cessazione dell’utenza Entro il bimestre in cui termina l’occupazione
Variazione che aumenta la superficie Entro 90 giorni
Variazione che diminuisce la superficie Entro il bimestre dell’evento

L’avviso di acconto viene emesso tra fine maggio e fine giugno; quello di saldo tra fine ottobre e novembre.

Se ricevi un avviso emesso in un momento diverso rispetto alle scadenze ordinarie, devi rispettare esclusivamente la data indicata nel documento.

Come pagare la TARI con PagoPA

La TARI si paga attraverso l’avviso PagoPA inviato dal Comune.

Il pagamento può essere effettuato:

  • dal Fascicolo del Cittadino;
  • attraverso l’home banking abilitato a PagoPA;
  • presso banche e sportelli aderenti;
  • negli uffici postali;
  • nelle tabaccherie e negli altri punti indicati sull’avviso;
  • tramite le app di pagamento abilitate;
  • con addebito diretto SDD sul conto corrente, dopo l’attivazione.

Pagamento dal Fascicolo del Cittadino

  1. Accedi con SPID o CIE.
  2. Apri la sezione dedicata ai pagamenti.
  3. Individua l’avviso TARI.
  4. Controlla annualità, immobile e importo.
  5. Seleziona il pulsante per il pagamento.
  6. Conserva la ricevuta telematica.

Fascicolo del Cittadino – Comune di Milano

Addebito automatico

È possibile chiedere la domiciliazione bancaria della TARI, ma l’attivazione non è immediata e dipende dalla data della richiesta: per le domande avviate entro il 24 marzo 2026 l’addebito è stato applicato già all’acconto, mentre per quelle presentate tra il 25 marzo e il 1° settembre 2026 l’addebito riguarda soltanto il saldo.

Finché l’addebito non risulta confermato, controlla sempre l’avviso e non presumere che il pagamento verrà effettuato automaticamente.

Si può pagare la TARI in un’unica soluzione?

Sì. Per il 2026 il contribuente può scegliere:

  • di pagare acconto e saldo alle rispettive scadenze;
  • di non versare l’acconto e pagare l’intera annualità con il saldo di dicembre.

Il saldo comprenderà l’importo annuale dovuto e il conguaglio basato sulle tariffe 2026, senza costi aggiuntivi per la scelta della soluzione unica.

Questa possibilità non deve essere confusa con un pagamento tardivo. Se hai già ricevuto un atto di recupero, un accertamento o una richiesta diversa dall’avviso ordinario, devi seguire le istruzioni contenute nel documento.

Cosa fare se l’avviso TARI non arriva

La mancata ricezione dell’avviso non significa automaticamente che la tassa non sia dovuta.

Accedi al Fascicolo del Cittadino e verifica:

  • gli immobili dichiarati ai fini TARI;
  • gli avvisi disponibili nella sezione Pagamenti;
  • lo stato dei versamenti precedenti;
  • l’indirizzo utilizzato per le comunicazioni;
  • eventuali pratiche ancora in lavorazione.

Se l’immobile non compare, controlla che la dichiarazione sia stata realmente inviata e protocollata.

Chi ha un domicilio digitale registrato presso il Comune o presso l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali riceve l’avviso via PEC; anche i titolari di partita IVA ricevono il documento in formato digitale.

Avviso con dati errati

Prima di pagare, controlla:

  • nome dell’intestatario;
  • codice fiscale;
  • indirizzo dell’immobile;
  • superficie tassata;
  • numero degli occupanti;
  • presenza di box o cantine;
  • periodo di occupazione;
  • pagamenti già effettuati;
  • riduzioni applicate.

Se l’errore è evidente, chiedi una verifica attraverso il servizio di assistenza. Non modificare autonomamente l’importo dell’avviso PagoPA.

Pagamento in ritardo e ravvedimento operoso

Se l’avviso ordinario è ancora pagabile, il Comune invita a saldarlo il prima possibile utilizzando il PagoPA allegato.

Per l’acconto ordinario il sistema può mantenere utilizzabile l’avviso per un breve periodo successivo alla scadenza, ma non conviene attendere.

Quando l’avviso non è più pagabile oppure il ritardo richiede l’applicazione di interessi e sanzioni, bisogna utilizzare il servizio di ravvedimento operoso.

Regolarizzazione e ravvedimento TARI

Il ravvedimento permette di regolarizzare spontaneamente la posizione prima che il Comune notifichi un atto di accertamento, applicando una sanzione ridotta in base al tempo trascorso.

