Funghi in Lombardia: dove raccoglierli, permessi, specie e controllo ATS gratuito

Andare per funghi è un'antica tradizione lombarda che ogni autunno richiama migliaia di appassionati nei boschi della regione. Dalla pianura ai laghi fino alle Prealpi e alle Alpi Orobiche, i microclimi della Lombardia regalano ottime annate quando piogge e temperature tra 15 e 25 °C creano l'umidità ideale. Il periodo più favorevole resta fine estate–autunno (da metà agosto a ottobre/novembre), con uscite anche primaverili per specie precoci.
Qui trovi tutto quello che serve per raccogliere funghi in Lombardia in modo sicuro e legale: le specie più comuni, le norme e i permessi, il controllo gratuito ATS con tutte le sedi, e le precauzioni essenziali per evitare rischi.
Dove raccogliere funghi in Lombardia
La Lombardia offre ambienti molto diversi tra loro, ognuno con le sue specie caratteristiche:
- Prealpi e Alpi Orobiche (Valsassina, Valle Brembana, Valle Camonica, Valtellina): faggete e boschi misti di castagno e faggio sono l'habitat ideale per porcini (Boletus edulis), finferli e trombette dei morti. Le quote tra 600 e 1.200 m sono le più produttive.
- Zona dei laghi (Lario, Sebino, Garda): boschi di castagno e rovere, terreno umido. Buone annate per porcini e chiodini (Armillaria mellea).
- Oltrepò Pavese: colline con boschi misti, terreno calcareo. Ambiente favorevole per porcini, mazze di tamburo (Macrolepiota procera) e ovoli.
- Pianura e fascia collinare: pioppi, querce e robinie lungo i fiumi e nei boschi planiziali. Qui si trovano soprattutto chiodini, prataioli e pioppini.
Attenzione: rispettare sempre proprietà private, aree protette e regolamenti locali. In molte zone montane è richiesto il pagamento di un permesso (vedi sezione norme).
Le specie principali dei boschi lombardi
Ecco i funghi commestibili più cercati e raccolti in Lombardia:
- Porcino (Boletus edulis e gruppo): il re dei funghi lombardi. Cappello carnoso, pori bianchi poi verdognoli, gambo robusto con reticolo. Si trova in faggete e castagneti, da agosto a novembre.
- Finferlo/Galletto (Cantharellus cibarius): giallo dorato, a forma di imbuto, profumo fruttato. Boschi misti, da giugno a novembre.
- Chiodino (Armillaria mellea): cresce in grandi cespi su ceppaie e tronchi. Ottimo trifolato o sott'olio. Unica specie senza limiti di raccolta in Lombardia.
- Mazza di tamburo (Macrolepiota procera): grande e riconoscibile, ottima impanata. Prati e radure, da settembre a novembre.
- Ovolo buono (Amanita caesarea): cappello arancione, lamelle gialle. Molto pregiato, raro. Querceti e castagneti termofili.
- Trombetta dei morti (Craterellus cornucopioides): nera, a forma di tromba. Saporita e profumata, ottima essiccata. Faggete umide, autunno.
Regola d'oro: se non siete certi al 100% della specie, non raccogliete — o se lo fate, portate il raccolto all'Ispettorato Micologico ATS prima di consumarlo. Il controllo è gratuito.
I boleti a pori rossi ("Ferè"): cosa sapere
Nel lessico lombardo "Ferè" indica vari boleti a pori rossi, spesso confusi tra loro. Sono tra i funghi che generano più dubbi e incidenti, perché alcuni sono commestibili solo dopo cottura completa, mentre un loro "cugino" è tossico.

- Suillellus luridus (ex Boletus luridus): pori gialli poi arancio-rossi, carne che vira al blu. Commestibile solo ben cotto. Può dare disturbi se crudo o insufficientemente cotto. Sono riportate reazioni tipo "coprinica" con alcol.
