Conosciamo meglio il vino

uva vinoL’uva è pronta, arriva la vendemmia, nuovo vino riempirà tini, botti e bottiglie.

Che cosa è il vino, penso tutti si sappia, è il prodotto liquido della fermentazione alcolica, parziale o totale, del mosto o dell’uva ammostata.

Questo breve articolo vuole essere una piccola guida per conoscere meglio questa bevanda, decantata da artisti e poeti e dall'antica Scuola Salernitana che, nel trattato “Regimen Sanitatis Salerni”, così recitava:
Fan palese il vin sapore,
limpidezza, odor, colore,
se il buon vin conoscer brami,
cinque cose ei ti richiami:
sia formoso, sia fragrante,
forte sia, fresco e frizzante.
Dunque anche il vino ha un suo linguaggio, vediamo allora di conoscerlo meglio. Per prima cosa vediamo che il vino si differenzia in quattro categorie che, se pur generiche, è bene tenere presenti.
- Vini da pasto. Possono essere bianchi, rossi o rosati, e vanno adattati secondo le portate.
- Vini da pesce o da antipasto. Normalmente vini bianchi, o anche rosati ma di ottima qualità. I colori sono così suddivisi: bianco carta (pallido), bianco paglierino, bianco verdolino, giallo ambrato, giallo dorato, giallo paglierino con sfumature oro o con sfumature verdognole.
- Vini d’arrosto. Dotati di particolare profumo e sapore, questi i suoi colori: cerasuolo, ossia ciliegia, chiaretto, rosato, rosso cupo, rosso fuoco, rosso granato, rosso marrone, rosso mattone, rosso rubino, rosso violaceo.
- Vini da dessert. Sono tutti gli spumanti, i vini liquorosi, quelli molto invecchiati, amabili e dolci, freschi o frizzanti.

Ecco adesso, il linguaggio del vino.
- Abboccato. È un vino che presenta una punta dolciastra.
- Allappante. Si dice di un vino che lascia in bocca una sensazione asprigna, proprio come gustare un frutto acerbo.
- Amabile. Prevalenza di gusto dolce ma non liquoroso.
- Amaro. Gusto poco gradevole di amaro per un eccesso di tannino.
- Amarognolo. Retrogusto gradevolmente amarognolo.
- Ammandorlato. Che ricorda il profumo della mandorla.
- Ampio. Vino dai componenti ben equilibrati.
- Armonico. Profumo e sapore sapientemente armonizzati.
- Aromatico. Vino proveniente da uve molto profumate.
- Asciutto. Contenente minime tracce di zucchero.
- Aspro. Sensazione di acerbità marcata.
- Astringente. Effetto sgradevole per il troppo tannino presente.
- Austero. Gusto forte e robusto dei vini rossi.
- Bouquet. Indica il profumo e l’aroma del vino.
- Cadente. Quando il vino non suscita particolari sensazioni.
- Caldo. Vino con alto contenuto di alcol e glicerina.
- Corposo. Vino dal buon tenore alcolico.
- Crudo. Dicesi di vino troppo giovane.
- Delicato. Vino che soddisfa il palato.
- Dolce. Vino con residuo zuccherino elevato.
- Duro. Vino privo di morbidezza.
- Equilibrato. I componenti sono ben amalgamati.
- Erbaceo. Vino che presenta un gusto d’erba, può essere difetto ma anche pregio.
- Etereo. Profumo emanato dal vino originato dall’invecchiamento.
- Fine. Vino raffinato ed elegante.
- Fragrante. Vini giovani e fruttati o aromatici.
- Fresco. Vino che presenta una giusta acidità.
- Frizzante. Vino che presenta un’abbondante schiuma.
- Fruttato. Vino dal sapore di frutta. Caratteristica dei vini bianchi.
- Goudron. Significa catrame, e rappresenta quel vino con un leggero sapore di liquerizia.
- Gradevole. Gusto pulito pur senza esaltare.
- Grasso. È quel vino che, ruotato nel bicchiere, lascia sulla parete una traccia oleosa dovuta all’abbondanza di glicerina.
- Intenso. Profumo che indica l’intensità dell’aroma.
- Leggero. Vino poco alcolico, pallido e debole di struttura.
- Maderizzato. Vino ossidato.
- Magro. Vino scarsamente alcolico e privo di corpo può tuttavia essere un buon vino.
- Morbido. Vino piacevole e delicato al palato.
- Nerbo. Qualità dei vini di pregio.
- Nervoso. Vino deciso, aggressivo.
- Opaco. Mancanza di limpidezza.
- Ossidato. Vino alterato e perciò imbevibile.
- Ossigenazione. Contatto del vino con l’aria tipico dei vini di pregio, che vanno stappati alcuni ore prima di servire.
- Passito. Vini dolci e da dessert.
- Pastoso. Gusto dolciastro che sovrasta.
- Perlage. Indicano le bollicine.
- Persistente. Persistente sensazione olfattiva.
- Piatto. Vino privo di vivacità e di sufficiente acidità.
- Pieno. Dicesi di vino perfetto.
- Retrogusto. Sapore che si prova dopo l’assaggio.
- Rotondo. Vino pieno e morbido nello stesso tempo.
- Ruvido. Eccessiva fermentazione del grappolo.
- Sapido. Vini che si lasciano identificare al momento dell’assaggio in tutti i loro componenti.
- Secco. Vino in cui gli zuccheri sono stati completamente trasformati in alcol.
- Sfuggente. Vino di difficile analisi.
- Spogliato. Vino che per l’età ha perso corpo e colore.
- Sottile. Vino molto secco e armonico.
- Stoffa. L’insieme delle caratteristiche che fanno la personalità di un vino.
- Vellutato. Vino morbido e armonico.
- Verde. Vino di gusto erbaceo, di personalità gradevole e spiccata.
- Vinoso. Vino schietto, sano e genuino.
- Vivace. Vino brioso, leggermente asprigno.

Dopo quanto detto, sento il piacere di andare a bere un buon fresco bicchiere di un gradevole spumantino. Prosit!

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