Le streghe in alcuni dipinti

malle babbe la strega di haarlem1633Di streghe, sabba e annessi la narrativa ne tratta in abbondanza, così come si possono reperire, per uno studio serio del fenomeno, documenti affidabili custoditi negli archivi storici, tuttavia anche famosi pittori hanno voluto rappresentare questo fenomeno in alcuni dipinti.

Con questo breve articolo mi propongo di andare a curiosare proprio alcune tele di artisti famosi.

È risaputo che la pratica della stregoneria è considerata in stretto rapporto con pratiche demoniache e con il mondo malvagio del demonio, tanto è vero che le condanne erano inflitte proprio perché le streghe o gli stregoni, poiché anche se poco se ne parla, anche questi ultimi operavano pratiche e arti occulte legate a Satana, praticavano riti collegati al demoniaco. Una delle imputazioni affibbiate alle streghe era quello di trascinare, tramite le loro arti malefiche e i loro incantesimi, gli uomini e le donne alla dannazione. La prassi che ritiene le donne condannate per stregoneria perché raccoglievano erbe e facevano unguenti, è un po' da sfatare poiché a quei tempi le erbe rappresentavano un modo per curarsi, ricordo che la mia nonna materna, che abitava in un paesino di montagna, raccoglieva delle erbe, sia per cucinare che per alleviare alcuni dolori, così come era capace di ottenere delle pomate con cui medicare non solo se stessa, ma anche le sue mucche se ne riscontrava la necessità. Vi garantisco che mia nonna non era una strega!

Agli stregoni, che di solito agivano nell'ombra ed erano spesso loro a reclutare future streghe, e le streghe erano considerate responsabili di causare avversità atmosferiche, pestilenze,  malattie improvvise e senza una causa apparente, e di procurare la temutissima impotenza sessuale. Insomma, rappresentavano una tragedia per la collettività. Di solito se la strega era vecchia la si rappresentava brutta, quasi deformata, dove la cattiveria del cuore si palesava nella conformazione del viso e del corpo, mentre se giovane la si raffigurava, a volte, nella sua maliziosa nudità pronta ad eccitare gli sguardi e le voglie per poi, proprio come un ragno che ha preparato la sua tela, catturare chi vi cade.

È doveroso precisare che nei dipinti la presenza di stregoni è piuttosto rara, è quasi sempre la donna- strega che occupa la posizione.

Vediamo adesso alcuni dipinti.

In un quadro del pittore olandese Frans Hals, dal titolo "Malle Babbe, la strega di Harlem", del 1633, ora custodito a Berlino, è rappresentata proprio la figura di una vecchia, che pare sia esistita realmente poiché residente della casa di lavoro di Het Dolhuys che ospitava i malati di mente. Ciò che colpisce nella figura è il ghigno che ne caratterizza il volto. Con la presenza di un gufo sulla sua spalla sinistra l'artista vuole sottolineare la personalità della stessa.

hans baldung due stregheIl pittore tedesco Hans Baldung, detto Grien, tra l'altro allievo di Dürer, nel suo dipinto dal titolo "Le streghe meteoriche" dipinge due giovani streghe completamente nude, questo per sottolineare il potere seducente non solo della donna, ma anche del male che appare esteriormente attraente ma interiormente è maligno.

Ai piedi delle due ragazze sta accovacciato un caprone che, come è risaputo, è uno degli animali legati ai riti del sabba e rappresenta lo stesso Satana. In un altro suo interessante dipinto abbiamo la raffigurazione di un "sabba delle streghe" dove, anche in questo caso, appaiono nella loro nudità.

Salvatore Rosa, pittore italiano nato a Napoli di epoca barocca, dove nel suo periodo fiorentino dipinse tele a tematica legata alla stregoneria e alla magia. Nel suo quadro del 1646, dal titolo "la strega", conservato a Roma nella Pinacoteca Capitolina, si può osservare una strega anziana dai lunghi capelli bianchi che è seduta nell'antro di una grotta e intenta alla lettura di un testo che riporta formule alchemiche.

salvatore rosa streghe1646La grotta ben si presta per riunioni stregonesche, inoltre è anche simbolo allusivo al sesso femminile. La testa è cinta da un serto di pampini, ossia da foglie della vite, che, oltre a simboleggiare l'illusione con vane promesse, indica un legame tra la stregoneria medievale e quella più moderna, e i riti pagani legati a Dioniso del mondo antico. Questo dio era legato alla vegetazione, poi divenne dio del vino, dell'ebrezza, dell'estasi. La figura è nuda dalla cintola in su, mentre sulle ginocchia è coperta; i piedi nudi sono poggiati su un foglio con sopra tracciato un cerchio e intorno,  un altro cerchio più grande circondato da candele accese. È chiaro il riferimento alla potenza magico-protettiva del cerchio.

Ho accennato alla presenza anche di stregoni, ebbene il pittore Francisco Goya y Lucientes, nel suo dipinto "volo di stregoni", mette in evidenza proprio questo aspetto. Lo sfondo è completamente buio, questo per sottolineare che le tenebre e la notte sono indispensabili alla presenza e al patto col demonio, appunto principe delle tenebre. La scena vede alcuni uomini – stregoni che stanno volando, questo per sottolineare che il volo, nella stregoneria, è possibile, grazie al potere concesso dal diavolo. Vi è anche la presenza di un asino, animale che usavano per recarsi al sabba.

Molto ci sarebbe ancora da scrivere, ma, per un semplice articolo, è doveroso fermarsi. Spero di essere comunque riuscito a destare curiosità.

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