- Neoboletus luridiformis (ex Boletus erythropus): cappello bruno scuro, punteggiature rosse sul gambo. Commestibile da ben cotto, altrimenti provoca disturbi gastro-enterici.
- Suillellus queletii: molto simile ai precedenti. Determinazione non banale → portare sempre al controllo micologico.
Non confondere con il velenoso Rubroboletus satanas (ex Boletus satanas): cappello chiaro, pori rossi e odore sgradevole. È il parente pericoloso dei "Ferè".
Colori e "viraggio al blu": sfatiamo i miti
Uno dei falsi miti più diffusi: il colore non indica la commestibilità. Esistono funghi commestibili molto colorati e specie poco appariscenti ma pericolose. Anche il viraggio al blu della carne al taglio — reazione ossidativa tipica di vari boleti — non indica di per sé tossicità. La commestibilità dipende dalla specie esatta e dallo stato dell'esemplare.
Allo stesso modo, non sono attendibili i vecchi "test" casalinghi (aglio che annerisce, cucchiaio d'argento, ecc.): nessuno di questi metodi ha basi scientifiche. L'unico modo sicuro per verificare la commestibilità è il riconoscimento della specie da parte di un esperto o dell'Ispettorato Micologico.
Norme, permessi e limiti di raccolta in Lombardia
La raccolta funghi in Lombardia è regolata dalla Legge Regionale 31/2008 (Testo Unico Agricoltura) e dalla legge nazionale 352/1993. Ecco le regole principali:
Permessi e contributi
La raccolta è gratuita su tutto il territorio regionale. Tuttavia, le Comunità Montane e gli Enti gestori dei Parchi possono richiedere il pagamento di un contributo a fini di compensazione ambientale. Le tariffe indicative sono:
- Giornaliero: 5-10 €
- Settimanale: 10-20 €
- Mensile: 20-30 €
- Annuale: 30-60 €
Le tariffe variano da zona a zona. I permessi si acquistano presso gli uffici delle Comunità Montane, i Comuni convenzionati, gli esercizi commerciali autorizzati oppure online (dove disponibile). Informatevi sempre prima di partire contattando la Comunità Montana o il Parco della zona in cui intendete raccogliere.
Limiti e regole di raccolta
- Limite giornaliero: 3 kg a persona (fanno eccezione i chiodini del genere Armillaria, senza limiti)
- Orari: raccolta consentita dall'alba al tramonto. Vietata la raccolta notturna.
- Contenitori: usare solo contenitori rigidi e aerati (cestini di vimini). Vietati i sacchetti di plastica, che accelerano la decomposizione e impediscono la dispersione delle spore.
- Pulizia: i funghi vanno puliti sommariamente sul posto e trasportati interi (non tagliati alla base).
- Divieti: vietato raccogliere in aree protette ove espressamente proibito, su terreni privati senza autorizzazione, e distruggere o danneggiare funghi non raccolti.
Cosa portare: attrezzatura e abbigliamento
Una lista pratica per chi esce a funghi:
- Cestino di vimini (obbligatorio per legge: i sacchetti di plastica sono vietati)
- Coltellino per la pulizia sul campo
- Guanti robusti (utili soprattutto per i ricci delle castagne, ma pratici anche nel sottobosco)
- Scarponcini da trekking con suola antiscivolo — il sottobosco umido è scivoloso
- Abbigliamento a strati: al mattino presto nei boschi fa freddo, poi la temperatura sale
- Giacca impermeabile — il meteo in montagna cambia rapidamente
- Bastoncino da passeggio — utile per il terreno ripido e per spostare le foglie
- Acqua e spuntino
- Telefono carico e mappa dell'area (la copertura in alcune valli è scarsa)
Sicurezza alimentare: cottura, alcol e prudenza
- Mai crudi: diversi boleti e altre specie contengono tossine termolabili che si eliminano solo con una cottura prolungata e a fondo.
