23 dicembre 2012: catastrofe finale o nuova alba?

calendario-solare-mayaEnigmatici messaggi apocalittici, teorie catastrofiste, superstizioni millenaristiche, timori (in)fondati sul “Giorno del Giudizio”, eventi astronomici e geofisici sono diventati il tormentone di fine anno.

Un’oscura profezia intimorisce sempre più i curiosi, gli studiosi ma anche persone di un certo livello come il premier australiano Julia Gillard.

Mille e non più mille?

L’annuncio della fine del mondo, a causa di un’invasione di zombie e di creature demoniache è giunto qualche giorno fa dal primo ministro australiano, Julia Gillard, che ha poi confessato la sua partecipazione allo scherzo organizzato da un programma televisivo.

L’umanità si è sempre misurata con catastrofi, calamità e disgrazie vedendo in alcune di queste situazioni i “segni della fine”. Il millenarismo ha caratterizzato la paura del Giudizio Universale soprattutto nell’Europa medievale prossima all’anno Mille e seguace delle dottrine di Gioacchino da Fiore; in tempi recenti invece sono sempre più diffuse le teorie di complotti planetari e dietrologie di ristrette cerchie di potere che mirano al controllo del pianeta e dell’umanità, se non addirittura alla sua distruzione o decimazione.

L’attenzione per l’ecosistema Terra ha poi portato a sensibilizzare maggiormente la popolazione mondiale affinché sprechi di energia e di risorse prime, insieme alla riduzione dell’inquinamento, possano limitare i danni irreversibili sul clima a livello planetario. Infatti, profondi cambiamenti climatici sarebbero alla base della diminuzione di cibo che porterebbe all’aumento delle epidemie e alle insurrezioni.

La crisi economica degli ultimi anni ha rincarato la dose sui timori di società che finora hanno sempre vissuto nel benessere e che, colte impreparate, rischiano di provocare imprevedibili cambiamenti geopolitici. La “Primavera araba” sarebbe solo una delle prove di queste grandi rivoluzioni sociali.Dresden Codex Flood

Ultimo e non meno importante aspetto di questa grande attesa di un “cambiamento cosmico” è dato dalle ipotizzate implicazioni che la tempesta solare (che ha investito la Terra negli ultimi mesi e continuerà almeno per tutto l’inverno 2012-13) potrebbero avere sulle telecomunicazioni: black out e disservizi su vasta scala.

Molti sono poi gli eccezionali eventi geologici, metereologici ed astronomici del 2012: terremoti di grande intensità anche in zone fino ad oggi ritenute poco sismiche, eclissi, aumento della portata delle precipitazioni, allineamenti planetari.

Altro fatto molto curioso è la morte di pesci ed uccelli che ormai si verifica da qualche anno a cavallo tra la notte di san Silvestro e i primi giorni del nuovo anno. In questo marasma è facile vedere oscuri presagi o semplicemente uno dei segni di un radicale cambiamento, un monito da parte della natura, sempre più fiaccata dalla prepotente posizione assunta dall’uomo sull’ecosistema.

Perché i Maya?

Da qualche anno si attende un evento apocalittico, rivoluzionario, totalmente irrazionale che secondo alcuni coinvolgerebbe l’umanità intera a partire dal 23 dicembre 2012 ovvero il primo giorno del nuovo grande ciclo calendariale maya.

Questo popolo antico infatti è noto per la cura con cui i propri sacerdoti e scienziati costruivano templi e monumenti; poche sono ancora le nozioni astronomico-matematiche che conosciamo di questa grande civiltà e, solo di recente, le scoperte stanno rivelando molti dettagli interessanti.

Come per molti dei popoli antichi, la matematica e la geometria sacra usate come linguaggi sacri per interpretare il mondo circostante ed il firmamento.

Il tempo presso i Maya era regolato da due calendari: uno religioso-divinatorio da 260 giorni, detto Tzolkin, l’altro civile-astronomico da 360 giorni (tun), detto Haab. La loro concezione cronologica era ciclica, diversamente dalla nostra che è lineare.

Lo Tzolkin presentava 13 mesi da 20 giorni ciascuno, ogni giorno aveva un significato religioso e sacro, un presagio o una precetto-guida.

Lo Haab era costituito da 18 mesi (uinal) di 20 giorni (kin) ognuno.

Ogni 52 anni i due calendari si sincronizzavano ciclicamente.

Il katun era un’unità di misura ciclica di 20 anni Haab (19,7 anni del calendario gregoriano da 365 giorni) mentre il baktun era l’insieme di 20 katun ovvero un periodo di 394,3 anni attuali.