Non effettuare un pagamento parziale o con un avviso modificato manualmente. Utilizza sempre il documento generato dal Comune o le indicazioni ricevute dall’Ufficio Tributi.

Come chiudere la TARI quando si lascia una casa

Quando vendi un immobile, termini un contratto d’affitto o lasci definitivamente un’abitazione, devi presentare la dichiarazione di cessazione entro il bimestre in cui termina l’utilizzo.

Dichiarazione di cessazione TARI – Comune di Milano

Nella pratica è utile indicare:

  • data di rilascio dell’immobile;
  • motivazione della cessazione;
  • nominativo del proprietario;
  • eventuale nuovo occupante;
  • estremi del contratto terminato;
  • documentazione che dimostri la riconsegna dell’abitazione.

Documenti da conservare

  • verbale di riconsegna delle chiavi;
  • disdetta o risoluzione del contratto d’affitto;
  • atto di vendita;
  • letture finali dei contatori;
  • chiusura delle utenze;
  • dichiarazione del proprietario;
  • eventuale contratto del nuovo occupante.

Il cambio di residenza in un altro Comune non chiude automaticamente la TARI della casa lasciata.

Utenze ancora attive

Il Comune precisa che la cessazione non deve essere dichiarata quando nell’immobile rimangono attive utenze come luce, gas o acqua: in questa situazione l’immobile continua a essere considerato disponibile e la TARI resta dovuta.

La semplice assenza temporanea o la scelta di non utilizzare la casa per alcuni mesi non equivalgono quindi a una cessazione.

Cosa succede se la cessazione viene comunicata in ritardo

Senza la dichiarazione di cessazione, il Comune continuerà a emettere avvisi per l’immobile.

È comunque possibile chiedere il riconoscimento della data effettiva di rilascio presentando una dichiarazione tardiva accompagnata da documentazione adeguata.

Possono essere utili:

  • risoluzione registrata del contratto;
  • verbale di consegna delle chiavi;
  • atto di vendita;
  • contratto del nuovo occupante;
  • bollette di chiusura;
  • comunicazioni dell’amministratore;
  • altra documentazione con data certa.

In assenza di prove sufficienti, la cessazione può essere fatta decorrere dalla data in cui viene presentata la dichiarazione tardiva.

Quando presentare una dichiarazione di variazione

La posizione TARI deve essere aggiornata quando cambia un elemento che incide sull’importo.

Tra i casi principali:

  • aumento o diminuzione della superficie;
  • acquisto o cessione di un box;
  • aggiunta o eliminazione di una cantina;
  • cambiamento della destinazione d’uso;
  • variazione degli occupanti non residenti;
  • inizio o cessazione di un’attività professionale nell’abitazione;
  • perdita dei requisiti per una riduzione;
  • variazione dell’intestatario.

Variazione della superficie

  • Superficie aumentata: comunicazione entro 90 giorni.
  • Superficie diminuita: comunicazione entro il bimestre in cui avviene la variazione.

Le variazioni anagrafiche degli occupanti residenti vengono normalmente rilevate d’ufficio; quelle relative a persone non residenti devono essere comunicate.

Riduzioni e agevolazioni TARI a Milano

Alcune riduzioni vengono applicate automaticamente, mentre altre richiedono una domanda e la presentazione di documenti.

Nuclei familiari numerosi

È prevista una riduzione del 25% della parte variabile per i nuclei composti da almeno quattro persone che dimorano in un’abitazione di superficie non superiore a 120 metri quadrati.

L’agevolazione viene applicata d’ufficio sulla base dei dati disponibili, quando sono presenti tutti i requisiti.

Famiglie con minori

Per le famiglie di due o tre componenti con minori, in alloggi fino a 80 metri quadrati, è prevista una riduzione del 10% della parte variabile, fino a un massimo di 15 euro.

Agevolazione under 30

Per il 2026 è confermata una riduzione del 25% della parte variabile per i giovani fino a 30 anni che dimorano in un’abitazione di superficie non superiore a 100 metri quadrati.

L’agevolazione:

  • riguarda una sola abitazione per intestatario;
  • richiede il rispetto delle condizioni anagrafiche previste;
  • viene applicata automaticamente, senza necessità di presentare domanda;
  • compare direttamente nell’acconto o nel saldo.

Se ritieni di avere diritto allo sconto ma non compare nell’avviso, chiedi una verifica prima della scadenza.

Abitazioni a uso stagionale o discontinuo

Le abitazioni utilizzate per non più di 183 giorni durante l’anno possono beneficiare di una riduzione del 30%, purché siano rispettate le condizioni previste e venga presentata la documentazione richiesta.

