Skip to main content

Panettone milanese: storia, cerimonia del Ciocco e ricetta tradizionale

  • Redazione MilanoFree.it
Panettone milanese: dolce tradizionale di Natale con cupola alta e impasto soffice
Il panettone è uno dei simboli più golosi delle tradizioni natalizie milanesi.

Cos’è il panettone (panetùn) e perché è il simbolo di Milano

Il panettone (in dialetto milanese panetùn) è il dolce che a Milano profuma di Natale più di qualunque altra cosa: lo trovi sulle tavole di famiglia, nelle pasticcerie storiche e nelle case dove “una fetta ci sta sempre”.

Curiosità: nelle ricostruzioni storiche e linguistiche, il panettone non nasce subito come lo intendiamo oggi. In alcune descrizioni ottocentesche viene ricordato come un pane grande “da festa”, inciso a croce prima della cottura (gesto di benedizione e buon auspicio). È un dettaglio che torna spesso nelle narrazioni meneghine: un dolce che nasce dal pane, ma lo supera per ricchezza e significato.

La cerimonia del Ciocco: la vigilia di Natale “come una volta”

Una delle tradizioni più affascinanti legate al panettone è la cerimonia del Ciocco, un rito domestico della veglia di Natale che racconta una Milano antica, raccolta attorno al focolare.

La scena è questa: la famiglia si riunisce e il capofamiglia, dopo essersi fatto il segno della croce, sistema nel camino un grande ceppo (spesso di quercia), con sotto una piccola fascina di ginepro e accende il fuoco. Poi versa del vino in un calice, lo asperge sulle fiamme, ne sorseggia per primo e lo passa agli altri, a turno.

In alcune versioni del racconto, il padre getta anche una moneta sul ceppo che divampa e successivamente distribuisce monete ai presenti come segno di buon augurio. Infine entrano in scena tre grandi pani di frumento: con gesto solenne se ne taglia una piccola parte, che viene messa da parte e conservata fino al Natale successivo.

Dal “pane grande” al panettone di oggi

Col tempo, quel “pane da festa” si è trasformato nel panettone moderno: un prodotto soffice, profumato, spesso a lievitazione naturale, cotto nel suo pirottino e arricchito con uvetta e canditi (arancia e cedro nella versione classica).

Oggi, tra panettoni artigianali e industriali, la differenza la fanno soprattutto:

  • profumo (burro e vaniglia “buoni”, non note pungenti o troppo alcoliche),
  • sofficità (impasto che torna su senza sbriciolarsi),
  • alveolatura (regolare e filante, non secca),
  • equilibrio tra dolcezza e ricchezza.

Panettone: ricetta tradizionale (dose per 3 panettoni)

Quella che segue è una ricetta tradizionale “importante”: richiede tempo, pazienza e un po’ di manualità. Se è la tua prima volta, prendila come una prova d’amore (e non arrabbiarti se la lievitazione fa di testa sua).

Ingredienti (dose per tre panettoni)

Farina 1,300 kg; burro 400 g; zucchero 300 g; lievito di pasta da pane 250 g; uvetta sultanina 200 g; arancia candita 50 g; cedro candito 50 g; uova 15; sale q.b.

Procedimento (passo passo)

1) Primo impasto
Avvolgi il lievito in un tovagliolo leggermente infarinato e lascialo riposare per almeno 2 ore in un luogo tiepido, finché raddoppia. Sbriciolalo e scioglilo in poca acqua tiepida.
Metti sul piano 150 g di farina a fontana, versa al centro il lievito sciolto e impasta fino a formare una palla.

2) Prima lievitazione
Spolverizza di farina una terrina, metti l’impasto e lascia lievitare per circa 3 ore in luogo tiepido. (Trucchetto di casa: forno scaldato a 150°, poi spento; appoggia la terrina vicino allo sportello socchiuso).

3) Secondo impasto e seconda lievitazione
Riprendi il panetto, aggiungi circa 130 g di farina e un po’ d’acqua tiepida alla volta, reimpasta fino a ottenere una palla liscia. Fai lievitare altre 2 ore con lo stesso metodo.

4) Preparazioni
Taglia a dadini piccoli cedro e arancia candita. Ammolla l’uvetta in acqua tiepida, poi scolala e asciugala benissimo in un telo pulito.

5) Sciroppo e composto di uova
Metti lo zucchero in casseruola con due dita d’acqua e scaldalo finché si scioglie. Quando è tiepido, aggiungi 3 uova intere e 12 tuorli e scalda a bagnomaria mescolando.
Fai fondere a parte 300 g di burro senza bruciarlo (deve restare profumato, non “nocciola”).

6) Impasto finale
Dopo la seconda lievitazione, metti il panetto sul piano. Versa intorno 1 kg di farina mescolata con 2 cucchiaini rasi di sale. Aggiungi al centro il burro fuso tiepido e incorpora poco alla volta il composto di uova e zucchero. Impasta con forza per circa 20 minuti, battendo l’impasto sul tavolo: deve diventare liscio, elastico e omogeneo.

7) Canditi e uvetta
Unisci canditi e uvetta (ben asciutta) e lavora ancora pochi minuti, finché sono distribuiti in modo uniforme.

8) Formatura e lievitazione finale
Dividi l’impasto in 3 parti uguali, arrotondale e sistemale su carta oleata imburrata e infarinata (o meglio ancora: nei pirottini). Cingi ogni dolce con fascetta di cartone e fai lievitare in luogo caldo per circa 6 ore, o finché raddoppia.

9) Cottura
A lievitazione avvenuta, lascia riposare i panettoni 10 minuti in luogo fresco. Incidi una croce sulla superficie e inforna a 200–220°. Dopo 5 minuti estrai e irrora i tagli con il burro rimasto. Prosegui la cottura per circa 1 ora e 15 minuti, abbassando gradualmente la temperatura se la superficie scurisce troppo.

Consigli pratici (lievitazioni, cottura, raffreddamento)

  • Temperatura costante: la lievitazione ama il tiepido stabile, non gli sbalzi.
  • Uvetta asciutta: se entra bagnata, “rompe” l’impasto e crea zone umide.
  • Controllo cottura: prova stecchino al centro (deve uscire asciutto).
  • Raffreddamento: se puoi, raffredda il panettone in modo che non collassi (molti lo fanno capovolto con spiedi; se non hai l’attrezzatura, lascialo comunque su una gratella e non tagliarlo caldo).
  • Taglio e servizio: aspetta almeno 8–12 ore prima di affettare: profumo e consistenza migliorano.

FAQ

È normale che il panettone sia “difficile” in casa?

Sì: tempi lunghi, impasto ricco e lievitazioni delicate. Per questo vale la regola: temperatura tiepida, pazienza e impasto lavorato bene.

Posso sostituire canditi e uvetta?

Certo: puoi usare gocce di cioccolato o solo uvetta. Tieni però l’impasto asciutto e non esagerare con ingredienti troppo umidi.

Come lo conservo?

In un sacchetto alimentare ben chiuso, a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore. Se è artigianale e senza conservanti, consumalo in pochi giorni.

Potrebbe interessarti anche

  • Ultimo aggiornamento il .