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Maflow: Il sito rimarrà industriale

Maflow: “Il sito rimarrà industriale”

Lo ha confermato oggi il sindaco Liana Scundi nel corso di un'assemblea organizzata dalle organizzazioni sindacali dell'azienda metalmeccanica trezzanese

Trezzano sul Naviglio (30 novembre 2009) - “L'area dove si trova l'azienda Maflow rimarrà industriale”: il sindaco di Trezzano, Liana Scundi lo ha detto in mattinata davanti a oltre 250 lavoratori della multinazionale che realizza componenti per alcune tra le più importanti aziende automobilistiche europee. Si sono riuniti in un capannone di via Fleming per conoscere cosa succederà dopo che i commissari che stanno seguendo la procedura di liquidazione hanno presentato, giovedì scorso, la loro relazione.
Il sindaco segue la vicenda da molti mesi. Ha incontrato più volte i rappresentanti sindacali, ma anche dell'azienda, così come amministratori provinciali e regionali per verificare le possibilità di intervento dell'Ente locale. Essendo, però, l'azienda una multinazionale con due stabilimenti in Italia, la questione deve essere affrontata a livello centrale, al ministero dello sviluppo economico. Erminio Quartiani, deputato Pd presente oggi  all'assemblea, ha confermato la sua intenzione di presentare una interrogazione al Ministro e una urgente, nell'ambito della Commissione attività produttive della quale è componente, rivolta all'ufficio crisi industriali aperte allo scopo di avviare un tavolo di confronto.
“Nei mesi scorsi – precisa il sindaco Scundi – abbiamo monitorato la situazione delle oltre 2000 aziende trezzanesi e non c'è dubbio che la crisi Maflow, multinazionale con oltre 300 dipendenti, è quella più significativa. Per questo abbiamo ritenuto, come Giunta, che non bastasse la solidarietà delle istituzioni, ma servissero azioni concrete per aiutare la mediazione. La crisi, infatti, non ha origini strettamente e unicamente legate all'andamento del mercato economico, ma è più di carattere finanziario. Per questo – prosegue Liana Scundi – ho chiesto sia alla Provincia sia alla Regione di verificare la possibilità di istituire un apposito tavolo per seguire da vicino l'evoluzione della situazione”.
Il sindaco e la sua Giunta hanno anche deciso di adottare fin da subito due azioni:
 confermare il vincolo ad area industriale dell'attuale sito anche nel nuovo Piano di governo del territorio
 mettere a disposizione i fondi di sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi industriale e che hanno quindi difficoltà a pagare bollette o le tariffe di mensa, nido e altri servizi comunali, così come deciso nel “Piano anticrisi” di questa Amministrazione.
Il sindaco si attiverà anche con altri sindaci della zona, dove risiedono i lavoratori della Maflow, affinché vengano adottate misure di sostegno ai lavori.
“Attendiamo ora – ha sottolineato Walter Montagnoli, coordinatore nazionale Cub – di essere convocati a Roma dove il ministero per lo sviluppo industriale dovrà decidere se ammettere alla vendita la società o dare avvio alle procedure di fallimento. Nel primo caso, che è molto più probabile, vorremmo però conoscere a quali condizioni”.
Ci sarebbero due possibili acquirenti, uno a Udine e uno a Torino. “Escludiamo invece – dice Montagnoli – l'ipotesi del fondo polacco di investimenti, che sarebbe poco interessato alla parte produttiva”.
Nel corso dell'assemblea è anche emersa la necessità di predisporre il piano industriale di rilancio che la Bmw starebbe attendendo per tornare a chiedere commesse all'azienda trezzanese dove attualmente lavorano una settantina di operai sui circa 300 dipendenti.
 

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