L’unione di 13 baktun costituiva il “grande ciclo” di 1.872.000 giorni, all’incirca 5130 anni. Il 13 agosto 3114 a.C. iniziò questo ciclo, nel giorno in cui la cosmogonia maya segnava la nascita della propria civiltà. Prima di quella data si conoscevano solo sporadici episodi riguardanti gli dei.

Così, il tanto temuto 23 dicembre 2012 coincide col primo giorno del nuovo grande ciclo che, secondo il mito maya, sarebbe foriero di cambiamenti epocali se non addirittura catastrofici.

Uno dei katun più tragici per i Maya fu il numero 8 Ahau (1441-1461 d.C.), caratterizzato da scontri sociali, lotte intestine e dall’abbandono della capitale Chichén Itzà.

Nel marzo del 1697, quattro mesi prima del nuovo katun, gli spagnoli distrussero la nuova capitale Tah Itzà (Tayasal) in Guatemala.

Altri katun (tra III e VI secolo d.C.) conobbero rivoluzioni socio-politiche, declini di città importanti e calamità naturali.

Le poche testimonianze scritte, come i superstiti “codici Maya” (ora a Madrid, Parigi, Città del Messico e Dresda) presentano glifi talvolta di difficile interpretazione. È il caso dell’ultima pagina del Codice di Dresda il quale mostra il dio della pioggia e dei cambiamenti, Chaac, che lancia saette mentre un drago e un demone fanno cadere grandi quantità d’acqua.

Molti vedono in questo finale un avvenimento di portata apocalittica, quasi un secondo diluvio universale, facendo leva sulla tesi che le precipitazioni degli ultimi anni stanno aumentando di molto la propria portata.

Indubbiamente i Maya furono abilissimi astronomi, matematici, architetti, costruttori ed ingegneri. Così come ogni fase storica, in tutto il pianeta, ha visto grandi sconvolgimenti ambientali e culturali, le culture mesoamericane non furono da meno rispetto ai popoli degli altri continenti quanto ad ascesa e declino, spesso legato ad oscure vicende.

Tuttavia, ancora oggi, in un mondo pressoché razionale ed enciclopedico l’uomo cerca sempre il alto esoterico, irrazionale, suggestivo di un passato misterioso e forse il monito dei maya non vuole insistere sulla data precisa del 23 dicembre 2012 ma il loro messaggio va oltre, laddove l’uomo non ha più quel rapporto genuino con la terra, il cielo e gli elementi essenziali, laddove la società dimentica alcuni dei valori umani che hanno permesso alle passate civiltà di sopravvivere e di uscire dall’anonimato e dalle nebbie del tempo.

Nessuna società al suo culmine ha mai pensato di trovarsi a far fronte a catastrofi o cambiamenti repentini ma basterebbe uno dei falsi allarmi (o presunti tali), come la caduta di asteroidi sul nostro pianeta, una serie di lunghi black-out alle reti di telecomunicazione ed elettrica o forti calamità per sconvolgere il nostro stile di vita anche su vasta scala e a far tornare indietro di molto le lancette del tempo, secondo quel ciclico avvicendarsi di periodi di crisi e rigenerazione tipico di tutte le antiche credenze.

Non sarà sicuramente un giorno preciso a segnare la fine dell’umanità sul pianeta Terra, almeno dal punto di vista scientifico, ma senza ombra di dubbio i sistemi dell’economia contemporanea, le strutture politiche di molti paesi ed il continuo progresso ai danni dell’ambiente giungeranno ad un collasso che avrà ripercussioni forse irreversibili e quel giorno, forse non troppo lontano, la “profezia” della ciclica ecpirosi globale si realizzerà lasciandoci come unici artefici di questa situazione senza scomodare troppo eventi paranormali o fantascientifici.

Bibliografia

Per approfondire la tematica del calendario maya risulta utile il saggio “The Maya” di M. D. Coe (Londra, 1993) così come quello di R. J . Sharer “The ancient Maya” (Stanford University, 1994).

Per una visione generale sulla civiltà maya si rimanda a “The rise and fall of Maya civilization” di J. E. S. Thompson.

Sitografia

Si consiglia la visione del sito web della Fondazione per la Promozione degli Studi Mesoamericani su cui è possibile conoscere i dettagli del calendario maya al seguente link:

famsi.org/research/calendrics/index.html

Per i curiosi che desiderano convertire le date del calendario gregoriano in quelle maya si raccomandano i link:

research.famsi.org/date_conversion.php e xoomer.virgilio.it/esongi/maya.htm

Chi fosse interessato ad approfondire lo studio dei quattro codici maya superstiti tenga presente la pagina web: famsi.org/mayawriting/codices/marhenke.html in cui si possono visionare le pagine dei manoscritti.

Stefano Todisco

Pin It

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.