Sonador ambulant

Un'altro antico mestiere milanese era il Sonador ambulant, ovvero il suonatore ambulante, colui che girava per la città con uno strumento musicale.

Con la ghitara o la fisarmonica,
violin o l'organett de Barberia,
la canzon alégra o malinconica,
in strada, in cort o denter l'osteria,
de musega se catten la giornada
sonand, cantand e voeu nel destend la man;
ogni dì... l'è la solita menada!
L'è insci 'n tutt el mond, minga doma a Milan.


Con la chitarra o la fisarmonica, violino o l'organetto di Barberia, la canzone allegra o malinconica, in strada, in cortile o nell'osteria, Di musica si guadagnano la giornata suonando, cantando e poi stendendo la mano; ogni giorno... è la solita menata! E così in tutto il mondo, non soltanto a Milano.)
Quella del suonatore ambulante è una professione di origine antichissima: un tempo era appannaggio di ciechi, storpi e zoppi; oggi (qualche caso a parte) è... forma diversificata di accattonaggio. Ancora oggi, in occasione di feste patronali o di fiere, ci può ancora capitare di assistere alle folcloristiche esibizioni di complessini ambulanti, chiamati un tempo «la banda del Tirazza», dal nome del fondatori della progenitrice di tali orchestrine da strada, verso la fine dell Settecento.
I suonatori ambulanti hanno trovato un loro piccolo posto anche nel colorito mondo delle espressioni proverbiali. Ancora oggi, alla fine di una festa o di una allegra serata trascorsa tra amici, si usa dire «E buona nott ai sonador!».

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