- Alcol: con Suillellus luridus (e altri) sono riportate reazioni tipo disulfiram in concomitanza con bevande alcoliche. Prudenza: evitare alcol nel pasto e nelle ore successive quando si consumano boleti a pori rossi.
- Determinazione: i "Ferè" includono specie simili tra loro. Se non siete esperti, non consumate senza l'attestazione di commestibilità dell'Ispettorato Micologico ATS.
- Conservazione: consumare i funghi freschi entro 24-48 ore dalla raccolta, conservandoli in frigorifero in contenitori aperti (non in plastica chiusa).
In caso di sintomi dopo il consumo di funghi (nausea, vomito, dolori addominali, diarrea — anche a distanza di ore): chiamare subito il Centro Antiveleni di Milano al 02 6610 1029 oppure il 112. Portare con sé eventuali avanzi del pasto e residui di pulizia dei funghi.
Dove far controllare i funghi: Ispettorati Micologici ATS Lombardia
Il servizio è gratuito e rilascia la certificazione di commestibilità. Porta sempre l'intero raccolto, pulito ma non lavato, in contenitori rigidi e aerati: mai sacchetti di plastica.
Attenzione a una differenza che conta: ATS Insubria riceve ad accesso libero negli orari indicati, mentre quasi tutte le altre sedi ricevono solo su appuntamento telefonico. Telefona prima di partire.
Sedi e periodi di apertura per la stagione 2026:
ATS Città Metropolitana di Milano — dal 31 agosto al 27 novembre, su appuntamento
Milano, Via Statuto 5 (tel. 02 8578 9764, lun e mar 14.00-15.30) · Garbagnate Milanese, Via per Cesate 62 c/o RSA (tel. 02 8578 5865, lun 14.00-15.30) · Parabiago, Via Spagliardi 19 (tel. 02 8578 4129, lun e gio 14.00-15.30) · Magenta, Via Donatori di Sangue 50 (tel. 02 8578 5865, lun 14.00-15.30) · Vizzolo Predabissi, Via Giovanni Paolo I 8 (tel. 02 8578 8859, lun e gio 14.00-15.30) · Castano Primo, P.zza Mazzini 43 (tel. 02 8578 5865).
ATS Brianza — tutto l'anno, solo su appuntamento
Monza, Via De Amicis 17, 2° piano (tel. 039 2384640 e 039 2384767) · Desio, Via Novara 3 (tel. 0362 304885) · Usmate Velate, Via Roma 85, Palazzina A (tel. 039 6288028 e 039 6288029) · Bellano (LC), Via Papa Giovanni XXIII 15 (tel. 0341 822128) · Oggiono (LC), Via I Maggio 21 (tel. 0341 482850).
ATS Insubria (Como e Varese) — dal 1° agosto al 30 novembre, accesso libero
Como, Via Castelnuovo 1, Palazzina Ponte, 1° piano lato destro: lunedì e giovedì 13.30-15.00 · Varese, Via Ottorino Rossi 9, Padiglione Tanzi, piano terra lato destro: lunedì 11.00-13.00 e giovedì 14.00-15.30. Qui non serve prenotare. Per le urgenze:
ATS Bergamo — dal 17 agosto al 30 novembre
Bergamo, Via Borgo Palazzo 130, Pad. 9 (tel. 035 2270586, lun, mar e gio 14.00-16.00) · Trescore Balneario, Via Ospedale 38 (tel. 035 2270586, lun e mer 14.00-16.00) · Treviglio, Via S. Giovanni Bosco 3 (tel. 035 2270317, su appuntamento).
ATS Brescia — Brescia da luglio a novembre, le altre sedi tutto l'anno su appuntamento
Brescia, Viale Duca degli Abruzzi 15 (tel. 030 3839702 e 030 3838062, lun 9.00-11.00 e gio 14.00-16.00) · Montichiari, Via Falcone 18 (tel. 030 3839851) · Leno, P.zza Donatori di Sangue 1 (tel. 030 3839861) · Rovato, Via Castello 33 (tel. 030 3838966) · Salò, Viale Landi 5 (tel. 030 3839803).
