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Testimonianze sull'uso di droghe: perché ho iniziato

Purtroppo il triste fenomeno dell'uso di droghe è più che mai in auge, troppi sono coloro che si lasciano affascinare e catturare da queste. Nella mia più che decennale esperienza come educatore in una Comunità per il recupero dei tossicodipendenti vi garantisco che ho sentito storie di ogni tipo, "confessioni" che vi voglio riportare, almeno in parte, con lo scopo di far riflettere.

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Droga: perché hai iniziato?

Ecco allora alcune testimonianze:

  • Avevo la voglia della trasgressione. (una "voglia" che ad una certa età capita, tuttavia alla base vi è una incapacità, immaturità, di saperle gestire e direzionarle).
  • Avevo troppa voglia di sballare, nonostante avessi un lavoro e non mi mancavano i divertimenti. ( c'è alla base una ricerca di un "divertimento" ad ogni costo, anche se questo comporta dei gravi rischi. Sballare è non essere più se stessi, perdere la dignità di uomo/donna. Tra l'altro bisognerebbe stare più accorti con il linguaggio, ad esempio pubblicitario e non solo, prima di usare questo termine.)
  • Ero io che volevo quel tipo di vita, le amicizie centrano poco o nulla. (è vero, spesso, soprattutto i genitori dicono: se non trovava quegli amici mio figlio/a non si sarebbe mai drogato! Dipende sempre da se, la scelta è sempre personale, scaricare su altri le proprie responsabilità non aiuta a crescere uomini/donne responsabili e maturi. D'altro canto se si cerca quel tipo di vita, la compagnia la si va cercare.)
  • Per un periodo ho usato soltanto fumo e acidi, poi mi sono lasciato convincere a provare col buco, pensando che l'avrei gestita. ("pensando che l'avrei gestita", madornale errore quello di sentirsi onnipotenti sottovalutando l'altra forza... e che forza!)
  • Prima di iniziare con un semplice spinello, ero indeciso, poi ho sentito che era niente male. (certo che non è male, ma la domanda da porsi è: quello che voglio assumere è per il mio vero bene?)
  • La droga è stato il massimo sino a quando non mi ha creato il bisogno di lei. (conclusione drammatica e spesso tragica, infatti, il prezzo da pagare è la schiavitù totale.)
  • Lo facevano tutti i miei amici e piuttosto di perdere la compagnia mi sono unito anch'io a loro. (ci sarebbe da capire bene cos'è l'amicizia, quella vera intendo, inoltre, meglio perdere certe "amicizie" che perdere se stessi; ma questo lo posso fare se amo me stesso, altrimenti vince la mia debolezza.)
  • Sono sempre stato un insicuro, indeciso, bisognoso di fare quello che facevano gli altri. (vivere da pecora seguendo il gregge anziché imparare a divenire protagonisti della propria vita. (Questa modalità di seguire il gregge non è solo nei riguardi delle droghe, ma anche in altri campi, ad esempio nella moda, nel ricorrere a tatuaggi, e via dicendo. C'è un grande bisogno di educare alla vita bella e piena di sani valori.)
  • Sentivo l'attrattiva per una vita pienamente libera, fare tutto quello che volevo senza regole e regolette. (ecco una falsa idea di libertà, ossia fare tutto ciò che ho voglia di fare, senza nessuno che mi mette regole o mi dica quel che devo fare e come. C'è anche qui un grande bisogno di una vera educazione alla libertà, dando a questa il suo giusto significato. Vivere senza regole? Un' illusione!)
  • Ero affascinato da chi viveva la bella vita senza fatica. ( questo fascino annebbia la ragione e illude. Senza fatica? Imparerai a tue spese a quale prezzo!)
  • Ho saputo che la droga faceva star bene e che vendendola potevo avere soldi in quantità e spenderli come più mi piaceva. (la droga è un'amante esigentissima che ti vuole strisciante ai suoi piedi. Avere tanti soldi che sono frutto di sofferenze, violenze, umiliazioni, che puzzano di morte giova davvero?)

Possiamo affermare che la droga è la gioia degli scontenti di vivere. Chi si ama non si droga, questa è una certezza assoluta.

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