Riso in Lombardia: storia, varietà italiane, classificazione e guida alla scelta

L'Italia produce circa il 50% del riso consumato in Europa, e la Lombardia — con la Lomellina e la bassa provincia di Milano — è da secoli uno dei cuori pulsanti della risicoltura nazionale. Dai documenti storici del 1336 al risotto alla milanese che conosciamo oggi, il riso è parte integrante dell'identità gastronomica lombarda. In questa guida trovi la storia del riso in Lombardia, la classificazione ufficiale, le principali varietà italiane con i loro usi in cucina, e i derivati meno conosciuti.
Il riso in Lombardia: una storia che parte dal 1336
I documenti che attestano la presenza del riso in Italia risalgono al 1475, con riferimento a tre regioni: Piemonte, Lombardia e Veneto. Ma in Lombardia la sua presenza è documentata ancora prima: il Tribunale di Provvisione di Milano lo cita già nel 1336, anche se all'epoca era considerato una spezia e veniva chiamato "nostrale".
Il successo nella cucina lombarda fu immediato. Grazie alle famiglie dei Gonzaga e degli Sforza, e alla grande disponibilità d'acqua offerta dai Navigli, si avviò una vera e propria coltivazione organizzata. Le risaie si concentrarono nella Lomellina (con ben 58 comuni dedicati) e nella bassa provincia di Milano — aree che ancora oggi guidano la produzione.
Il ciclo del riso segue tempi precisi: si semina in aprile, a giugno si procede alla pulitura dalle erbe infestanti (un tempo affidata alle celebri mondine), e tra settembre e ottobre si raccoglie il risone, che viene poi essiccato, sbramato e sbiancato. Questa lavorazione, necessaria per renderlo commestibile, riduce in parte le qualità organolettiche del chicco — motivo per cui il riso integrale, che conserva più nutrienti, sta tornando in auge.
Pavia detiene il primato lombardo e fornisce le qualità più pregiate della produzione nazionale: Arborio, Vialone Nano e Carnaroli. Agli inizi degli anni Trenta fu fondato l'Ente Nazionale Risi, ancora oggi attivo nella tutela e promozione del riso italiano.

La classificazione ufficiale del riso italiano
L'Italia è l'unico Paese che, con la Legge 325 del 1958, ha imposto una classificazione delle varietà e l'obbligo di indicare la varietà sulla confezione. I quattro gruppi ufficiali sono:
- Riso Comune (o Originario) — chicco corto e tondo, ricco di amido, poco resistente alla cottura. Ideale per minestre e dolci. Varietà principali: Originario, Balilla, Pierrot, Elio.
- Riso Semifino — chicco tondeggiante di media grandezza. Adatto per minestre e risotti. Varietà principali: Vialone Nano, Maratelli, Padano, Rosa Marchetti.
- Riso Fino — chicco lungo e affusolato, basso contenuto di amido. Buono per risotti, timballi e bollito. Varietà principali: Ribe, Europa, Sant'Andrea.
- Riso Superfino — chicco grosso e lungo, eccellente tenuta in cottura. Considerato il miglior tipo per i risotti. Varietà principali: Carnaroli, Arborio, Baldo, Roma.
Sul mercato si trovano anche varianti particolari di lavorazione: il Parboiled (sottoposto a parziale precottura a vapore e sotto pressione, poi essiccato — tiene meglio la cottura ma ha sapore meno intenso) e il riso Integrale (a cui è stata eliminata solo la lolla esterna, conservando così più nutrienti e fibre).
Le principali varietà di riso italiano
- Arborio — Riso superfino con chicchi grandi e quasi del tutto bianchi. Incrocio tra Vialone e Lady Wright. Ottimo per risotti; tende ad aumentare molto di volume in cottura.
- Carnaroli — Detto il "Re dei risotti": chicchi grandi, affusolati e lunghi con eccellente tenuta in cottura. Il preferito degli chef per il risotto alla milanese.
