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Vent’anni dal G8 di Genova: Intervista al Dottor Vittorio Agnoletto

vittorio agnoletto ridotta per doc ufficiali

Sono passati venti anni, 19 luglio 2001, quando migliaia di persone si riunirono a Genova, per protestare contro il summit del G8,  tenuto dagli  otto governi nazionali più ricchi.

Tre  giorni, dal 19al 21 luglio ,  protesta  pacifica contro  la globalizzazione economica, imposta dalle decisioni delle potenze economiche.

Un importante schieramento di forze dell’ordine si occupò di controllare, l’andamento dei cortei.

   Tutto doveva svolgersi nel modo più pacifico possibile, fino a quando una piccolissima frangia estremista di black block, diedero vita ad una serie di raid violenti.

Furono colpite vetrine di banche e negozi di lusso, oltre a mezzi delle forze dell’ordine.

Il 20 luglio la manifestazione si concluse con la morte di Carlo Giuliani, in piazza Alimonda, ucciso da un colpo di pistola di un carabiniere, mentre il ragazzo si trovava davanti a un blindato con un estintore fra le mani.

La sera del 21 Luglio, la polizia, fece interruzione nella scuola Diaz, adibita a dormitorio per i manifestanti.

Questa interruzione, divenne un vero massacro.

Molti manifestanti, furono colpiti e picchiati in maniera violenta dalla polizia, tanto da riportare gravi ferite sul tutto il corpo.

Questo evento fu cosi, drammatico, da essere chiamato la macelleria messicana.

Secondo tante testimonianze, le violenze, continuarono, nella caserma Bolzanetto, dove le persone fermate ed arrestate vennero trattenute.

Oggi, la corte Europea, dopo venti anni, esatti, ha dichiarato inammissibili, i ricorsi di alcuni poliziotti condannati, nel luglio 2012, per l’irruzione alla scuola Diaz.

A vent’anni da questo evento, abbiamo voluto intervistare, il Dottor Vittorio Agnoletto ,ex europarlamentare, docente universitario di globalizzazione e politiche della salute dell’università di Milano, , portavoce del Genova Social Forum,  che ha vissuto in prima persona questo evento.

Professore per quale motivo eravate a Genova?

Eravamo a Genova, perché, per prima cosa, Genova, non è un qualcosa che nasce all’improvviso, ma è un movimento globale, dei forum sociali, manifestatosi prima a  Seattle nel 1999, e inseguito a Porto Allegre, nel Gennaio 2001.

Proprio a Porto Allegre, ci fu la prima edizione del forum mondiale, in cui ci furono tantissime associazioni che parteciparono, un movimento che attraversava tutto il mondo, contro i potenti, che decidevano le sorti di tutto il mondo, li ho conosciuto Lula.

Siamo andati a Genova, non perché eravamo no-global, ma perché contestavamo una globalizzazione sui profitti, noi volevamo una globalizzazione sui diritti.

Si trattava di un movimento della storia umana, su cinque continenti, da Brasile al Canada, un movimento mondiale pacifista, con lo slogan” UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE”.

Il nostro obiettivo era quello di contestare il ruolo di alcune istituzioni non elette, che decidevano la sorte del mondo e dell’ umanità, come la banca mondiale, il fondo monetario internazionale  e l’organizzazione mondiale del commercio.

Il G8 era il principale regista di queste tre istituzioni, con i capi politici dei paesi più potenti, si arrogavano il diritto di decidere su tutto il mondo.

Contestavamo che il 20% della popolazione possedesse l’80% della ricchezza nel mondo, ci opponevamo al tentativo di privatizzazione dell’acqua, il primo bene primario per la vita di ogni essere vivente.

Tutto quello che avevate annunciato, esempio il cambiamento climatico, l’insorgenza di nuove pandemie poi si è verificato, vero?

Assolutamente si.

Noi avevamo sottolineato, che se il mondo fosse andato avanti in questo modo, sarebbe stato molto probabile il rischio di un disastro ambientale.

Sto riferendomi a quello che è successo in Germania con le forti inondazioni, i cinquanta gradi che si sono verificati in Canada, gli Tsunami che si sono verificati nel passato e soprattutto dell’attuale pandemia che stiamo affrontando ancora oggi.