La riduzione non viene riconosciuta automaticamente sulla base dei consumi ridotti: deve essere domandata e dimostrata.

Pensionati residenti all’estero

Per alcune persone titolari di pensione maturata in convenzione internazionale e residenti all’estero è prevista una riduzione su una sola abitazione posseduta in Italia, a condizione che non sia affittata o concessa in comodato.

Poiché i requisiti sono specifici, è opportuno consultare il servizio comunale prima di presentare la richiesta.

Bonus sociale rifiuti 2026

Il bonus sociale rifiuti consiste in uno sconto del 25% della TARI riconosciuto ai nuclei familiari in condizioni economiche disagiate.

Per il 2026 le soglie ISEE sono:

  • 9.796 euro per la generalità dei nuclei familiari (la soglia era di 9.530 euro nel 2025);
  • 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico.

Non occorre presentare una domanda TARI specifica. Il requisito fondamentale è aver presentato all’INPS la Dichiarazione Sostitutiva Unica ed essere in possesso di un’attestazione ISEE valida.

I dati vengono trasmessi attraverso il sistema nazionale e lo sconto è applicato automaticamente, sottraendolo direttamente dall’importo richiesto nell’avviso. Non si tratta quindi di un accredito separato sul conto corrente.

Importante: il bonus mostrato negli avvisi TARI 2026 si riferisce alla tassa dovuta per il 2025, perché l’agevolazione viene riconosciuta l’anno successivo a quello in cui l’ISEE è risultato sotto soglia.

Ogni nucleo familiare può beneficiare del bonus per una sola utenza domestica nell’anno di riferimento.

Esenzione TARI per locali vuoti

Una casa non utilizzata non è automaticamente esente dalla tassa.

Per chiedere l’esenzione, l’immobile deve contemporaneamente:

  • non essere occupato;
  • essere privo di mobili e suppellettili;
  • avere scollegate le utenze di acqua, gas, energia elettrica e telefono.

La presenza di arredi o di una sola utenza attiva può indicare che l’immobile è ancora predisposto all’uso.

La richiesta deve essere accompagnata da un’autocertificazione e, quando disponibili, dalle bollette di chiusura delle forniture.

Esenzione TARI per locali vuoti

Rimborso per pagamenti TARI in eccesso

Chi ha pagato più del dovuto può presentare un’istanza di rimborso.

Prima di restituire la somma, il Comune verifica normalmente se il contribuente abbia altri debiti tributari da compensare.

La richiesta può riguardare, per esempio:

  • doppio pagamento dello stesso avviso;
  • versamento superiore all’importo dovuto;
  • pagamento relativo a un immobile già lasciato;
  • superficie o numero di occupanti corretti successivamente;
  • agevolazione riconosciuta dopo il pagamento.

Allega:

  • ricevute dei pagamenti;
  • avvisi interessati;
  • documento d’identità;
  • codice IBAN;
  • documentazione che dimostri il diritto al rimborso.

Richiesta di rimborso TARI

Si può rateizzare la TARI?

La normale TARI dell’anno in corso viene già suddivisa tra acconto e saldo. Non è prevista una ulteriore rateizzazione ordinaria dei due avvisi annuali.

È invece possibile chiedere la rateizzazione di somme contenute in determinati atti regolarmente notificati, nel rispetto delle condizioni stabilite dal Comune.

La rateizzazione non è normalmente ammessa:

  • per l’acconto e il saldo dell’annualità corrente;
  • per semplici avvisi bonari non notificati;
  • quando l’importo o l’atto non rientrano nei requisiti previsti.

Prima di presentare la richiesta individua esattamente il tipo di documento ricevuto: avviso ordinario, sollecito, accertamento o ingiunzione richiedono procedure differenti.

TARI per uffici, negozi e attività

Le utenze non domestiche seguono tariffe e categorie diverse da quelle delle abitazioni.

La dichiarazione deve specificare:

  • attività effettivamente esercitata;
  • superficie dei locali;
  • aree utilizzate per usi differenti;
  • dati catastali;
  • data di inizio dell’attività;
  • eventuali superfici in cui si producono rifiuti speciali;
  • eventuali requisiti per riduzioni.

Anche per le attività la nuova occupazione deve essere dichiarata entro 90 giorni e la cessazione entro il bimestre in cui termina l’utilizzo.

Le persone giuridiche possono accedere ai servizi attraverso le modalità aziendali predisposte dal Comune, compreso l’ID Azienda quando richiesto.

