Come investire i nostri soldi: portafoglio modello per il 2015

Tra le principali sfide di ogni buon risparmiatore che ha saputo, per la fortuna di una buona eredità oppure per la propria capacità di costruire, attraverso un faticoso percorso di lavoro, un capitale finanziario importante, c'è non solo quella di doverlo difendere ma,  anche di farlo remunerare, al fine di poterne ottenere la migliore crescita del suo ammontare nel tempo e, possibilmente, riuscire a cogliere da subito dei frutti per sostenere il proprio tenore di vita.dove-investire

Sono quindi 3 le esigenze: 1. difesa del capitale; 2. crescita del capitale; 3. una rendita da subito.

PERCHE’ I NOSTRI RISPARMI ABBIANO IL SUCCESSO CHE SI MERITANO, OCCORRE AVERE LE IDEE CHIARE SU ALCUNI PUNTI

Innanzitutto,  l'investimento che vogliamo fare non deve prescindere da una corretta pianificazione dei futuri bisogni finanziari, propri, della famiglia, dell'attività.
Il risparmiatore che in banca chiede di impiegare un certo capitale - piccolo o grande - per ottenere un rendimento per lui soddisfacente, non importa quanto, è un investitore che brancola nel buio e,  se l'operatore bancario lo aiuta dandogli quello che vuole, lui continuerà a ignorare, con la sola informazione del rendimento che potrà ottenere, quale impatto quell'investimento avrà sulla sua vita.

E questo è l'atteggiamento più comune dell'investitore italiano medio che,  indipendentemente dalla sua cultura,  e quindi può essere l'architetto o l'ingegnere affermato,  piuttosto che la brava casalinga o il buon pensionato, si pone di fronte al mondo della finanza con un unico quesito "quanto rende investire in questo momento".

Ecco perché il mondo della finanza molte volte "delude" le aspettative del "fiducioso" investitore. Chiedere solo quanto è il rendimento è come se chiedessimo all'architetto la stessa soluzione di arredamento per l'appartamento nel prestigioso palazzo d'epoca piuttosto che il loft vicino alla Bocconi oppure il monolocale per il dirigente che lavora a Milano ma vive a Bergamo.

Sono realtà diverse, esigenze diverse, risposte diverse.

Non c'è mai una risposta uguale per tutti perché ognuno ha la sua storia, il proprio orizzonte temporale e un proprio profilo di rischio, legato indissolubilmente alle proprie esigenze, sia presenti che future.

In altre parole, il denaro di ciascuno è sacro, perché è il risultato della sua vita e quel risultato può essere valorizzato e restare parte della sua storia,  oppure,  può essere consegnato a una storia qualsiasi che neanche si conosce.

Investire,  significa invece, dare obiettivi specifici al proprio denaro e quindi prendere delle decisioni responsabili:

occorre cioè restare fedeli al progetto costruito intorno a una strategia ben definita e non cedere poi alle pressioni del mercato e della propria emotività.

Questo non significa un Portafoglio “immobile” nel tempo: può cambiare il progetto se le esigenze cambiano oppure, a volte,  possono cambiare gli strumenti volti a realizzare quel progetto. In un arco di tempo calcolato correttamente per ogni investimento,  la coerenza premia e il rendimento cercato viene. Ancora oggi, molte persone identificano la "sicurezza" in un titolo di stato oppure in un'obbligazione della banca che conoscono da sempre. E' una credenza popolare. Purtroppo sbagliata.  Nulla è eterno e, che queste certezze non esistono più è ormai una realtà consolidata (vedi Cacs vedi Bail-in)

Per un Portafoglio, qualsiasi sia il profilo di rischio (basso, medio, alto) "la sicurezza" per definizione,  è data solo da un'ampia "diversificazione" e corretta “decorrelazione” degli asset inseriti.

Il rischio in Finanza esprime la possibile volatilità del Portafoglio (oscillazione più o meno ampia dei prezzi): la giusta diversificazione (cioè Emittenti e Asset Class diversi)  e decorrelazione (investire in settori e strategie che si comportino di fronte al muoversi della congiuntura in modo diverso) darà stabilità e protezione a qualsiasi Portafoglio.asset

COSTRUIAMO IL PORTAFOGLIO

Fatta la corretta pianificazione delle nostre esigenze e delle risorse con cui affrontarle, consideriamo:

CONTESTO DI MERCATO

1. Tassi
Viviamo, a livello globale, un periodo di "Financial Repression". Cosa significa? I tassi d'interesse, ovvero rendimenti dei titoli governativi sono inferiori al tasso di inflazione, quindi sono negativi (questo aiuta i governi a sostenere il loro debito. E' in pratica una tassa occulta sul risparmio)
Sono ai minimi storici con possibilità, seppure sia attesa proseguire la Financial Repression, di generare momenti di tensione con improvvisi rialzi capaci di distruggere in poco tempo i rendimenti accumulati sugli obbligazionari. Più è lunga la duration dei nostri titoli,  più alto è questo rischio.