Tutto dovuto ad un modello di sviluppo energivoro, che sfrutta ogni centimetro quadrato del pianeta, producendo grandi cambiamenti climatici.

A tutto questo si associano, la deforestazione e gli allevamenti intensivi degli animali, che distruggono le barriere tra le specie e favoriscono il passaggio dei virus dal mondo animale e all’uomo.

Nell’apertura del forum sul G8, l’attivista ed economista Susan George, aveva affermato che se fossimo andati avanti in questo modo, attraverso un dominio della finanza speculativa sull’economia, saremmo andati incontro ad un vero disastro.

Venti anni dopo, tutto questo è accaduto, oggi Credit Suisse, ha pubblicato che il 12% della popolazione possiede l’85% della ricchezza, il 55% della popolazione possiede il 1,3%, tutto questo dimostra quanto sia aumentato il numero di poveri nel mondo e anche la pandemia non è altro che il dominio della finanza che ha distrutto e continuerà a distruggere gli esseri umani, fino a quando non ci sarà un vero intervento esaustivo e perentorio da parte dell’uomo.

La pandemia è anche una conseguenza di questo mondo globale e frenetico, che punta di più sulla finanza  e meno sulla vita umana.

Al G8 di Genova tra i tanti temi trattati c’era anche questo?

Oggi il destino di milioni di persone è nelle mani delle aziende farmaceutiche, che producono i vaccini e possiedono i brevetti, e nonostante una  grande e seria  emergenza sanitaria, questi brevetti, non sono ancora stati liberalizzati, dando l’opportunità a tutti il mondo di vaccinarsi.

Oggi, vent’anni dal G8 di Genova, sono ancora qui a battermi per la liberalizzazione dei brevetti, contro le aziende farmaceutiche e l’organizzazione mondiale del commercio.

Venti anni fa ero a Genova, anche come presidente della lega italiana per la lotta contro l’AIDS, mi battevo per liberalizzare i brevetti dei  farmaci contro l’AIDS , mi sono schierato al fianco di Nelson Mandela, il quale riteneva necessario farlo  per la cura dei  numerosi malati di AIDS, presenti  in quel momento  il suo paese.

Una protesta che doveva che doveva essere pacifica, poi tramutata in una manifestazione , dove ci sono stati tanti feriti  e la morte di Carlo Giuliani.

Perché è successo tutto questo e cosa ne pensa del fatto che oggi la Corte Europea di Strasburgo ha rigettato i ricorsi fatti dai poliziotti condannati?

A Genova, prima della manifestazione, si era creato un forum di sette giorni, dove si affrontavano vari temi.

Si trattava di un social forum, con 1300 associazioni da tutto il mondo, 930, erano italiane, e spaziavano dai centri sociali, ai missionari, ai sindacati.

Si era creata una grande   unità e una grande forza.

Tutto questo faceva paura, anche perché non si era creata solo in quel momento, anzi era in tutto il mondo, che queste associazioni si univano, cosi era accaduto anche a Porto Allegre, dove tutto l’associazionismo, dai vescovi cattolici, ai sindacati, all’unione dei contadini , credevano nei nostri ideali.

Il potere ha avuto paura di tutto questo e invece di dialogare, ha preferito utilizzare la repressione, sia in piazza con tante aggressioni, sia con l’assalto della scuola Diaz, che per la violenza utilizzata dalle forze dell’ordine è stata soprannominata “macelleria messicana” e con le torture che si sono poi verificate nella caserma di Bolzaneto.

Anche se oggi la Corte di Strasburgo, si è pronunciata contraria al ricorso fatto dagli agenti colpevoli, non c’è una giustizia, ma solo una sentenza, perché nessun agente ha fatto un giorno di prigione.

Anche nel caso della morte di Carlo Giuliani,  giustizia non c’è stata, infatti non si è mai  svolto  un processo.

Al  Genova social forum  non è stato mai  contestato  un atto di violenza .

Dopo vent’anni cosa è cambiato?

Siamo tornati a Genova con l’obiettivo di guardare avanti.

Abbiamo voluto lanciare un altro slogan: “Oggi un altro mondo è urgentemente  necessario”, sia per il pianeta e sia per la popolazione”.

Lo sglogan che stiamo utilizzando è questo:” Voi la malattia, Noi la cura”.

IL 12% ricco della popolazione,  rappresenta la malattia ,  i sette miliardi la cura.

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