Proverbi milanesi per tutt l'ann

proverbi milanesiE' da poco iniziato il nuovo anno e, una cosa che porta con sé, sono i proverbi per ogni mese, cui i nostri avi, soprattutto contadini, nella loro saggezza di vita pratica erano abituati a prestar fede. Seguendo anch'io quest'abitudine, ve ne riporto alcuni per ogni mese dell'anno, ma..... in Dialetto milanese.

  • Gennaio: Genar polverent, pocca paja e sossen forment. Tipico detto contadino, in cui si informava che se si voleva avere un buon raccolto, quando il grano fa capolino dalla terra, non deve piovere.
  • Febbraio: El dì de san Bias se benediss la gola e el nas. Detto legato alla tradizione che mangiando, il 3 febbraio festa del Santo, un po' di Panettone di San Biagio aperto il giorno di Natale, prevenga il mal di gola per tutto l'anno. Religiosamente parlando è il giorno che ci si reca in chiesa per far benedire la gola.
  • Marzo: Marz l'è fioeu d'ona baltrocca; on dì el pioeuv, on dì el fiocca, on dì el tira vent, on dì el fa bell temp. Sottolinea l'incostanza di questo mese, definito anche mese pazzerello.
  • Aprile: April pioeuva pioeuva, che faremm gross la coeuva, ossia il covone; oppure April piovos, ann ubertus. Si vuole evidenziare come un Aprile piovoso sia per i campi una manna.
  • Maggio: Magg l'è el mes di fior, di asen che vann in amòr, propri l'è el puù bell e tutti ghe fan l'onor. E, questo, un mese ritenuto il più bello dei "dodici fratelli".
  • Giugno: Quand che san Peder el ven, o l'è paja o l'è fen. Detto legato all'agricoltura e alla abilità dei contadini di saper valutare le condizioni metereologiche offerte da madre natura.
  • Luglio: Luj, la tera la buj, anche se, venticinqu san Giacom, ventises sant'Anna e ventisett el diluvi. Nonostante il caldo possono arrivare improvvisi e violenti temporali.
  • Agosto. La prima acqua d'agost la porta via on sacch de pures e de mosch. Ossia, ci libera, o dovrebbe liberarci, da insetti fastidiosi come mosche e pulci.
  • Settembre: Settember el porta i pont o el suga tutt de capp a fond. Proverbio anche questo legato alla possibilità di abbondanti piogge che porta a edificare ponti, oppure a una loro totale mancanza.
  • Ottobre: El sô de ottober a la mattinna el regoeuj i bacchitt e dopo mezzdì jè brusa. Il detto vuole evidenziare come il sole del mattino non riscalda, mentre nel pomeriggio fa sentire il suo tepore. Oppure quest'altro: se fà bell el dì de san Gall – il 16 ottobre – el fà bell finn'a Natall. Per sapere se il detto è veritiero, basta controllare.
  • Novembre: A san Martin l'inverna l'è visin, a santa Caterina ven la nev e poeu la brina, a sant'Andreja monta el frecc in cardeja. Anche questo proverbio è legato alle condizioni meteorologiche, legato a tre date, l'11, il 25 e il 30.
  • Dicembre: La fiocca desembrina per trii mes la confinna. È il mese ideale perché la neve caduta duri a lungo sui campi e sui monti. Così com'è conosciuto quest'altro, la nott de santa Lusia l'è la pussèe curta che ghe sia.

Oggi a molti di questi proverbi non ci si presta più attenzione, almeno per chi vive nelle grandi città, perché nelle campagne o in montagna dove il nobile mestiere del contadino esiste ancora, si sentono, soprattutto dai più anziani, riferimenti ad antichi e saggi proverbi legati soprattutto alla natura e al suo manifestarsi.

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