Miniartextil 2025 a Como: “Eterno desiderio” al Broletto fino al 21 settembre

Con la nuova edizione dal titolo “Eterno desiderio”, Miniartextil a Como rimane un appuntamento imprescindibile per la fiber art internazionale.
Fino al 21 settembre 2025, Palazzo del Broletto a Como si trasforma in un tessuto espositivo che accoglie opere di grande forza visiva e concettuale, capaci di tradurre in materia l’animo umano.
L’iniziativa, promossa da ARTE&ARTE con il sostegno del Comune di Como, di Regione Lombardia e in collaborazione con il FAI, raduna in città 68 opere tra minitessili e installazioni di grande formato, di artisti provenienti da dodici Paesi.
LA MOSTRA
Al centro di questa edizione c’è il desiderio, interpretato come energia creativa e tensione costante che spinge alla ricerca, all’invenzione, alla trasformazione, che attraversa le opere, che si fa materia viva e racconta emozioni condivise e storie individuali.
Tra le presenze più rilevanti, spicca Joana Vasconcelos con Pasticcino, scultura tessile dal segno monumentale, ironico e pop, che rilegge l’identità femminile e i simboli del quotidiano, mentre le tensioni emotive e liriche di Joel Andrianomearisoa sono affidate a Etude en blanc, in cui il desiderio si trasforma in assenza.
Samuel Nnorom affronta la memoria attraverso bolle colorate in tessuto wax africano, come in The Good, Bad and Ugly, e a offrire una rilettura radicale della tradizione persiana del tappeto è Hiva Alizadeh, con le sue complesse opere in extension sintetiche che esplorano l’identità visiva contemporanea.
L’estetica trova una forte espressione in lavori come Sipario di Paolo Gonzato, monumentale drappo di stoffa e corde che dialoga con lo spazio del Broletto, o Caskade di Katharina Lehmann, un flusso verticale di sei chilometri di filo che fonde rigore geometrico e dinamismo visivo. Le opere di Linda Pellegrini e Kela Cremaschi trasformano la materia povera in narrazione plastica, tra astrazione e memoria.
Invece, Natura morta con fiori e ramo è l’assemblaggio di due opere firmate da Anna Ray e Giuseppe Coco, che uniscono ricamo, pittura e materiali naturali in una composizione stratificata e meditativa.
Accanto all’esposizione principale, Miniartextil 2025 propone laboratori, eventi musicali e incontri culturali, con l’intento di ampliare la fruizione e creare dialogo tra pubblico e opere.
Il tema scelto risuona come motore silenzioso ma costante, che abita tanto la pratica creativa quanto l’esperienza umana.
Ogni opera in mostra è un frammento di ciò che ci muove, ci spinge, ci trasforma e Miniartextil non solo documenta lo stato attuale della fiber art a livello internazionale, ma si propone come spazio di riflessione, dove l’arte tessile rivela la sua forza evocativa, politica e poetica.
La mostra è anche un’occasione per entrare in contatto con una delle più longeve manifestazioni dedicate al pensiero tessile contemporaneo.
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