Scopriamo alcuni Folletti che popolano i nostri boschi

folletti pixabayCon l'arrivo della bella stagione arriva anche la possibilità di fare gite, scampagnate, pic nic all'aria aperta in qualche luogo ameno e poi, finalmente, le tanto agognate ferie. Or bene, nella storia folcloristica del nostro bel Paese non mancano vicende che riguardano questi esseri chiamati Folletti. Il termine tiene al latino Fòllis, col significato di cose leggere e instabili, da cui Fòllere, ossia muoversi qua e là.

Ecco allora attribuire a certi spiriti leggieri e un po' birichini, che si insinuano nelle case e nei boschi senza essere visti, a far dispetti alle umane creature. Precisato questo, ecco un elenco di alcuni di questi Folletti che popolano le nostre regioni, così magari girovagando qua e là, se vi capita di vederne qualcuno potrete sempre sapere con chi si deve avere a che fare.

  • Se vi trovate nella Garfagnana, siamo nella bella terra Toscana, così come in Lunigiana, è possibile incontrare il folletto Buffardello o Bafarded, essere di piccole dimensioni, da non confondere però con lo Gnomo o un Nano, che veste di colore rosso e porta scarpe a punta, spesso seduto su un mucchio di fieno o su un albero. Ha le mani bucate per non poter soffocare le persone che dormono.
  • Per chi si trova nella stupenda terra umbra, nei pressi di Terni, potrebbe incappare nel folletto Gnefro, creatura che è solito vivere in gruppi più o meno numerosi soprattutto nei pressi della cascata delle Marmore e lungo il fiume Nera. Si narra che questi folletti si divertano a importunare i viandanti solitari con scherzi e dispettucci, ma senza arrecar loro danno.
  • Siete invece nelle Marche o in Abruzzo? Allora è possibile che incontriate nelle zone rurali, il Mazzamurello, che ha parenti sparsi un po' in tutta la Penisola, come a Pieve di Cadore o in Sicilia e persino in Europa sino in Irlanda, appartiene infatti al "Piccolo Popolo", che comprende fate, gnomi, elfi eccetera. La sua caratteristica è quella di produrre rumori nelle abitazioni per far capire la sua presenza. Alcuni associano che questo suo rumoreggiare sia per far sapere di un tesoro nascosto, altri per avvisare di un pericolo imminente e altri ancora perché ha un messaggio da un caro defunto da comunicare.
  • Anche i Castelli Romani, che sono borghi e cittadine dei Colli Albani, hanno il loro folletto che si chiama Lenghelo o Lenghero. Il suo aspetto è longilineo, ecco il significato del nome, è di indole dispettosa ma non malvagia, cammina nei sottoscala o sulle scale di legno, rompe o nasconde oggetti nella casa, può dare numeri da giocare al lotto.
  • In terra campana, ma anche a Napoli, ecco il Munaciello o Monaciello, folletto dispettoso ma fondamentalmente di natura buona. È rappresentato come un ragazzino deforme o come persona molto bassa di statura, abbigliato con un saio da frate che porta sulle scarpe fibbie argentate.
  • Anche nella nostra terra lombarda non può mancare il folletto, ecco infatti lo Squasc. È un essere piccolo, fulvo, peloso, simile a uno scoiattolo però senza coda e con volto umano. Può divenire cattivo, eccolo allora divenire il temuto "uomo nero", chiamato per spaventare i bambini, oppure rimanere un folletto innocuo che tuttavia non tralascia di abbandonarsi a scherzi, a volte anche pesanti, soprattutto a danno del sesso femminile.

Ecco terminata questa breve escursione tra alcuni Folletti che popolano le nostre belle regioni. Se qualcuno vuole prendersi la briga di provare a conoscerne almeno uno, si armi di tanta pazienza e non solo.

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