Francesco Cavestri live al Blue Note Milano: intervista e concerto sold out
Dopo il sold out registrato ad aprile 2024, Francesco Cavestri ritorna al Blue Note di Milano martedì 23 settembre alle 20.30. In trio proporrà un live tutto da gustare. L’artista bolognese ha già ricevuto importanti riconoscimenti: è stato selezionato da Forbes Italia nella lista “Under 30”, ha vinto per due anni consecutivi (2023 e 2024) il titolo di “Miglior nuovo talento” del jazz italiano secondo la rivista Musica Jazz e ha ricevuto un premio all'Auditorium Parco della Musica per la divulgazione giovanile del jazz.
In una precedente intervista con Domenico Carriero, hai raccontato l’emozione di suonare al Blue Note. Tornando a Milano con maggiore esperienza e consapevolezza, ti senti più teso o rilassato?
"Sicuramente sono più leggero. L’altra volta era il mio debutto e suonavo in un tempio europeo del jazz come il Blue Note. È chiaro che la prima volta è particolare. C’è una leggerezza molto rispettosa, ma sono comunque un po’ teso. C’è sempre un po’ di quell’ansia pre-concerto, che è giusto che ci sia e ti permette di dare il massimo durante l’esibizione."
Chi verrà al Blue Note e non ti conosce, cosa deve aspettarsi?
"Deve aspettarsi un concerto jazz nella sua accezione più aperta, libera e variegata. Proporrò alcuni miei brani originali che viaggiano tra R&B, jazz, sfumature di musica elettronica e continui riferimenti all’hip hop, nonché colonne sonore. Ci sarà anche la partecipazione di una meravigliosa special guest, un cantante straordinario. È una voce pop che ha incrociato più volte la musica jazz e classica, con diverse partecipazioni al Festival di Sanremo. Una voce autorevole che si unirà a noi durante il concerto. Spero che il pubblico che non mi conosce possa seguirmi nel mio percorso musicale."
Cosa includerai nella scaletta per il live?
"Ci saranno brani dai miei tre album (Early17, IKI – Bellezza Ispiratrice, IKI – Bellezza Ispiratrice Vol. II), la colonna sonora per il progetto Rai Play Sound e il nuovo singolo 'Entropia', realizzato con Willie Peyote, oltre ad alcune anticipazioni del nuovo album che uscirà nel 2026. Ho scelto questa serata speciale al Blue Note per presentare alcuni brani inediti."
Il tuo nuovo lavoro è sicuramente un album di crescita e soprattutto “aperto” perché continui a viaggiare all’estero, arricchendo la tua esperienza come musicista. Ti ritrovi in questo percorso?
"Sì, sicuramente sono più aperto. Sto viaggiando molto. Quest’estate ho fatto un concerto a Monaco di Baviera per la prima volta. Poi parteciperò il 9 novembre al Bologna Jazz Festival, in duo con una leggenda: Enrico Intra, un pianista di 90 anni che ha scritto diverse pagine di musica jazz. Due generazioni che si incontrano: il 2003 e il 1934. A gennaio 2026 ripartirà il mio tour all’estero, con diverse tappe, tra cui Dubai, Germania, Repubblica Ceca e Francia. Stiamo ampliando le date."
Riesci a mescolare date in Italia e all’estero?
"La mia musica si presta a viaggiare sia in Italia che all’estero. È una musica strumentale adatta a questi contesti."
I musicisti che ti accompagneranno nel prossimo live sono diversi rispetto ai musicisti con cui suoni abitualmente, come il bassista Riccardo Oliva?
"Questa volta ci sarà Riccardo Marchese alla batteria e Alessandro Simeoni al basso. Sono due musicisti estremamente versatili e straordinari. Marchese è stato in tour la scorsa estate con Elio e le Storie Tese; alla batteria si muove bene tra i generi, con una grande competenza nel jazz. Alessandro è un bassista e contrabbassista (suonerà entrambi) dotato di un grande senso ritmico e armonico. È perfetto per accompagnarmi."
In una precedente intervista hai definito il concerto un dialogo tra musicisti. Quindi al Blue Note ci sarà un contesto impegnativo e differente, da cui potranno nascere nuovi dialoghi e combinazioni?
"Esatto. È proprio il bello del jazz: essendo un genere con una componente estemporanea così importante e centrale durante un live, la scelta dei musicisti determina il successo di un concerto e il suo sviluppo. Per questo mi piace lavorare con musicisti diversi, perché significa che le sonorità sono in continua evoluzione. Inoltre, lavorare con musicisti esperti, affidabili e versatili permette di capire cosa possono aggiungere e come posso interpretarlo, dando un quid in più. È sempre una scoperta nuova. Rispetto alla musica pop, nel jazz c’è un maggiore spazio per improvvisare e per esprimere ciò che il musicista può tirare fuori."

Mi ha colpito vederti quest'estate a un evento musicale legato a generi differenti, più pop e hip hop. Alcuni pensano che i musicisti che fanno jazz e blues siano distanti da questi mondi. Invece tu mostri apertura verso tutta la musica?
"Assolutamente, e lo dimostra la collaborazione con Willie Peyote e il concerto che ho fatto con lui. Questo è l’emblema di come intendo la musica e il jazz: un genere nato per abbattere le barriere. Questo vale anche da un punto di vista politico e sociale: costruire ponti, non muri! Ci credo fortemente, e la collaborazione con Willie e la partecipazione della special guest al Blue Note vanno in questa direzione. Mi piace l'incontro tra il jazz e altre forme artistiche."
Ringraziamo Francesco per averci raccontato il suo prossimo live a Milano con tanta attenzione e passione. Un talento che va assolutamente visto dal vivo. Seguitelo per le prossime tappe sui canali social.
Nel frattempo, la data di Milano è già sold out. Complimenti Francesco!

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