Attraverso i miei occhi, Frida Kahlo e la costruzione del mito a Milano
Frida Kahlo, icona intramontabile dell’arte e della cultura, torna a Milano con la mostra Attraverso i miei occhi: Frida Kahlo e la costruzione del mito, in programma dall’8 ottobre all’11 gennaio 2026 presso MYOWNGALLERY – Superstudio Più, in via Tortona 27.
Oltre il concetto di una semplice raccolta biografica, l’esposizione si concentra sul dialogo tra Frida e la sua immagine fotografica, su come l’artista abbia consapevolmente plasmato la propria narrazione visiva, diventando un simbolo universale.
Attraverso scatti di maestri come Edward Weston, Nickolas Muray, Imogen Cunningham, Lucienne Bloch, Leo Matiz, Julien Levy, e Gisèle Freund ci sarà un ritratto sfaccettato di una donna che ha trasformato il dolore in arte e la sua identità in mito.
Il percorso della mostra
Frida Kahlo è stata un’icona che ha ridefinito l’immaginario collettivo e la riscoperta della sua arte, iniziata con la mostra del 1982 alla Whitechapel Gallery di Londra accanto a Tina Modotti e consolidata dalla biografia di Hayden Herrera, l’ha trasformata iin un fenomeno globale.
La mostra, prodotta da Navigare srl in collaborazione con Superstudio Più – MyOwnGallery, presenta una selezione di fotografie che raccontano Frida Kahlo attraverso gli occhi di chi l’ha immortalata.
Dagli scatti del padre Guillermo Kahlo, fotografo di professione che la ritrasse sin da bambina, a quelli dei grandi maestri del Novecento, ogni immagine rivela un aspetto della sua personalità.
Gli obiettivi di Weston, Muray e Cunningham catturano la sua forza vitale, mentre le foto di Bloch e Freund svelano momenti di intimità e i reporter e i connazionali ispano-americani, come Álvarez Bravo e Matiz, ne esaltano il legame con la cultura messicana, fatto di colori, tradizioni e simbolismo.
Attraverso i miei occhi vuole essere una riflessione profonda sull’autorappresentazione dato che Frida, consapevole del potere delle immagini, ha contribuito a costruire il proprio mito, scegliendo come presentarsi al mondo.
Le fotografie non documentano solo il suo volto o il corpo segnato dai traumi, ma raccontano la sua ribellione, la sua passione e la sua capacità di trasformare il dolore e su come Frida abbia usato l’immagine per narrare sé stessa, intrecciando la sua identità personale con quella culturale del Messico, tra abiti tradizionali, fiori nei capelli e uno sguardo che sfida ogni convenzione.
Un momento particolarmente toccante del percorso espositivo sarà la sezione dedicata a Graciela Iturbide, fotografa messicana che ha esplorato l’universo di Frida “in assenza”.
I suoi scatti, nella stanza da bagno della Casa Azul riaperta da Diego Rivera nel 2005, catturano oggetti personali che evocano la presenza viva di Frida, pennelli, specchi, protesi e abiti che raccontano la sua lotta e la sua creatività. Immagini potenti che, nella loro semplicità, trasformano l’assenza in una presenza palpabile, un dialogo silenzioso con l’eredità dell’artista.
La mostra si arricchirà poi di materiali documentari che contestualizzano il mito di Frida, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva che unisce arte, storia e riflessione con il patrocinio del Comune di Milano, dell’Ambasciata del Messico in Italia e del Consolato Generale del Messico a Milano.
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