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Galleria Vittorio Emanuele in vendita

galleria vittorio emanuele in venditaComune valuta la vendita del 49% della Galleria all’Alta Moda.

Visto il fabbisogno di cassa, il Comune di Milano è vicino all’accordo per la cessione ad un fondo privato della storica Galleria Vittorio Emanuele.

Non c’è ancora una decisione ufficiale e le trattative sono ancora in fase di approfondimento, ma quel che è certo è che il Comune ha ricevuto una proposta di valorizzazione della Galleria dalla Fondazione Altagamma, che riunisce i più grandi nomi della moda e del design made in Italy e di cui è presidente l'onorevole Santo Versace.
L'ipotesi è quella che resti di proprietà del Comune il 51% del bene (che è inalienabile),
mentre ai marchi del lusso interessati andrebbe il 49%;  Per il comune è previsto un incasso di 450  milioni di euro: un affarone se si  considera che ora incassa appena 127 mila euro dall’affitto dei piani alti della Galleria.
La Fondazione Altagamma raggruppa ben 71 marchi di prestigio tra cui Ferrari, Valentino, Versace, Tod’s, Salvatore Ferragamo, Artemide, Ducati, Zegna, Etro, Max Mara, Technogym e kartell giusto per citarne alcuni;
La sua intenzione  è quella di coinvolgere l’intera struttura edilizia, compresi i piani superiori ora sottoutilizzati, per realizzare un centro dedicato a design, arte, cultura, moda, ristorazione e prodotti alimentari.
Ma lo scetticismo della maggioranza in Comune è determinato dall’aspetto culturale dell’operazione. Sì, perché l’obiettivo di Altagamma è strettamente commerciale: «Determinare un volano di sviluppo del turismo finalizzato allo sviluppo del turismo da shopping». Insomma, la Galleria che diventa un paradiso delle shopping per attirare turisti danarosi.
Poiché c’è in gioco un bene vincolato dal patrimonio inestimabile, non tardano ad arrivare le reazioni di chi è contrario.
A cominciare dal soprintendente milanese per i beni architettonici Alberto Artioli, che a livello personale, si dice «amareggiato» dall’entrata di privati in Galleria che è «l’identità di Milano».
 “Il Comune potrà dire sì all’offerta di Altagamma, cartello di marchi del lusso, per gestire il 49 per cento della Galleria solo a condizione che non venga snaturata, che resti «un bene di godimento pubblico» e non venga messa a rischio.
I tutori dei monumenti, da parte loro, sono preoccupati che il progetto comporti «una violazione» del luogo.
E naturalmente anche il mondo del commercio ribadisce il suo no: «Si vuole trasformarla in una seconda Montenapoleone, ma la Galleria ha un’identità diversa — mette in guardia Giorgio Montingelli, delegato dell’Unione del commercio — Non ci piace che le griffe della moda, alcune neanche più di proprietà italiana, facciano sparire questa molteplicità merceologica».

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