Curling all'Idroscalo di Milano
All’Idroscalo di Milano negli ultimi anni si sono svolte diverse iniziative dedicate agli sport sul ghiaccio, tra cui dimostrazioni e attività di curling e stock sport, spesso organizzate in collaborazione con la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e gli enti sportivi del territorio. L’obiettivo è far conoscere ai cittadini milanesi queste discipline “nuove” per noi, ma in realtà antichissime.
Cos’è il curling?

Il curling è uno sport di squadra giocato sul ghiaccio, spesso descritto come una via di mezzo tra bocce e scacchi: richiede precisione, strategia e gioco di squadra. I protagonisti sono le stones (pietre di granito levigato) che i giocatori fanno scivolare lungo una pista di ghiaccio verso un bersaglio circolare colorato chiamato house.
L’obiettivo è piazzare le proprie pietre il più vicino possibile al centro della house e, se necessario, spostare o “bocciare” quelle degli avversari. Il curling è particolarmente diffuso in Gran Bretagna, Scandinavia, Canada e Stati Uniti, ma negli ultimi decenni si è fatto conoscere anche in Italia, soprattutto dopo le Olimpiadi invernali di Torino 2006.
Il campo di gioco
Il campo di curling, chiamato rink, è una lastra di ghiaccio perfettamente livellata che permette alle stones di scivolare con il minimo attrito.
- Lunghezza: circa 44,5 metri.
- Larghezza: circa 4,75 metri.
- House: il bersaglio circolare alle due estremità della pista, con anelli concentrici colorati (rosso, bianco, blu) e un centro chiamato tee.
- Linee principali:
- Center line: divide il campo a metà longitudinalmente.
- Tee line: attraversa il centro della house.
- Hog lines: linee poste circa a un terzo della pista, che le stones devono superare per rimanere in gioco.
- Hacks: le “staffe” sul ghiaccio da cui i giocatori si spingono per lanciare la stone.
Un elemento fondamentale del ghiaccio è il cosiddetto pebble: minuscole gocce d’acqua nebulizzata che, ghiacciando sulla pista, creano una superficie leggermente granulosa. Questo permette alla stone di scivolare meglio e curvare (da qui il nome “curling”).
Come si gioca a curling
Il curling è giocato da due squadre di quattro giocatori. Ogni squadra dispone di otto stones per mano (end), lanciate a turno dai componenti.
Ruoli in una squadra:
- Lead: lancia per primo.
- Second: lancia per secondo.
- Third (o viceskip): terzo lanciatore e vice-capitano.
- Skip: capitano, ultimo a lanciare e responsabile della strategia.
Una partita è composta di solito da dieci mani (end). In ogni end, i giocatori delle due squadre lanciano una stone alla volta, alternandosi, fino a esaurire le otto pietre a disposizione.
Il lancio e lo sweeping
Per lanciare la stone, il giocatore poggia un piede sull’hack, prende la rincorsa scivolando lungo il ghiaccio e rilascia la pietra prima della hog line. La stone viene fatta ruotare leggermente in senso orario o antiorario, creando una traiettoria curva.
Gli altri compagni possono intervenire con lo sweeping: spazzano energicamente il ghiaccio davanti alla stone con apposite scope. Il calore generato riduce (per pochi istanti) l’attrito e permette alla pietra di scivolare più lontano e con una traiettoria più dritta.
Punteggio
Alla fine di ogni end, segna punti solo la squadra che ha la stone più vicina al centro della house (tee). Ottiene un punto per ogni propria stone più vicina al tee rispetto alla prima stone avversaria. La squadra che non segna punti in quell’end avrà il diritto all’hammer (l’ultimo lancio) nell’end successivo.
Le stones: le pietre di granito
Le stones sono blocchi di granito scozzese appositamente lavorati:
- Diametro: circa 30 cm.
- Altezza: circa 11 cm.
- Peso: circa 20 kg.
- Impugnatura: una maniglia sulla parte superiore per poterle lanciare.
La base della stone è leggermente concava: la superficie reale di contatto con il ghiaccio è molto ridotta (pochi millimetri), e questo aumenta scorrevolezza e sensibilità all’effetto della rotazione e del pebble.
Un po’ di storia del curling
Le origini del curling vengono generalmente fatte risalire al XVI secolo in Scozia, come testimoniano iscrizioni su antiche pietre di gioco e raffigurazioni in dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio, che mostrano contadini intenti a far scivolare pietre sul ghiaccio.
Per secoli il curling è stato praticato all’aperto su laghi e stagni ghiacciati, soprattutto in Scozia, fino a quando il clima e lo sviluppo delle strutture coperte non hanno portato alla nascita dei moderni palazzetti del ghiaccio.
Il curling è diventato disciplina olimpica già nel 1924 ai Giochi di Chamonix, poi è uscito dal programma per tornare in modo stabile alle Olimpiadi invernali con Nagano 1998. Oggi il Paese con il maggior numero di praticanti è il Canada, ma la disciplina è molto seguita anche in Scandinavia, Scozia, Svizzera e Giappone.
Curling a Milano e in Italia
In Italia il curling ha trovato il suo primo grande centro a Cortina d’Ampezzo, dove si sono formate alcune delle squadre storiche più vincenti (come il Curling Club Dolomiti). La disciplina è ufficialmente riconosciuta e gestita dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG).
Anche a Milano, grazie a eventi dimostrativi e iniziative su piste temporanee, il curling è diventato negli anni uno sport curioso e affascinante da provare almeno una volta, spesso in abbinata ad altre attività invernali come pattinaggio su ghiaccio e villaggi natalizi.
Se vuoi cimentarti, tieni d’occhio i programmi stagionali dell’Idroscalo di Milano e delle principali piste del ghiaccio cittadine: non è raro trovare giornate dedicate alle prove guidate di curling, pensate anche per principianti e famiglie.
Approfondimenti
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