Canzoni sul vino e detti divertenti dall’Italia
La vendemmia è stata effettuata e ora non rimane che attendere che, nei tini e nelle botti, il succo d’uva si tramuti in una buona bottiglia di vino. Nell’attesa ho pensato di cercare delle canzoni, un po’ ironiche, e dei detti regionali che attengono a questa antichissima e saporita bevanda; per cui eccone alcune, che possono tenere compagnia tra un bicchiere e l’altro (senza esagerare però, mi raccomando!).
Per ragioni di spazio mi limito a citare solo alcune strofe delle canzoni scelte.
Canzoni ironiche sul vino
La prima che vado a citare si intitola “Il vino” ed è cantata da Piero Ciampi, un cantante livornese che si è esibito anche all’estero e conosciuto in Italia per l’album Piero l’italiano. Ecco alcune strofe del testo:
Il vino
Com’è bello il vino
rosso rosso rosso
bianco è il mattino
sono dentro un fosso.
Ma com’è bello il vino
bianco bianco bianco
rosso è il mattino
sento male a un fianco.
Parole ruvide, dove il vino diviene un compagno di vita… con toni piuttosto sarcastici.
Anche Enzo Jannacci si è esibito con una canzone dal titolo “Vino rosso”:
Vino rosso
Mario, io ti vedo alle sei di mattina girare,
te e la tua bicicletta
Mario, due speranze nel cuore, un po’ di giardino
un sogno la tua casetta
alla sera ti fermi nel bar qui vicino giusto per bere un bicchiere
e nel bianco degli occhi nel rosso del vino
muoiono le sere.
Mario, la domenica arriva sempre in ritardo
pallida e senza fiato
con te spaesato che inciampi negli anni
e affoghi in un fiasco di vino
chi lo sa forse è giusto, forse è sbagliato
forse sarà destino.
Racconta situazioni quotidiane con un po’ di malinconia e umorismo, che lasciano però sentire la solitudine nell’animo del protagonista.
Con la prossima citazione entro nel testo di una canzone popolare romana e molto conosciuta, dal titolo: “La società dei magnaccioni”.
La società dei magnaccioni
Ma che ce frega, ma che ce ’nporta
se l’oste ar vino ci ha messo l’acqua,
e noi je dimo, e noi je famo,
ci hai messo l’acqua e nun te pagamo, ma però:
noi semo quelli che j’arrisponnemo ’n coro,
è mejo er vino de li Castelli,
e de ’sta zozza società.
Portece ’naltro litro, che noi se lo bevemo,
e poi jarrisponnemo: Embé, embé? Che c’è?
E quando er vino – embé – ciarriva ar gozzo –
embé – ar gargarozzo – embé – ce fa ’n ficozzo –
embé – pe’ falla corta, pe’ falla breve,
mio caro oste portace da beve, da beve, da beve, olè!
Canzone chiaramente ironica, questo brano popolare ironizza su chi vive di osterie e di bicchieri pieni.
Detti sul vino in italiano
Passo adesso a citare alcuni detti, prima in lingua italiana, spiritosi, per poi passare a citarne alcuni nei vari dialetti regionali.
- Quando il vino entra, la verità esce.
- Il vino fa buon sangue, e cattive compagnie.
- Il vino buono si riconosce dal primo sorso, l’ubriaco dal primo passo.
- Io non ho un problema con il vino. È il vino che continua a cercarmi.
- Il vino invecchia, io pure: siamo una coppia perfetta.
Detti regionali sul vino
Ecco adesso alcuni detti regionali:
Piemonte
– Al vin bun a-i è nen bisugn ’d bùrsòn. (Il vino buono non ha bisogno di pubblicità).
Lombardia
– El vin l’è ’l lat de la vecia. (Il vino è il latte della vecchiaia).
Veneto
– Vin bon e oste onest, no i se trova de ogni festa. (Vino buono e oste onesto non si trovano in ogni festa).
Trentino-Alto Adige
– A bon vin no serve corona. (Un buon vino non ha bisogno di ornamenti).
Friuli Venezia Giulia
– Cul vin si inganna il destin. (Si inganna il destino? Una illusione).
Toscana
– Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere. (Detto tipico toscano, ma sarà proprio così?).
Umbria
– Né vino senza feccia né om senza pecca. (Quando i difetti non mancano).
Lazio
– Er vino bono nun vole fronne. (Simile al piemontese).
Campania
– ’O viecchio vino fa’ ’e meglie amice. (Il vino vecchio fa le migliori amicizie).
Basilicata
– Vino e pane fanno l’uomo sano. (Più chiaro di così!).
Puglia
– Quande ’u vine è bone, ’u barile se sape. (Quando il vino è buono, il barile si conosce).
Sardegna
– Binu mannu, vida manna. (Molto vino, lunga vita).
Qui termino questa scorreria. Che dite, ci facciamo un buon bicchiere di vino?
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