ATS Montagna — dal 3 agosto al 30 ottobre, previo appuntamento
Sondrio, Via Stelvio 25 (tel. 0342 055295) · Chiavenna, P.zza Corbetta 1 (tel. 0343 995507) · Morbegno, Via Martinelli 13 (tel. 0342 055515) · Tirano, Via Cappuccini 4 (tel. 0342 055609) · Bormio, Via Agoi 8 (tel. 0342 055709, lun e gio 14.00-15.30) · Breno (BS), Via Nissolina 2 (tel. 0364 795599) · Dongo (CO), Via Falk 3 (tel. 0344 494507).
Sedi stagionali in Valcamonica e sul Sebino
Montecampione (BS), c/o sede Consorzio Alpiaz: giovedì 14.00-15.00, dal 6 agosto al 10 settembre · Pisogne (BS), Via Valeriana 18/C c/o Auser: venerdì 14.00-16.00, dal 4 settembre al 30 ottobre. Sono aperture brevi e poco conosciute, utili a chi raccoglie in zona.
ATS Pavia — tutto l'anno, solo previo appuntamento
Pavia, Viale Indipendenza 3 (tel. 0382 432418) · Vigevano, c/o Municipio (tel. 0381 299434) · Voghera, Viale Repubblica 88 (tel. 0382 431674).
ATS Val Padana (Cremona e Mantova) — dal 1° ottobre al 30 novembre
Cremona, Via San Sebastiano 14 (tel. 0372 497481, lun 14.30-16.30) · Crema, Via Meneghezzi 14 (tel. 0372 497766, lun 14.30-16.30) · Mantova, Via dei Toscani 1 (tel. 0376 334952, lun 14.30-16.30) · Guidizzolo, Via Fabio Filzi 9 (tel. 0376 334998, lun 14.30-16.30).
Riepilogo ufficiale sedi e orari (tutte le ATS): Regione Lombardia → Controllo commestibilità funghi.
Domande frequenti
Serve un permesso per raccogliere funghi in Lombardia?
La raccolta è gratuita su tutto il territorio regionale, ma nelle aree delle Comunità Montane e dei Parchi può essere richiesto un contributo (da 5 a 60 € a seconda della durata). Il permesso ha validità locale: informatevi presso la Comunità Montana o il Parco della zona prima di partire.
Quanti funghi posso raccogliere al giorno?
Il limite massimo è di 3 kg a persona al giorno. Fanno eccezione i chiodini (genere Armillaria), per i quali non ci sono limiti quantitativi. In alcune aree protette il limite può essere inferiore.
I boleti che diventano blu sono velenosi?
No. Il viraggio al blu è una reazione chimica frequente nei boleti e non determina da sola la tossicità. Conta la specie e una corretta cottura prolungata.
Posso fidarmi dei "Ferè" se somigliano ai porcini?
Molti "Ferè" sono commestibili solo ben cotti, ma esiste anche il Rubroboletus satanas, tossico e dall'aspetto simile. Se non siete esperti, portate sempre il raccolto all'Ispettorato Micologico ATS: il servizio è gratuito.
Posso usare sacchetti di plastica per trasportare i funghi?
No. Per legge i funghi vanno trasportati in contenitori rigidi e aerati (cestini di vimini). I sacchetti di plastica accelerano la decomposizione e impediscono la dispersione delle spore nel bosco.
Il controllo micologico ATS è gratuito?
Sì, è completamente gratuito. Portate l'intero raccolto, pulito ma non lavato, in un contenitore rigido. Quasi tutte le sedi ricevono su appuntamento.
Cosa fare in caso di avvelenamento da funghi?
Chiamare immediatamente il Centro Antiveleni di Milano (02 6610 1029) o il 112. Conservare eventuali avanzi del pasto e residui di pulizia dei funghi: servono ai medici per identificare la specie.
Potrebbe interessarti anche: