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Wilding, una nuova difesa da strada

  • Stefano Todisco

mariofurlanwildingDifendersi in strada non è facile: siamo con Mario Furlan, fondatore dei City Angels ed istruttore di Krav maga. A lui si deve l’ideazione del Wilding, un metodo di difesa da strada basato sull'istinto di sopravvivenza.

D: Ciao Mario, puoi presentarti in breve?

R: Sono un uomo inquieto, sempre alla ricerca. E percorro il difficile ma appassionante cammino del miglioramento personale. Cado, mi rialzo, cado ancora, mi risollevo e così via. E poi sono un appassionato di arti marziali sin dall'infanzia.

D: Sport da combattimento, arti marziali, difesa personale: cosa si avvicina di più alla difesa da strada che tu consigli e perché?

R: Gli sport da combattimento sono bellissimi, ma hanno poco a che fare con la difesa da strada. Perché prevedono regole, mentre la strada non ne ha. Hanno di buono che prevedono il contatto diretto, cosa che raramente avviene nelle arti marziali. Le quali sono educative e affascinanti, ma spesso vincolate da tradizioni secolari. Che spesso non c'entrano con la realtà di oggi. Per questo ho creato il Wilding: perché sentivo la mancanza di un'autodifesa non fondata su tecniche complicate, bensì semplice, veloce e, soprattutto, basata sull'istinto innato in ciascuno di noi.

D: Parlaci un po’ del Wilding: come si “struttura” l’insegnamento e a chi in particolare senti di consigliarlo?

R: Il Wilding - dall'inglese wild, selvaggio - è l'autodifesa istintiva. Quando sei sotto attacco, e sei in preda al panico, la mente razionale va in tilt. E' la mente istintiva che ti salva. Per questo sono convinto che l'unica autodifesa davvero efficace debba essere semplice, intuitiva e istintiva. Il Wilding serve a tutti, soprattutto a chi non ha la possibilità di seguire un corso di autodifesa che duri anni, due volte la settimana. Basta una sola lezione di Wilding per cominciare a imparare a difendersi. Perché il Wilding non si basa su tecniche complicate, che necessitano di molto tempo per essere interiorizzate, ma sul risvegliare il proprio istinto naturale.

D: Non è facile gestire (sia emotivamente sia fisicamente) una situazione critica come un attacco da arma bianca o uno da parte di più aggressori. Come si può conciliare l’emotività con la reazione fisica?

R: La paura può essere nemica, oppure amica. La paura deriva dall'adrenalina, la quale può darci un supplemento di energia. Per fuggire. Oppure per combattere. L'importante è non restare fermi, immobili quando sentiamo l'adrenalina nel sangue; se questo avviene, l'adrenalina ci paralizza. Se invece incanaliamo l'adrenalina in un'azione fisica - scappare, quando è possibile, oppure lottare, o anche gridare - la paura diventa una risorsa in più.

D: Quali sono i costi, i tempi da investire ed i luoghi dove praticare questo nuovo insegnamento?

R: In tutta Italia stanno nascendo luoghi dove praticare il Wilding. Al contrario dei classici corsi di autodifesa, non serve frequentare tutte le settimane. Basta una lezione al mese, o anche ogni due mesi. Per rinfrescare la propria parte istintiva. Ogni lezione dura circa tre ore. L'investimento è molto accessibile: intorno ai 30 euro per lezione.

D: Puoi lasciarci dei recapiti per tutti coloro che fossero interessati al Wilding?

R: C'è il sito: wildingdefense.com e c'è la mia pagina Facebook, attraverso la quale resto in contatto con gli amici di tutta Italia.

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