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S.R.L semplificate: uno specchietto per le allodole

1-euroE' di ieri la notizia di un boom impressionante registrato nel 2013, avente ad oggetto le s.r.l semplificate costituite, che a quanto pare stanno spopolando tra gli under 35. Insomma, giovani alla riscossa, vogliosi di diventare imprenditori, che approfittano delle spinte legisletive che negli ultimi anni stanno formando la disciplina delle s.r.l, che a tutt'oggi resta aperta e piena di modifiche possibili.

L'introduzione della forma semplificata della società a responsabilità limitata si è avuta nel Gennaio del 2012: in essa si prevedeva l'introduzione dell'art. 2463bis, nel quale si precisavano i vantaggi che caratterizzavano questa disciplina. A differenza delle s.r.l ordinarie, quelle semplificate possono avere un capitale sociale iniziale anche inferiore ai 10.000 euro, e i soci devono essere persone fisiche (e non altre società per esempio, che sono persone giuridiche). Il risparmio al momento della costituzione non si ha tuttavia solo nell'esborso per il capitale sociale, ma anche nell'assenza delle spese notarili, i diritti di segreteria alla Camera del commercio e l'imposta di bollo. Tutto sommato una buona introduzione, che puntava a far entrare nel mondo dell'imprenditoria tutti quei soggetti che avevano buone idee ma necessitavano di qualche piccola agevolazione per iniziare la loro attività. Ci sono però anche dei lati negativi: l'atto costitutivo ha un modello non libero, ma emanato dal ministero, che fissa ad esempio l'intrasferibilità delle quote a soggetti di età maggiore di 35 anni, e ha poca flessibilità per quanto riguarda gli accordi tra i soci (gli amministratori non possono essere soggetti esterni ad esempio). Ricapitolando: io legislatore ti faccio risparmiare, però l'atto costitutivo lo decido io e se lo vorrai cambiare dovrai andare dal notaio e spendere, oltre che trasformare la tua s.r.l da semplificata a ordinaria, dato che le clausole contenute nel modello del ministero sono inderogabili.

Fin qui tutto bene, se non fosse che i giuristi italiani hanno una naturale propensione all'ingorgo legislativo nonchè burocratico: nel giugno del 2013 alcune clausole previste nel modello delle semplificate sono state abolite (come l'impossibilità di nominare soggetti esterni alla carica di amministratori), ma contemporaneamente il ministero non si è preoccupato di aggiornare i propri modelli, che adesso cozzano con la disciplina del codice. Nonostante questo intoppo tuttavia appare ancora vantaggioso la semplificata, perchè prevede l'entrata dei soci nell'area dell'irresponsabilità per le obbligazioni sociali (caratteristica tipica di tutte le società di capitali). Rieccoci però che il legislatore ha pensato bene di eliminare anche questo punto di vantaggio, visto che sempre nel decreto sopra citato è stato introdotto un comma in sede di conversione del decreto che dà la possibilità anche alle s.r.l ordinarie di istituire un capitale sociale inferiore ai 10.000 euro (a condizione però che ogni anno 1/5 del capitale venga istituito a riserva e formi, insieme al capitale stesso, un importo pari a 10.000).

Quindi, a questo punto, non sono molte le ragioni che vedono la forma semplificata preferita a quella ordinaria: rimangono solo le agevolazioni al momento della costituzione, ma già il fatto che tutti i soci debbano essere persone fisiche non aiuta. Alchè la maggior parte degli imprenditori opteranno per un modello ordinario ma cn capitale inferiore a 10.000 euro, lasciando al modello semplificato il ruolo di sede di esercitazione di qualche giovane che belle e poche risorse: non proprio ciò che ci vuole per rilanciare la nostra economia.La notizia con cui abbiamo aperto l'articolo è quindi solo uno specchietto per le allodole, perchè la maggior parte delle persone che hanno utilizzato il modello semplificato forse avrebbero preferito quello ordinario ma con il beneficio economico sul capitale, senza dover sottostare a un atto costitutivo troppo smilzo e difettoso che gli veniva fornito dal ministero. Peccato, l'ennesimo pasticcio partito da un'idea buona, e non è la prima volta.

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