La noce moscata tra passione e insidie

La noce moscata tra passione e insidie

nocemoscataL’albero sempreverde “Myristica fragrans” originario dell’Indonesia, produce l’ormai popolare seme conosciuto da tutti con il nome di noce moscata. È stata inserita nel mercato della grande distribuzione come spezia che ben si adatta ad essere sbriciolata in molte pietanze dolci e salate. È interessante l’armonia con cui si lega ad arrosti, salse, ripieni per ravioli, besciamella, purea di patate, ma anche come riesce a sposarsi con la cannella nell’insaporire piatti dolci come budini, torte e creme.
Questo seme profumato però ha alle spalle un’interessante storia di migrazioni e usi differenti. Nel ‘700 veniva commercializzata da audaci mercanti arabi come farmaco, un antisettico adatto a curare più di cento malattie  e l’olio estratto era considerato un utile rimedio per i dolori reumatici. I suoi poteri però non si fermano qui. A partire dalla fine del Sedicesimo secolo la noce moscata e i suoi estratti divennero popolari per il loro utilizzo nella creazione di profumi ed essenze intriganti e seduttive. Potente afrodisiaco e seducente profumo veniva usato e abusato come stimolante erotico ed energizzante, ma è proprio qui che si nasconde l’insidia. Se assunta in grandi quantità, infatti, la noce moscata è un pericolosissimo allucinogeno e narcolettico tanto da essersi guadagnato la nomea di stupefacente dei poveri. La quantità che è stata stimata essere tossica è intorno ai 5 grammi. Non abbiate paura della noce moscata però! Basta considerare che è un seme affascinante, saporito, curativo, esotico e profumato, ma che, come tutte la cose preziose, va usato con parsimonia senza abbandonarsi lascivamente al suo fascino. 

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