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Quando combattere la violenza di genere non è un diritto

Tra pochi giorni ci sarà la giornata creata per fermare la violenza sulle donne, per ricordare che la lotta va combattuta non solo nella data del 25 novembre,  ma tutti i giorni, con piccoli gesti.

I nostri comportamenti quotidiani devono essere improntati sul rispetto della donna, non solo nella sua espressione delle  idee e dei valori, ma anche in quella fisica. Non è una banalità, ma un’amara constatazione di quello che accade nelle cronache famigliari e non solo.

È opportuno che il dibattito politico, seppure acceso, mantenga un livello di scontro sulle idee e i progetti e non sconfini in altro.

25 novembre giornata contro la violenza

Purtroppo questo spesso rimane solo una velleità.

A questo proposito, ci è arrivata in redazione una lettera da parte delle consigliere di minoranza del Comune di Cormano (MI), in merito ad alcuni episodi verbali che minano i presupposti di principio richiamati:

LETTERA APERTA

Tra qualche giorno sarà il 25 Novembre, giornata istituita dalle Nazioni Unite per fermare la violenza sulle donne e siamo certi che l’Amministrazione proporrà qualche evento sul tema come lo scorso anno, ma ci permettiamo di ricordare loro che la lotta alla violenza contro le donne è una battaglia che va combattuta tutti i giorni, e soprattutto anche con piccoli gesti, come quello di scegliere con cura le parole che si usano all’interno del dibattito pubblico, che può essere anche duro, ma mai deve prescindere dal rispetto verso l’altro.

A quasi due settimane dalla vittoria di Joe Biden e Kamala Harris, simbolo di emancipazione della donna e dell’abbattimento di barriere di genere ed etniche, ci accorgiamo che il patriarcato non è assolutamente sconfitto, anzi resiste nelle forme più difficili da estirpare, perché subdole e socialmente tollerate: la battuta da bar, il titolo di un articolo di giornale, un meme, il commento sotto un post. Questo svela un pensiero ancora troppo forte nella nostra cultura: le donne devono “essere tenute a briglia”, citando qualcuno che ultimamente ha utilizzato quest’espressione riferendosi al disappunto che abbiamo espresso con veemenza nei confronti del Presidente del Consiglio, ma senza offenderlo.

Non vogliamo montare un caso su questo avvenimento, anche se avremmo apprezzato che nel post comparso sulla bacheca del consigliere comunale domenica scorsa, dove spiegava l’accaduto, ci fossero state delle scuse verso la nostra persona. 

Così non è stato, anzi abbiamo letto commenti a lui solidali e nessuno dei consiglieri comunali di maggioranza che abbia speso due parole per dissociarsi da quanto scritto.

Purtroppo non rimaniamo stupite di questa condotta, sia del consigliere che della maggioranza, perché è semplicemente il riflesso della politica cormanese di oggi: l’Amministrazione, ad esempio, durante il lockdown non ha promosso la campagna “LiberaPuoi” del Ministero della Salute e non ha creato un’iniziativa propria sul tema; né Sindaco, né Giunta (seppure composta per 2/5 da donne) spendono mai due parole sull’argomento, quando ormai è noto che con il lockdown le violenze domestiche sono in continuo aumento.

Con rammarico ci accorgiamo anche che la sedia vuota in Consiglio Comunale dedicata alle donne che subiscono violenza è stata tolta; speriamo che possa, dopo questa nostra comunicazione, essere rimessa al suo posto, dandone giusta evidenza, non come successo allo striscione per Giulio Regeni. È un simbolo che vuole sensibilizzare tutta la città, a prescindere dal colore politico.

 

Tra qualche giorno sarà il 25 Novembre, giornata istituita dalle Nazioni Unite per fermare la violenza sulle donne e siamo certi che l’Amministrazione proporrà qualche evento sul tema come lo scorso anno, ma ci permettiamo di ricordare loro che la lotta alla violenza contro le donne è una battaglia che va combattuta tutti i giorni, e soprattutto anche con piccoli gesti, come quello di scegliere con cura le parole che si usano all’interno del dibattito pubblico, che può essere anche duro, ma mai deve prescindere dal rispetto verso l’altro.

Giorgia Musso e Tatiana Cocca
consigliere del Partito Democratico di Cormano

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