Saggezza contadina, modi di dire applicati agli animali

gallina caprettaRiprendo la continuazione dell’articolo sulla saggezza contadina applicato agli animali. C’eravamo lasciati parlando del cavallo, ma poiché seguo un ordine alfabetico, questa è la volta della gallina e del gallo.

  • Scrittura a sciampa de gaina. Non so quante volte me lo sono sentito dire a scuola, anche perché scrivevo, e ancor scrivo, mancino, e allora, essere mancini era un problema.

  • Avegh on cervell de gaina. Ossia possedere un piccolo cervello e quindi scarsa intelligenza. Potrebbe essere un’offesa alle galline!

  • Cognòss i so pollaster. Che vuol dire conoscere molto bene con chi si ha a che fare.

  • Andà à lett cont le gaine. Forse una volta, oggi la movida inizia dopo le ventidue e va avanti per parecchie ore, poi diviene un problema al momento di doversi… vedi frase sotto.

  • Levà su al cant de’l gall.

miaodayLasciamo i due bipedi, e parliamo del gatto.

  • Vess in quatter gatt. Ovvero, essere in pochi, il che a volte non è male.

  • Gatta ci cova! Si dice quando si suppone che ci sia qualcosa di poco chiaro, e si teme che qualcuno ci voglia tendere un tranello.

  • Guardet da la gatta che te lecca. Riprende un po’ il senso della frase sopra riportata.

  • Gatt che se pia la còa. Indica una situazione che si ripete senza trovare una soluzione.

Restiamo nei quadrupedi e conosciamo il lupo.

  • Dà i pegòr in consegna al lòff. Per fare un’azione del genere bisogna proprio essere tonti, salvo che non ci sia un preciso interesse.

  • Disgrazia del can fortunna del lòff. È vero, dove c’è assenza di un controllore onesto e ligio al proprio dovere, hanno fortuna i disonesti.

  • El lòff el perd el pel ma minga el vizi. Purtroppo a volte è proprio così, hai voglia di dire “ ma no vedrai che con un po’ di pazienza cambierà!”, alcuni di cambiare non ne vogliono proprio sapere.

  • La famm la cascia el lòff foeura de la tana. E sì, anche il lupo, per fame, leggi anche interesse, esce dalla sua tana e affronta i rischi.

Ritorniamo adesso a un altro simpatico bipede, l’oca.

  • Andà in òcca. Dimenticare qualcosa, essere distratto.

  • Avegh la pell d’òcca. È quando ci si trova ad avere la pelle come se fosse granulosa, proprio come quella dei volatili spennati, e capita quando si sente freddo o si è sotto una forte emozione.

  • Fa el gir dell’òcca. Compiere un percorso contorto, magari anche pieno d’imprevisti. Mi viene alla mente il vecchio gioco dell’Oca.

ranaÈ il momento degli anfibi, rane e rospi.

  • S’cionf come ona rana. Si dice a una persona piena di sé, ricordate la favola di Esopo, dove una rana voleva divenire grossa come il bue, ma alla fine l’è s’cioppada?

  • Dà de bev ai ran. Voler insegnare a chi già sa.

  • Foeura el sciatt! Spudà el sciatt. “sputa il rospo”, ossia parla e di quel che sai.

  • Basà el sciatt. Baciare un rospo. Vi pare strano? Ditelo a quelle ragazze che baciavano un rospo sperando di trovare il principe azzurro!

Eccoci adesso ai detti sul topo.

  • Fa de on rattin ona montagna. Si riferisce a chi è sempre portato all’esagerazione, di una piccola cosa ne fa una tragedia.

  • Fa scappà i ratt. In altre parole, sgomberare.

  • Ves on ratt de biblioteca. Ebbene sì, lo confesso, sono stato un « topo da biblioteca ».

  • Fa la fin del ratt. Ossia una brutta fine.

toro galleria milanoL’ultimo della fila è il toro.

  • Ciappà el tor per le corna. Affrontare con decisione una situazione o una persona difficile.

  • Tajà la crappa al tor. Intraprendere un’azione decisa e drastica, senza troppo sindacare sull’eventuale rinuncia o danno. Il detto si rifà a una leggenda popolare contadina.

Anche questa fatica è terminata.

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