I Francescani a Milano

francescani milanoIn un mio precedente articolo, precisamente quello inerente al quartiere di Musocco, accennavo che all’interno del cimitero Maggiore, alcuni frati francescani esercitano la loro missione.

Riflettendo su questa presenza, mi è sorta un’altra curiosità, e cioè quando i Francescani sono giunti nella nostra Milano. Così, armato di santa pazienza, mi sono dato alla ricerca e, di quel che ho trovato, se pur in maniera sintetica, ve ne faccio dono. Come sapete, tutto ebbe inizio nella magnifica cittadina di Assisi, frate Francesco irraggiava il messaggio di Gesù, con la parola e con uno stile di vita veramente evangelica. Un fenomeno così non poteva non espandersi in tutta la penisola, e così, nei Fioretti del Santo, si legge che, pieno di speranza, inviò alcuni frati anche nella nostra terra lombarda.

Secondo uno scritto storico, la presenza francescana a Milano risale al 1212. Il primo nucleo si trovò, dopo aver vissuto per un certo tempo pellegrinando senza fissa dimora, nella necessità di un luogo per dimorarvi stabilmente e attendere a tutte quelle mansioni che la loro condizione di frati richiedeva. Riuscirono nell’impresa trovando dimora presso la chiesa di San Vittore all’Olmo, aiutati in questo dall’Arcivescovo di Milano Enrico I da Settala. Dobbiamo a questo vescovo la consacrazione dell’Abbazia di Chiaravalle, così come a lui si deve anche l’approvazione dello statuto delle Clarisse. La novità e la bellezza del messaggio francescano trovarono anche da noi terreno fertile alle conversioni, così in breve tempo i frati aumentarono notevolmente. 

Si racconta che durante il “Perdono di Assisi” del 1457, alla chiesa francescana di Milano i pellegrini raggiunsero la notevole cifra di centomila persone. Il Perdono d’Assisi è un’indulgenza plenaria che può essere ottenuta dai fedeli dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del due agosto di ogni anno. Ovviamente a determinate condizioni stabilite dalla Chiesa. Non dimentichiamo però che questa prassi è stata fortemente voluta da San Francesco.  Ecco alcune chiese francescane in Milano che, per chi lo desidera, possono rappresentare anche un interessante momento spirituale e culturale. Inizio con la basilica dei Martiri SS Nabore e Felice. I due Santi erano di origine nord-africana che, convertitesi al cristianesimo subirono il martirio. La chiesa invece, retta afrancescani a milano tutt’oggi dai Frati Minori Cappuccini, si trova in via Gulli, nei pressi di piazza Perrucchetti. È la parrocchia più popolosa della diocesi di Milano. Un’altra chiesa convento importante fu quello di Santa Maria del Giardino alla Scala, dei Frati Minori Osservanti Riformati. In questo edificio era presente una fabbrica di panni, che riforniva altri conventi dell’intera provincia francescana, i cui lavoranti, non necessariamente frati, erano stipendiati.

Vi era inoltre una scuola di teologia, scuola dotata di dormitorio. Com’era solito fare, Napoleone, dopo averla “ripulita”, la destinò a caserma. In seguito fu destinata ad altri usi, finché nel 1865 fu definitivamente demolita. La chiesa era molto frequentata, tanto che si celebrava più di trentacinque sante Messe il giorno, dieci erano i confessori sempre presenti e vi si teneva la predicazione quotidiana.  Nel 1810 giunse la soppressione e il fabbricato fu abbattuto. Altra chiesa francescana fu Santa Maria della Pace, fondata dal Beato Amadeo Menez da Silva, che diede origine alla Congregazione degli Amadeiti. La prima pietra fu posta nel 1466. Diverse vicissitudini hanno attraversato questa chiesa francescana, nel 1805 fu sconsacrata, divenendo così ospedale, magazzino militare, scuderia e maneggio. Poi nel 1900 divenne salone per concerti. Sei anni dopo l’edificio è riconsacrato dopo un salutare restauro. A oggi lo stesso appartiene all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.  Un ramo francescano, quello dei Riformati, ottiene un nuovo convento, quello di Sant’Ambrogio ad Nemus, è il 1650.  Il termine Nemus pare significa “ Selva”. Qui s’insediarono dei monaci affiancati dai Carmelitani.  Passò in un successivo momento ai Francescani riformati. In seguito la Repubblica Cisalpina fa occupare la chiesa e v’insedia degli operai per costruire armi; l’annesso convento sarà usato come stalla per gli animali. Inutile precisare che prima fu depredata di ogni bene. Alla fine anche questa fu distrutta e, moltissimi anni dopo dal poco che ne restava, fu acquistata dall’Opera di Don Guanella per il suo “ Piccolo Cottolengo”. Non poteva mancare, tra le chiese francescane, una dedicata a Sant’Antonio di Padova, Santo conosciuto sicuramente da tutti. La costruzione di questo convento santuario, che si trova su via C. Farini, fu voluta dal provinciale padre Lodovico Antonelli, e in seguito consacrato dall’arcivescovo di Milano Carlo Andrea Ferrari nel 1906. Questo santuario ottenne da Papa Pio XI, l’elevazione a Basilica Minore Romana. Davanti alla basilica sorge una fontana con la statua del Santo. Altra chiesa francescana è quella che sorge in zona Monforte e dedicata al Sacro Cuore di Gesù, e progettata da fra Angelo Osio. Questa chiesa fu edificata sul luogo, dove sorgeva una piccola chiesa convento dei Frati Cappuccini; prima chiesa in Milano a essere consacrata al Sacro Cuore di Gesù. Questo tempio è più conosciuto dai milanesi come chiesa dei Cappuccini di viale Piave. Qui ha avuto origine l’Opera San Francesco per i poveri, sodalizio che svolge anche oggi una preziosa opera caritativa e sociale. Un’altra chiesa che fa onore al francescanesimo è quella di Santa Maria degli  Angeli e San Francesco, più conosciuta però come chiesa di Sant’Angelo. Il luogo dato per la costruzione era situato poco fuori le mura della città, precisamente tra Porta Nuova e Porta Garibaldi, di fianco al naviglio della Martesana.

Tuttavia la storia volle che questa prima chiesa fosse completamente distrutta, e i frati furono invitati a edificare una nuova chiesa, sempre con lo stesso titolo di Sant’Angelo. La chiesa sorge in Piazza Sant’Angelo in zona Garibaldi. Sul sagrato campeggia una fontana con la statua di San Francesco che predica agli uccelli. Il convento ospita l’Istituto Angelicum. L’Istituto è stato fondato nel 1939 da Padre Zucca, come ente artistico e culturale. Questo Centro Culturale Francescano è tutt’oggi attivo con iniziative che spaziano nei più disparati settori dell’arte, e una lunga storia di attività di grande prestigio per Milano. In viale Corsica troviamo un’altra chiesa dei frati minori conventuali, precisamente la chiesa francescana dell’Immacolata e Sant’Antonio di Padova. Fondata nel 1928, il cardinale Ildefonso Schuster pose e benedisse la prima pietra di questo nuovo convento. In via Caldara, sulla sinistra per chi osserva il cimitero maggiore, sorge un’altra chiesa, dove vi è la presenza dei frati. Non mi prolungo oltre per non tediare il lettore, lasciando a questi il piacere di andare a scoprire il fascino francescano nella nostra amata Milano.

P.S. Ho accennato della presenza a Milano dei Francescani, e sulla presenza dei Domenicani?

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