2. Scenario di investimento
Le politiche monetarie sono divergenti, espansionistiche Usa Gran Bretagna Giappone; Europa  invece in grande affanno nella politica del rigore, con la speranza, finora disattesa, di una vera politica monetaria espansiva  capace di dar fiato all’economia in questa area.
Ne consegue:
- Usa in crescita positiva attesa migliorare
- Europa ancora ingessata con alta probabilità di deflazione
- Giappone dopo il decennio perduto è in lenta ripresa
- Mercati Emergenti positivi ma in rallentamento

3. Fonti di rischio maggiori
- Rischio geopolitico in potenziale espansione in Europa (crisi Ucraina, rapporti  Russia-Europa)
- Risposte inadeguate della BCE e aggravamento della congiuntura europea
- Bassa crescita delle economie sviluppate
- Deflazione
- Mercati finanziari,  per ora,  troppo ottimisti

ASSET ALLOCATION

che sappia darci, nella situazione descritta sopra, una ragionevole aspettativa di stabilità nel caso di qualche improvviso shock di mercato e che sappia cogliere nel contempo le migliori opportunità di crescita di questo ciclo economico.
Il metodo che usiamo è CORE – SATELLITE. Cioè un nucleo centrale forte (core) in cui metteremo asset che daranno rendimento e stabilità e,  opportunità più dinamiche (satelliti)   presenti in questo momento nel mercato  che crediamo possano alzare la performance dell’intero portafoglio.

COSA SCEGLIAMO

Siamo consapevoli che ci troviamo di fronte a un mercato USA che ha buone prospettive di crescita ma che ha la spada di Damocle di un atteso rialzo dei tassi.
I mercati Emergenti pur in crescita, non danno più i profitti di un tempo. Il Giappone esce da un periodo di lunga deflazione e, nonostante la politica monetaria espansiva, ha bisogno di un congruo periodo per tornare a crescere.
L’Europa ha prezzi molto interessanti rispetto alle altre aree geografiche,  però - causa i ritardi nelle decisioni di Bruxelles e causa anche le tensioni che ben conosciamo tra Russia ed Europa che potrebbero oltretutto degenerare in conflitti pericolosi per l'equilibrio politico-economico di queste regioni - la sua congiuntura potrebbe peggiorare.

portafoglio-2015Ci attendiamo che i tassi quando ripartiranno, lo faranno in punta di piedi, per non scalfire la “faticata” ripresa economica. Riteniamo che i mercati emergenti restino un’area di crescita vitale per il mondo intero e che i loro cambi possano rivalutarsi nei confronti delle altre economie. Crediamo che il Giappone stia puntando seriamente sul rilancio della propria economia. Pensiamo che sia ragionevole attenderci che l’Europa nei prossimi 3-6 mesi possa lanciare la tanto attesa politica monetaria espansiva.

Se le nostre aspettative non verranno confermate dagli eventi, la diversificazione e de-correlazione attuate, ci assicureranno comunque stabilità e un corretto ritorno di mercato.

Quindi, per la parte “CORE”,
Asset Basso/Medio Rischio
inseriremo una gestione attiva su tassi, valute, spread,  sul debito governativo e corporate mondiale, con una strategia di duration flessibile, ora molto corta, capace di evitare le tensioni eventuali da rialzo tassi e che sappia sfruttare la rivalutazione attesa sia sul cambio euro/dollaro, sia sui cambi dei mercati emergenti.

Asset Medio/Alto Rischio
Inseriremo una gestione flessibile,  focalizzata ora soprattutto sul mercato americano, costruita con obbligazioni High Yield (obbligazioni con un rischio più alto capaci di dare un buon rendimento) e con azioni con approccio “value” (azionario con buoni fondamentali e quindi poco volatili).
In questa ottica potremo inserire anche l'Europa con strategia ad alto dividendo.

Per la parte “SATELLITI”
Asset Alto Rischio
ragioneremo su opportunità di breve. Preferiamo per ora, sempre per le ragioni descritte sopra, il mercato americano e giapponese, su cui cercheremo settori ad alto contenuto di ricerca e sviluppo. Qualora cambiasse qualcosa in positivo nei prossimi mesi, potremo spostare in maniera  massiccia il nostro focus sul mercato europeo.
Infine,  potremmo cercare una strategia azionaria molto aggressiva – meglio con modalità PAC - che punti sulla crescita della classe media asiatica e sui nuovi mercati emergenti– cosiddetti mercati di frontiera – Africa e Paesi Arabi.

PER CONCLUDERE

La percentuale inserita in ciascuna area ci darà il livello di rischio - cioè di volatilità attesa - dell'intero Portafoglio.

Se la diversificazione e decorrelazione tra gli asset inseriti sarà alta, nonostante la scelta di strategie e asset a medio alto rischio, avremo infine un Portafoglio, considerato nella sua totalità, prudente (i rischi sono stati sapientemente annullati). Il rendimento a cui potremo ragionevolmente aspirare, ci darà il nostro premio al Rischio e questo dipenderà si dall'andamento del mercato, ma anche dalle percentuali inserite nelle varie aree di riferimento e, dal peso delle decorrelazioni.

Ogni investitore, attraverso le sue scelte - arco temporale, obiettivo di rendimento e propensione al rischio - potrà costruire così  un Portafoglio che rifletta la sua Storia e,  con tutte le certezze di cui ha bisogno, partecipare al meglio di ogni ciclo economico.

Tra qualche mese rifaremo il punto su tutto.

Celestina Volpatti

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