- Vialone Nano — Riso semifino, chicchi tondi e perlacei. Varietà IGP (Vialone Nano Veronese). Perfetto per risotti all'onda, come il risotto all'isolana veronese.
- Baldo — Superfino, buona tenuta, assorbe facilmente aromi e liquidi. Nato nel 1964 dall'incrocio Arborio × Stirpe 136.
- Roma — Chicchi grossi e arrotondati, assorbe bene gli aromi ma rilascia parecchio amido. Adatto a risotti cremosi e supplì.
- Ribe — Chicchi affusolati, versatile. Usato anche come parboiled.
- Balilla — Chicchi piccoli e tondi, perfetti per piatti che necessitano doppia cottura. Ha fatto la storia del risotto italiano.
- Originario — Chicchi piccoli, tondi e teneri. Ideale per dolci (budini, torte di riso).
- Venere — Riso nero dal profumo intenso, frutto di un incrocio tra una varietà asiatica e una della Pianura Padana. Integrale, ricco di antiossidanti.
- Basmati — Chicchi affusolati che si allungano in cottura. Di origine indiana e pakistana, adatto a piatti esotici e diete leggere.
- Maratelli — Semifino, taglia media. Ottimo per risotti e minestre, sempre più raro e ricercato.
- Rosa Marchetti — Chicco medio, trasparente da crudo, grigio perlato da cotto. Raddoppia le dimensioni in cottura. Ideale per minestre.
Quale riso scegliere: guida rapida per piatto
- Risotto classico (milanese, ai funghi, allo zafferano): Carnaroli o Arborio
- Risotto all'onda (veneto): Vialone Nano
- Minestre e zuppe: Originario, Maratelli, Rosa Marchetti
- Insalate di riso: Ribe, Baldo, Parboiled
- Supplì e arancini: Roma, Arborio
- Dolci di riso (budini, torte): Originario, Balilla
- Piatti esotici e leggeri: Basmati, Venere
- Contorni semplici e pilaf: Baldo, Ribe, Padano
I derivati del riso
Dal chicco di riso si ricavano diversi prodotti, alcuni molto diffusi:
- Farina di riso — priva di glutine, utile per chi ha intolleranze. Si usa per pane, gnocchi, dolci e pastella per fritture.
- Amido di riso — impiegato sia in cucina (addensante) sia in cosmetica (lenitivo per la pelle).
- Latte di riso — bevanda vegetale alternativa al latte vaccino, dal sapore dolce e leggero.
- Aceto di riso — ottenuto dalla fermentazione naturale, molto usato nella cucina giapponese e cinese.
- Olio di riso — ricavato dagli scarti della sbramatura (lolla e pula), dal sapore delicato.
Domande frequenti
Qual è il miglior riso per il risotto alla milanese?
Il Carnaroli è considerato il "Re dei risotti" per la sua tenuta in cottura e la cremosità. L'Arborio è un'ottima alternativa, più facile da trovare. Il Vialone Nano è preferito nella tradizione veneta.
Che differenza c'è tra riso Carnaroli e Arborio?
Il Carnaroli ha chicchi più affusolati e una tenuta in cottura superiore — "scuoce" meno facilmente. L'Arborio ha chicchi più grandi e tondi, assorbe più liquido e rilascia più amido, risultando più cremoso ma anche più delicato nei tempi.
Il riso Basmati è italiano?
No, è di origine indiana e pakistana. In Italia viene importato e molto usato, ma non è una varietà coltivata tradizionalmente nelle nostre risaie.
Perché il riso integrale è più nutriente?
Perché conserva la lolla esterna del chicco, che contiene fibre, vitamine del gruppo B e sali minerali. Il riso bianco (brillato) perde questi elementi nella lavorazione, pur restando un alimento valido.
Dove si coltiva il riso in Lombardia?
Principalmente nella Lomellina (provincia di Pavia), con 58 comuni dedicati alla risicoltura, e nella bassa provincia di Milano. Pavia fornisce le qualità più pregiate: Arborio, Vialone Nano e Carnaroli.
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