Poiché la classificazione dell’attività incide direttamente sulla tariffa, negozi, laboratori, studi e depositi non dovrebbero utilizzare la modulistica delle utenze domestiche.

Contatti e assistenza TARI Milano

Fascicolo del Cittadino

Permette di consultare immobili dichiarati, avvisi, pagamenti e alcune richieste di rimborso.

Fascicolo del Cittadino

Contact center

Per informazioni sui servizi comunali è disponibile il numero 020202.

Consulta anche la guida di MilanoFree al contact center 020202.

E-mail e PEC

  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nell’oggetto indica sempre:

  • tipo di pratica;
  • anno del tributo;
  • codice fiscale dell’intestatario;
  • indirizzo dell’immobile.

Non inviare più volte la stessa richiesta tramite canali differenti: i duplicati possono rendere più difficile la ricostruzione della pratica.

Invio postale

Servizio Tassa Rifiuti
via Silvio Pellico 16
20121 Milano

Protocollo Generale

La documentazione può essere consegnata al Protocollo Generale del Comune. L’ufficio protocolla gli atti, ma non fornisce necessariamente consulenza tributaria sul loro contenuto.

Domande frequenti

Il cambio di residenza attiva automaticamente la TARI?

No. Il cambio di residenza e la dichiarazione TARI sono due procedure distinte. La nuova occupazione deve essere dichiarata al Comune entro 90 giorni dall’inizio dell’utilizzo dell’immobile.

Chi deve pagare la TARI in una casa in affitto?

Per una locazione di durata superiore a sei mesi, la TARI è normalmente dovuta dall’inquilino che occupa l’abitazione. Per utilizzi fino a sei mesi resta generalmente a carico del proprietario.

Quando scade la TARI Milano 2026?

L’acconto aveva scadenza il 10 luglio 2026. Il saldo verrà richiesto a dicembre 2026, nella data indicata nell’avviso di pagamento inviato dal Comune tra fine ottobre e novembre.

Come si paga la TARI a Milano?

La tassa si paga tramite l’avviso PagoPA, dal Fascicolo del Cittadino oppure attraverso banche, poste, tabaccherie, home banking e altri canali indicati sul documento. È possibile anche richiedere l’addebito automatico sul conto corrente.

Posso pagare la TARI 2026 in un’unica soluzione?

Sì. È possibile pagare acconto e saldo separatamente oppure versare l’intero importo annuale con il saldo di dicembre, che comprenderà il conguaglio basato sulle tariffe 2026.

Cosa devo fare se non ricevo l’avviso?

Bisogna controllare il Fascicolo del Cittadino, verificare che l’immobile sia stato dichiarato e chiedere assistenza al Comune. La mancata ricezione dell’avviso non annulla automaticamente l’obbligo di pagamento.

Quando devo comunicare la cessazione?

La cessazione deve essere dichiarata entro il bimestre in cui termina effettivamente l’utilizzo dell’immobile. Il solo cambio di residenza non chiude la posizione TARI.

Una casa vuota paga la TARI?

Una casa semplicemente non abitata può continuare a essere tassata. L’esenzione può essere richiesta quando l’immobile non è occupato, è privo di arredi e ha scollegate le utenze di acqua, gas, luce e telefono.

Come funziona il bonus sociale TARI?

Il bonus consiste in uno sconto del 25%. Per il 2026 è riconosciuto automaticamente ai nuclei con ISEE fino a 9.796 euro, oppure fino a 20.000 euro in presenza di almeno quattro figli a carico, dopo la presentazione della DSU all’INPS.

Quali sconti TARI sono previsti a Milano?

Oltre al bonus sociale, sono previsti il 25% della parte variabile per i nuclei di almeno quattro componenti in alloggi fino a 120 mq, il 25% per gli under 30 in alloggi fino a 100 mq e il 10% (massimo 15 euro) per le famiglie di due o tre componenti con minori in alloggi fino a 80 mq.

Devo comunicare la variazione del numero dei residenti?

Le variazioni dei residenti vengono normalmente rilevate d’ufficio attraverso l’Anagrafe. Devono invece essere comunicate le variazioni relative a occupanti che vivono nella casa senza esservi residenti.

Box e cantina devono essere dichiarati?

Sì. Box, cantine, solai e altre unità devono essere indicati nella dichiarazione con i relativi dati catastali, specificando se sono pertinenze dell’abitazione.

Cosa succede se pago in ritardo?

Se l’avviso PagoPA è ancora utilizzabile bisogna pagarlo immediatamente. Quando non è più pagabile, si può regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso, prima della notifica di un accertamento.

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