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Spumante o Champagne: cosa scegliere per le feste?

spumante giustoPer chi avesse in mente un po’ di confusione, si può provare a fare chiarezza.

Champagne, Spumante e Prosecco, i cosiddetti vini delle feste, sono vini di qualità, ma ciascuno con caratteristiche proprie, dissimili fra loro per quanto riguarda le uve impiegate per la vinificazione, il metodo di produzione, l’aroma. Presentano, inoltre, notevoli differenze di prezzo.

Lo Spumante, prodotto in Italia per la prima volta nel 1865 dai Fratelli Gancia, è un vino italiano effervescente fatto con uve che possono provenire da territori diversi (tra questi la famosa Franciacorta sui Colli Bresciani). La lavorazione dello Spumante richiama quella dei vini francesi con doppia fermentazione, e può seguire due metodi:

  • · il metodo denominato Champenois prevede che la rifermentazione avvenga nella bottiglia ottenendo così il Brut, l’Extra dry e il Sec;
  • · il metodo Charmat (o Martinotti) prevede che la rifermentazione avvenga in autoclave per ottenere ad esempio il Prosecco spumantizzato.

La qualità, le condizioni chimico-fisiche del terreno, la sua altitudine, nonché la diversa esposizione, fanno sì che lo stesso vitigno, piantato in zone diverse, dia frutti con proprietà organolettiche assai differenti, e quindi vini-spumante di qualità ed aroma talora neppure comparabili. Altro elemento fondamentale per la qualità dei grappoli è la cura della vite da parte del vignaiolo, che deve sapere ascoltare la terra per utilizzare le “pratiche enologiche” più idonee a far sì che il frutto trasmetta nel vino le caratteristiche del luogo di provenienza.

Anche lo Champagne è un vino effervescente ma è francese, e anche dello Champagne esistono diverse varietà. Secondo la leggenda - di cui ci sono più versioni – esso venne prodotto per la prima volta 400 anni fa nell’abbazia di Hautvillers da un monaco, tale Dom Pierre Pérignon, per essere usato nella celebrazione della messa. Questo vino particolarmente pregiato e costoso viene prodotto esclusivamente con quelli che tecnicamente sono definiti “vitigni a bacca rossa vinificati in bianco che crescono nella regione francese della Champagne, sita a 150 km da Parigi, direzione Nord-Est: si tratta unicamente di tre varietà di uva: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier. Il metodo impiegato è il classico Champenoise, e prevede una prima fermentazione separata per ciascuna varietà. Solo in un secondo tempo le tre varietà sono mescolate secondo criteri estremamente rigorosi. Le percentuali delle varietà nel prodotto “assemblato” determineranno la couvée, vale a dire il “vino di base” destinato a diventare come prodotto finale Champagne, che sarà comunque di gradazione alcoolica non elevata.

Da un punto di vista del pregio e della qualità bisogna ammettere che in linea di massima lo Champagne è di livello alquanto superiore rispetto allo Spumante, anche se alcuni spumanti negli ultimi anni sono stati prodotti con rinnovate tecniche di lavorazione che ne hanno innalzato di molto la qualità, al punto da sostanzialmente pareggiare la bontà dello Champagne. Non a caso, per la prima volta nel 2014 si è registrata una inversione di tendenza per cui le vendite del prodotto francese sono state superate dalle vendite di quello italiano, non solo ottimo, ma anche competitivo in termini di prezzo.

 Infine, per quanto riguarda il bicchiere ottimale da utilizzare, sia per lo Spumante che per lo Champagne è perfetta la fluite, che per la sua conformazione riesce a trattenere le bollicine per un tempo più prolungato.

A questo punto non resta che scegliere cosa comperare per brindare, nella certezza che qualunque sia la scelta tra Spumante e Champagne, l’acquisto sarà ben fatto.

Mirella Elisa Scotellaro

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