Esseri mostruosi e leggendari in terra lombarda

creature mitologiche lombardiaQuesta volta vi voglio narrare di questi esseri mostruosi e leggendari, per altro sparsi, se pur con nomi diversi, in tutta la Penisola e nell'intera Europa, presenti nella nostra terra lombarda.

Moltissime sono le leggende e i racconti popolari che richiamano alla mente queste creature fantastiche, a volte benigne a volte maligne, che ancora sono rappresentate nelle sagre e feste popolari di molti paesi, soprattutto di origine contadina e montanara. Mi limito però a descrivere solo quelli rappresentati nella nostra regione.

  • La Befana. Questa figura è conosciuta in tutta Italia e non solo, ed è talmente nota che mi limito solo a citarla in elenco.
  • L'Orco. Un personaggio soprattutto presente nelle fiabe o nei racconti fantastici, con lo scopo di spaventare i bambini in modo che limitassero le loro esuberanze. È gigantesco, essenzialmente cattivo e divoratore di carne umana.
  • L'uomo Nero o Babau. Altra figura che aveva lo scopo di spaventare i bambini. Diffuso praticamente in tutta Italia, prendendo nomi diversi come: Babao, Barabao, Bobo.
  • La Borda. Figura che appartiene alla Pianura Padana, raffigurata come una strega orribile che uccide chiunque incontra. Si trova nelle zone paludose, presso canali o stagni e nelle zone assai nebbiose. Richiamata dagli adulti affinché i bambini stessero lontani da quei luoghi pericolosi.
  • giubianaLa Giubiana. È una strega dalle gambe lunghe che vive sugli alberi dei boschi, e che si brucia in enormi falò l'ultimo giovedì del mese di gennaio.
  • Lo Squasc. È un essere mitologico che appartiene al folclore della Lombardia orientale. Si dice assomigli a uno scoiattolo, e il suo scopo è quello di spaventare i bambini, quando è di umore cattivo, mentre se di umore allegro si diverte a fare scherzi, con predilezione per le ragazze.
  • I Confinati. Dette anche Anime Confinate, sono delle figure mitiche appartenenti alla Lombardia nord-orientale. Rappresentavano delle anime di persone morte non in pace e che tramite un esorcismo erano confinate in luoghi poco ospitali, in modo da non poter nuocere ai vivi. In proposito si citano: i Confinati della Val Brembana, della Val Camonica, della Valle Stabina e della Val Tellina.
  • Tarantasio. Il famoso Drago che si dice abitava il lago o mare Gerundo, specchio d'acqua situato tra il fiume Adda e il fiume Serio.
  • Il Badalisc. Creatura mitologica tipica della Valle Camonica che vive nei boschi. È necessario andare a catturarlo, e questo compito è affidato a una ragazza. (a volte è un ragazzo travestito da donna). Non è un essere cattivo, ma va trattato comunque con rispetto. In Andrista, un paese della Valle Camonica, il 5 e 6 gennaio si festeggia il Badalisc, seguendo un antico rituale.
  • Il Fauno. È una divinità della campagna e dei boschi. Il suo aspetto è umano ma con i piedi e le corna di capra. Citato spesso nei racconti montanari che narrano di morti e paura. Possibile ad esempio che la Cavra Besüla, bestia notturna con gli occhi fiammeggianti e dal belato pauroso, tipica della Valtellina, Valchiavenna, Val Camonica, Val Brembana e Val Seriana, discenda dal Fauno.
  • La Gata carogna. È un animale del folclore lombardo, più precisamente bergamasco e cremonese. Si aggirerebbe per i vicoli bui della città.
  • Il Gigiàt. È, nelle tradizioni folcloristiche lombarde, un animale di grandi proporzioni, probabilmente un incrocio tra un caprone e un camoscio. Si nutre di vegetazione, alternando con qualche alpinista o escursionista che si è smarrito o entra nel suo territorio. Tipico della provincia di Sondrio.
  • L'Uomo Selvatico. Tipico dell'arco alpino italiano ed europeo, dove può assumere nomi diversi. Identificato in un uomo selvatico abitante dei boschi e rivestito di una forte peluria o ricoperto di vegetazione. Tipico quello di Sacco in Valtellina.
  • La Scrofa semilanuta. Animale mitologico simbolo della città di Milano.
  • La Bestia di Cusago. Che fece diverse vittime, soprattutto bambine/i nei boschi di Cusago nel Ducato Milanese; siamo nel 1792. Probabilmente si trattava di una lupa randagia.
  • Il Giuét. Abitante dei boschi a forma di grosso serpente che ha il poter di far cadere addormentato chiunque guardi il suo sguardo. Definito animale incantatore, bisogna evitare assolutamente di guardarlo negli occhi.
  • Il Daü. È un essere che popola le valli di Livigno, ma molto difficile da vedere. Ha delle zampe asimmetriche, infatti, nel maschio le zampe di destra sono più lunghe di quelle di sinistra, al contrario quelle delle femmine, inoltre a volte cammina all'indietro.
  • Il Panàu. Essere tipico della Valmalenco a forma di uccello rapace notturno ma molto veloce, insidioso e vorace e dal canto piuttosto lugubre. Fungeva da spauracchio per i bambini che volevano entrare nel bosco di sera.

 

Ecco presentato una carrellata di esseri mostruosi che hanno popolato, e forse ancora popolano, i racconti di qualche nonna o nonno nelle sere invernali, magari attorno al caminetto con un giocondo fuoco acceso.

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