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Conosciamo i prodotti culinari lombardi: il Melone Mantovano IGP

melone pixabaySiamo entrati nel mese di giugno e tra non molti giorni inizia la stagione estiva, e con essa la voglia di mangiare cibi freschi. Un alimento che la stagione estiva offre è il Melone, e proprio di questo vi voglio parlare, ma non di uno qualsiasi, ma del Melone Mantovano IGP.

La coltivazione del Melone Mantovano è molto antica, infatti, abbiamo documenti che risalgono alla fine del Quattrocento, oltre che alcuni scritti presenti nell'archivio storico dei Gonzaga di Mantova. In questi testi si riportano notizie dettagliate degli "appezzamenti destinati ai meloni provenienti da queste terre". Altra documentazione l'abbiamo da reperti architettonici e iconografici, noto è la presenza di un oratorio, sito in via Cavour a Mantova, dedicato a "Santa Maria del melone". Osservando la volta della Sala Consigliare del Consorzio dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto, si possono osservare, nel dipinto dell'artista Angelo Lamma, alcuni meloni. Ovviamente non va tralasciato il plauso agli agricoltori mantovani che hanno saputo, e ancora sanno, coltivare al meglio questo saporito frutto.

L'Indicazione Geografica Protetta "Melone Mantovano" identifica i meloni allo stato fresco prodotti nella zona delimitata dal disciplinare di produzione. Le aree di produzione sono: nella provincia di Mantova, di Cremona, di Bologna, di Ferrara, di Modena.

Due sono le tipologie dei frutti:

  • Tipologia liscia. La forma è sferica o sub-sferica; il colore della buccia è crema-paglierino; il colore della polpa giallo-arancio.
  • Tipologia retata. La forma è ovale o tonda; il colore della buccia è crema – paglierino o verde, con o senza incisione nella fetta; il colore della polpa è arancio – salmone.

Ciò che distingue questo melone IGP sono la dolcezza e la succosità; l'odore di fungo e di polpa di anguria; l'aroma di zucchino e di tiglio. Per l'IGP mantovano le pezzature minime sono di 800 grammi e 10 cm di diametro.

Questo il metodo di coltivazione:

  • in coltura forzata o semiforzata.
  • con semina diretta.
  • con il trapianto, eseguito da metà febbraio a luglio.
  • allevamento in forma orizzontale in pieno campo.
  • concimazione organica e/o minerale.
  • l'irrigazione può essere a goccia, a macchinetta, per aspersione o infiltrazione.
  • la maturazione deve avvenire naturalmente, senza forzature o con ricorso a prodotti chimici.
  • la raccolta viene effettuata anche giornalmente per tutti e due le tipologie.

Vi è, previsto dal disciplinare, una produzione massima consentita che non deve superare le 30 t/ha per la tipologia liscia, mentre per quella retata è prevista un 38 t/ha. Inoltre devono essere sottoposti entro 24 ore dalla raccolta alle operazioni di cernita e bollinatura.

Proprio per far conoscere e apprezzare il Melone Mantovano si svolgono diverse manifestazioni che vedono protagonista il frutto; ne cito alcune:

  • fiere e sagre del Melone tipico Mantovano, nei comuni di Viadana, Gazoldo, Goito, in città a Mantova, e altri ancora.
  • Melonaria, fiera dedicata alla conoscenza del melone.

Prima di terminare non posso tralasciare alcuni suggerimenti per gustare al meglio questo frutto. Ecco alcune proposte oltre al classico melone e prosciutto.

- cialde di grana con melone e bresaola, come antipasto.

- melone alle spezie, sempre come antipasto.

- riso in coppa di melone, come primo piatto.

- passata di melone, sempre come primo piatto.

- straccetti di pollo al basilico con melone, come secondo.

- polpo al melone con gamberetti, sempre come secondo.

- spiedini di melone al gorgonzola,anche questo come secondo.

- sorbetto di melone allo zenzero, come dolce/dessert.

- semifreddo al melone e amaretto, sempre come dolce o dessert.

- macedonia di melone, fresca e dissetante.

Non vi nascondo che dopo questa carellata mi è venuta la voglia di mangiare, a pranzo, delle belle fette fresche di melone.

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